Come funzionano le quote scommesse: come si leggono e cosa dicono

Redazione AGIMEG · Quote, probabilità e margine del bookmaker

Guida scommesse

Quote scommesse

AGIMEG

Una quota decimale dice quanto torna per ogni euro puntato, puntata compresa: 10 € a quota 2,50 restituiscono 25 €, di cui 15 € di guadagno. La stessa quota dice anche quanto il bookmaker ritiene probabile quell’esito: 1 diviso 2,50 fa 40%. Le due letture vanno insieme, e in mezzo c’è il margine del bookmaker, il motivo per cui le probabilità di un mercato, sommate, superano il 100%.

Le quote in breve

2,00la soglia della quota decimale: sotto, il guadagno netto è più piccolo della puntata; sopra, è più grande
1/quotala probabilità implicita di una quota: 2,00 vale il 50%, 1,50 il 66,67%
5,24%il margine mediano sull’1X2 di Serie A nei 9 listini che seguiamo, sulle cinque partite di domenica 25 ottobre 2026
95,26%le partite di Serie A, dal 2023-24 al 2025-26, in cui la quota media di mercato della vittoria in casa è cambiata tra la rilevazione dei giorni prima e la chiusura
In questa guida

Cos’è una quota: quanto paga ogni euro puntato

Il regolamento italiano delle scommesse, il DM 145/2022, definisce la quota come il numero, con al massimo tre decimali, che moltiplicato per la puntata dà l’importo da restituire in caso di vincita (art. 1). Le quote del programma del bookmaker non possono essere inferiori a 1 e comprendono la restituzione della puntata (art. 10). Una quota di 1,50 vuol dire quindi che ogni euro puntato torna come 1,50 €: l’euro della puntata più 50 centesimi di guadagno.

La quota la fissa il bookmaker, nel suo programma di accettazione, cioè il palinsesto con tutti gli esiti e i prezzi (art. 5). Per questo la stessa scommessa ha prezzi diversi da un sito all’altro, e lo stesso bookmaker può anche fissare quote diverse in agenzia e online. La tabella mette in fila le quote dell’1X2 di una partita vera in tutti i 9 listini di quote che seguiamo, usati da 15 bookmaker ADM: il gruppo Lottomatica, per esempio, offre lo stesso listino su quattro marchi.

Lecce-Juventus: la stessa scommessa in 9 listini

Serie A, 25 ottobre 2026, quote rilevate la mattina. Per ogni esito la quota più bassa, la mediana e la più alta.

Esito Più bassa Mediana Più alta
1 Lecce 6,00 6,15 7,00
X pareggio 3,90 4,20 4,25
2 Juventus 1,45 1,54 1,55

Su 10 € giocati sulla vittoria del Lecce, la differenza tra la quota più bassa e la più alta valeva 10 €: 60 € contro 70 € di vincita. Sulla Juventus la forbice era più stretta, 14,50 € contro 15,50 €. Una volta accettata la schedina, però, la quota resta quella, salvo i pochi casi previsti dal regolamento che vediamo più avanti: la scommessa a quota fissa è quella in cui la somma da riscuotere è concordata prima (art. 1), e se dopo il prezzo si muove la giocata resta com’era.

Quote decimali: come si leggono

In Italia le quote si scrivono in formato decimale, il formato che comprende la puntata. Il calcolo è uno solo: la vincita è la puntata per la quota, il guadagno netto è la vincita meno la puntata. Quello che sta dopo l’1 è il guadagno per ogni euro: 1,50 vuol dire 50 centesimi, 3,00 vuol dire 2 €.

Come si legge una quota decimale

Cosa restituiscono 10 € a ogni quota, quanto è guadagno netto e la probabilità implicita, cioè 1 diviso la quota.

Quota Vincita con 10 € Guadagno netto Probabilità implicita
1,25 12,50 € 2,50 € 80%
1,50 15,00 € 5,00 € 66,67%
1,80 18,00 € 8,00 € 55,56%
2,00 20,00 € 10,00 € 50%
2,50 25,00 € 15,00 € 40%
4,00 40,00 € 30,00 € 25%
11,00 110,00 € 100,00 € 9,09%

La riga di 2,00 è la soglia. Sotto 2,00 il guadagno netto è più piccolo della puntata, a 2,00 è uguale, sopra è più grande. Chi legge la quota come guadagno sbaglia sempre nello stesso verso: 20 € a 1,75 restituiscono 35 €, ma il guadagno è di 15 €, non di 35.

Sulla schedina può comparire anche una quota di 1,00, che restituisce solo la puntata: è la quota che il regolamento assegna a un evento rimborsato dentro una multipla, per esempio una partita non giocata entro i tre giorni successivi all’ultima data comunicata (art. 6). In una singola rimborsata torna la puntata; in una multipla l’evento resta dentro con 1,00 e la schedina paga con gli altri. Il conto completo è nella guida su come calcolare la vincita di una scommessa.

Dalla quota alla probabilità implicita

Ogni quota contiene una probabilità: 1 diviso la quota. Si chiama probabilità implicita perché il bookmaker non la scrive, ma la si ricava dal prezzo. Una quota di 4,00 implica il 25%: se l’esito avesse davvero una probabilità su quattro e la quota non avesse margine, chi la gioca sempre riavrebbe in media quanto ha puntato.

Prendiamo l’1X2 di Lecce-Juventus del 25 ottobre 2026 nel listino il cui margine era più vicino alla mediana dei 9: 6,25 per il Lecce, 4,25 per il pareggio, 1,52 per la Juventus. Il grafico mostra le tre probabilità implicite.

Lecce-Juventus: le probabilità dentro le quote

1 diviso la quota, per ogni esito dell'1X2. Un listino ADM, 25 ottobre 2026.

  1. 1 Lecce (6,25)16 %
  2. X pareggio (4,25)23,53 %
  3. 2 Juventus (1,52)65,79 %

Le tre probabilità sommano 105,32%: il 5,32% in più è il margine del bookmaker su questo mercato.

Sommate, le tre probabilità fanno 105,32%, non 100%: una partita ha un solo risultato, quindi le probabilità vere sommano 100%, e la parte in più è il margine. Per avere una stima pulita si toglie il margine in proporzione, dividendo ogni probabilità implicita per 1,0532. È il metodo più semplice, e suppone che il margine pesi su ogni esito nella stessa misura.

Lecce-Juventus: dalla quota alla quota equa

Probabilità implicita, probabilità senza margine e quota equa, cioè la quota che il bookmaker pagherebbe senza margine.

Esito Quota Implicita Senza margine Quota equa
1 Lecce 6,25 16,00% 15,19% 6,58
X 4,25 23,53% 22,34% 4,48
2 Juventus 1,52 65,79% 62,47% 1,60
Totale — 105,32% 100% —

La quota equa della Juventus, senza margine, sarebbe stata 1,60; il listino la pagava 1,52. Su ogni esito il bookmaker paga un po’ meno della quota equa. In probabilità la differenza è di 0,81 punti sul Lecce, 1,19 sul pareggio e 3,32 sulla Juventus: sommate fanno 5,32, il margine. La probabilità senza margine resta comunque una stima del bookmaker, non la probabilità vera della partita: dice quanto il mercato pensava fosse probabile la vittoria della Juventus, non se la Juventus avrebbe vinto.

Il margine del bookmaker: le quote reali di Serie A

Il regolamento dà un nome alla somma delle probabilità implicite: percentuale di allibramento, cioè la somma di 100 diviso ogni quota del mercato (DM 145/2022, art. 14). Il margine è la parte di probabilità che le quote danno in più del 100%, cioè l’allibramento meno 100. Il ritorno teorico, o payout, è l’inverso: 1 diviso la somma delle probabilità implicite. Con un margine del 5,24% il payout è del 95,02%, cioè su 100 € puntati tornano in media 95,02 € e il bookmaker ne trattiene 4,98. Nel listino di Lecce-Juventus, con un allibramento del 105,32%, il margine è del 5,32%, il payout del 94,95% e la quota trattenuta di 5,05 € ogni 100: sono numeri diversi, e confonderli sposta i conti.

Sulle cinque partite di Serie A di domenica 25 ottobre 2026, 9 listini, rilevazione della mattina, il margine dell’1X2 andava dal 4,45% al 7,94%, con una mediana del 5,24%. Preso listino per listino, il margine mediano dell’1X2 andava dal 5,02% al 7,17%. I mercati a due esiti costavano di più: mediana dell’8,01% sull’Under/Over 2,5 e del 7,96% sul Goal/No Goal.

Il margine scende se si prende, esito per esito, la quota più alta tra i listini. La tabella confronta il margine mediano dell’1X2 di ogni partita con quello delle quote migliori: è il margine che avrebbe pagato chi avesse scelto, per ogni esito, il listino più generoso.

Margine dell’1X2: mediano e con le quote migliori

Serie A, 25 ottobre 2026, 9 listini, quote della mattina. Quote migliori: la più alta per ciascun esito, anche da listini diversi.

Partita Margine mediano Quote migliori Margine migliori
Inter-Fiorentina 5,24% 1,39 · 5,50 · 8,50 1,89%
Atalanta-Frosinone 5,19% 1,90 · 4,20 · 3,66 3,76%
Genoa-Venezia 5,21% 2,22 · 3,25 · 3,53 4,14%
Lecce-Juventus 5,32% 7,00 · 4,25 · 1,55 2,33%
Udinese-Milan 5,24% 4,40 · 3,61 · 1,84 4,78%

Su Inter-Fiorentina il margine scendeva dal 5,24% all’1,89%, perché la quota più alta della Fiorentina, 8,50, era molto sopra la mediana di 7,00. In tutte e cinque le partite la differenza più larga tra i listini, in proporzione, era sull’esito con la quota più alta: la Fiorentina andava da 6,80 a 8,50, il Lecce da 6,00 a 7,00. Come si fa il confronto in pratica è spiegato nella guida su come confrontare le quote dei bookmaker.

Su un mercato con tanti esiti il margine era molto più alto. Sul vincente della Serie A 2026-27, un mercato antepost con 20 squadre, la percentuale di allibramento andava dal 111,83% al 116,67% tra i 9 listini, nella rilevazione della mattina del 25 ottobre 2026 (sei listini avevano le stesse quote, al 113,88%): un margine dall’11,83% al 16,67%, più del doppio del 5,24% mediano dell’1X2 delle partite. Le scommesse a lungo termine sono spiegate nella guida all’antepost.

Quote decimali, frazionarie e americane: come si convertono

Nei siti e nei giornali del Regno Unito e degli Stati Uniti le quote si scrivono in altri due formati. Dicono la stessa cosa del decimale, ma contano solo il guadagno, senza la puntata.

  • Frazionaria, usata nel Regno Unito: guadagno su puntata. 5/2 vuol dire 5 € di guadagno ogni 2 € puntati. In decimale si aggiunge 1: 5 diviso 2 più 1 fa 3,50.
  • Americana: con il segno più, è il guadagno su 100 € puntati; con il segno meno, quanto bisogna puntare per guadagnare 100 €. +250 vale 3,50 in decimale (250 diviso 100, più 1); −125 vale 1,80 (100 diviso 125, più 1).

La tabella converte le quote decimali più comuni. Dal decimale al frazionario si toglie 1 e si scrive il resto come frazione; dal decimale all’americano si moltiplica per 100 il guadagno se la quota è almeno 2,00, altrimenti si divide 100 per il guadagno e si mette il segno meno.

Tabella di conversione delle quote

La stessa quota nei tre formati, con la sua probabilità implicita.

Decimale Frazionaria Americana Probabilità implicita
1,25 1/4 −400 80%
1,50 1/2 −200 66,67%
1,80 4/5 −125 55,56%
2,00 1/1 +100 50%
2,50 3/2 +150 40%
4,00 3/1 +300 25%
11,00 10/1 +1000 9,09%

La quota alla pari è 2,00, che in frazionario è 1/1 (in inglese «evens») e in americano +100: si guadagna quanto si punta. Non tutte le quote decimali hanno una frazione comoda: 1,83 diventa 83/100 e, in americano, −120,48. Il decimale dei bookmaker italiani, invece, si legge e si moltiplica senza conversioni.

Favorito e sfavorito: cosa dicono le quote basse e alte

Una quota bassa indica il favorito, cioè l’esito che il bookmaker ritiene più probabile; una quota alta indica lo sfavorito. In Inter-Fiorentina del 25 ottobre 2026 le quote mediane dei 9 listini erano 1,38 per l’Inter, 5,40 per il pareggio e 7,00 per la Fiorentina. Con 10 € si potevano vincere 13,80 €, 54,00 € o 70,00 €; tolto il margine listino per listino, la mediana dei 9 listini dava il 68,88% all’Inter, il 17,52% al pareggio e il 13,64% alla Fiorentina.

Le quote indovinano? Una partita non basta a dirlo, servono tante partite. Abbiamo preso le 1.140 partite di Serie A delle stagioni 2023-24, 2024-25 e 2025-26, con le quote medie del mercato internazionale rilevate nei giorni prima delle partite (il venerdì per il fine settimana, il martedì per le infrasettimanali), e abbiamo diviso i 3.420 esiti (1, X e 2 di ogni partita) in fasce di probabilità. Per ogni fascia la tabella confronta la probabilità che davano le quote, in media, con la frequenza con cui gli esiti sono usciti davvero.

Probabilità dalle quote e risultati veri

Serie A 2023-24, 2024-25 e 2025-26: 1.140 partite, 3.420 esiti. Quote medie del mercato internazionale, margine tolto in proporzione.

Probabilità dalle quote Esiti Attesa in media Uscita davvero
sotto il 20% 599 14,94% 11,85%
dal 20 al 35% 1.686 27,39% 27,05%
dal 35 al 50% 570 42,03% 43,51%
dal 50 al 65% 373 56,97% 59,52%
dal 65% in su 192 71,16% 74,48%

Le quote sono una stima buona, ma non perfetta. Con il margine tolto in proporzione, nelle due fasce centrali, dove cadono due esiti su tre, la frequenza vera sta entro un punto e mezzo da quella attesa; nelle fasce alte le favorite sono uscite qualche punto più spesso del previsto, 59,52% contro 56,97% e 74,48% contro 71,16%, ma su meno esiti, dove il caso pesa di più. In tutto la squadra favorita ha vinto 614 partite su 1.140, il 53,86%, contro il 51,78% che le davano le quote con il margine tolto in proporzione.

La differenza più netta è nella prima riga: gli esiti con meno del 20% di probabilità sono usciti nell’11,85% dei casi, contro il 14,94% che davano le quote senza margine, uno scarto circa doppio dell’oscillazione che il caso produce di solito. Qui però conta come si toglie il margine. Toglierlo in proporzione suppone che pesi su ogni esito nella stessa misura; il metodo additivo, che toglie a ogni esito la stessa parte, e il metodo «power», che in proporzione ne toglie di più dalle quote alte, abbassano la probabilità dei grandi sfavoriti, e lo scarto scende a 1,74 e 1,95 punti, dentro l’oscillazione del caso. Con tutti e tre i metodi i grandi sfavoriti sono usciti meno spesso di quanto dicessero le quote senza margine; solo con quello proporzionale la differenza è più grande di quella che il caso spiega.

Il pareggio merita una riga a parte: nelle tre stagioni è uscito in 319 partite su 1.140, il 27,98%, eppure è stato il favorito delle quote in una sola partita. Di solito sta in mezzo: in 897 partite era il secondo esito più probabile, dietro la favorita e davanti allo sfavorito; in 236 era il meno probabile, in 6 aveva la stessa quota di una delle due squadre. Una quota alta non vuol dire un esito raro in assoluto: vuol dire che in quella partita c’è almeno un esito più probabile.

Perché le quote cambiano prima e durante la partita

Il bookmaker aggiorna il programma di accettazione, e quindi le quote, finché la scommessa si può giocare. Le quote si muovono con le notizie sulla partita, come formazioni e infortuni, e con il resto del mercato. Nelle stesse tre stagioni di Serie A la quota media della vittoria in casa è cambiata tra la rilevazione dei giorni prima, il venerdì per il fine settimana e il martedì per le infrasettimanali, e la chiusura, in 1.086 partite su 1.140, il 95,26%. La quota media riassume molti bookmaker: basta che ne cambi uno perché cambi. Di solito di poco: lo spostamento mediano della probabilità più mossa della partita è stato di 1,82 punti. In 88 partite, il 7,72%, una probabilità si è spostata di 5 punti o più, e in 37 è cambiata la favorita.

Due esempi dal fine settimana del 17 e 18 ottobre 2026. La vittoria della Roma sul Genoa era a 1,45 di media il venerdì e a 1,59 alla chiusura: la sua probabilità senza margine era scesa dal 64,89% al 59,28%, e la Roma ha vinto 2-0. Il Milan contro l’Atalanta ha fatto il percorso opposto, da 1,81 a 1,62, dal 51,85% al 58,12%, e ha vinto 3-2. Alle quote medie, chi aveva giocato la Roma il venerdì aveva una quota peggiore di chi l’ha giocata dopo; con il Milan è andata al contrario. Per tutti, la quota della propria schedina è rimasta quella dell’accettazione.

Durante la partita le quote cambiano per un motivo più semplice: il tempo passa e il risultato cambia. Su 0-0, ogni minuto senza gol rende più probabile il pareggio e meno probabile la vittoria della favorita. Un modello semplice lo mostra con Lecce-Juventus: abbiamo dato a ciascuna squadra un numero di gol attesi che riproduce le probabilità senza margine delle quote, e abbiamo ricalcolato le quote eque sul tempo che resta.

Lecce-Juventus sullo 0-0: le quote eque minuto per minuto

Quote senza margine di un modello con 0,75 gol attesi per il Lecce e 1,77 per la Juventus nei 90 minuti, se la partita resta 0-0.

Minuto 1 Lecce X 2 Juventus
0′ 6,49 4,38 1,62
30′ 6,38 3,19 1,89
60′ 7,60 2,01 2,70
75′ 11,23 1,47 4,36
85′ 26,98 1,15 11,11

Dal 52′ in poi, sullo 0-0, il pareggio è il risultato più probabile del modello: all’ora di gioco la sua quota equa è scesa da 4,38 a 2,01, e la Juventus è salita da 1,62 a 2,70. Un gol sposta tutto in un attimo: se la Juventus segna al 30′, nello stesso modello la sua quota equa scende a 1,19, il pareggio sale a 8,10 e il Lecce a 30,01. Le quote vere del live hanno in più il margine e le informazioni che il modello non vede, come espulsioni e cambi. Il live è spiegato nella guida alle scommesse live.

Una quota già giocata cambia solo nei casi previsti dal regolamento: il rimborso, che la porta a 1; la parità tra più esiti, che la divide; l’errore quota; e le scommesse composte, come l’handicap asiatico a quarti, in cui la puntata è divisa su due linee e la quota finale dipende da come finiscono le due metà (art. 4). Il regolamento definisce l’errore quota come l’errore materiale riconoscibile dal giocatore confrontando la quota offerta con il valore medio di mercato (art. 1). Il bookmaker può chiedere ad ADM di riconoscerlo, e se l’errore c’è ADM ricalcola le quote e le vincite (art. 8). AGIMEG ha raccontato un caso finito in tribunale: due quote sbagliate, 56 al posto di 1,45 e 47 al posto di 1,43, e una vincita di 41.700 € che il Tribunale di Crotone ha annullato.

La quota totale di una multipla

In una multipla le quote si moltiplicano, non si sommano. Tre favorite di domenica 25 ottobre 2026, con le quote mediane dei 9 listini, l’Inter a 1,38, la Juventus a 1,54 e il Milan a 1,83, fanno una quota totale di 3,889116: 1,38 per 1,54 per 1,83. Sommarle darebbe 4,75: un numero che non ha niente a che fare con la vincita.

Tre favorite in una tripla

Serie A, 25 ottobre 2026. Quote mediane dei 9 listini, rilevate la mattina; schedina prima del calcio d'inizio.

Multipla · 3 eventi

  1. Inter-Fiorentina11,38In attesa
  2. Lecce-Juventus21,54In attesa
  3. Udinese-Milan21,83In attesa
Importo
10,00 €
Quota totale
3,88prodotto esatto 3,889116
Vincita potenziale
38,89 €

La schedina mostra la quota totale troncata a due decimali, 3,88, ma la vincita si calcola sul prodotto esatto: 10 € per 3,889116 fa 38,89116 €, che il regolamento tronca al centesimo, 38,89 € (art. 10). Calcolata sulla quota mostrata, la vincita sarebbe di 38,80 €. Il calcolo passo per passo è nella guida su come calcolare la vincita di una scommessa.

Moltiplicando le quote si compone anche il margine. Con il margine mediano dell’1X2 di Serie A, 5,24% (5,244% prima dell’arrotondamento), ogni euro giocato in singola restituisce in media 95,02 centesimi; in una multipla si moltiplicano i ritorni, e il grafico mostra quanto resta con 1, 2, 3 o più eventi.

Il ritorno teorico di una multipla

Parte della puntata che torna in media, con il margine mediano dell'1X2 di Serie A su ogni evento

  1. Singola95,02 %
  2. Doppia90,28 %
  3. Tripla85,78 %
  4. Quadrupla81,51 %
  5. Quintupla77,45 %
  6. Sestupla73,59 %

Margine mediano dell'1X2 per evento, 5,244% (5,24% arrotondato): cinque partite di Serie A del 25 ottobre 2026, 9 listini. Eventi indipendenti, margine diviso in proporzione tra gli esiti.

Una tripla trattiene in media il 14,22% di quanto si punta, una sestupla il 26,41%. Non è quanto perde una schedina, che o vince tutto o perde tutto: è il costo medio della giocata ripetuta molte volte, se le quote senza margine sono le probabilità vere. Le multiple sono spiegate nella guida alle scommesse multiple.

Errori comuni nel leggere le quote

Gli errori sulle quote si somigliano tutti: un numero letto per un altro. Questi sono i più frequenti, con i numeri di questa guida.

  • Leggere la quota come guadagno. 20 € a 1,75 restituiscono 35 €, ma il guadagno netto è di 15 €.
  • Prendere la probabilità implicita per quella vera. Le probabilità implicite di Lecce-Juventus sommavano 105,32%: prima di usarle va tolto il margine, e anche allora sono una stima.
  • Confondere margine e payout. Un allibramento del 105,32% vuol dire un margine del 5,32% e un payout del 94,95%, non del 94,68%: il bookmaker trattiene in media 5,05 € ogni 100, non 5,32.
  • Sommare le quote di una multipla. 1,38, 1,54 e 1,83 fanno una quota totale di 3,889116, non 4,75.
  • Pensare che una quota alta sia un affare. Nelle tre stagioni di Serie A gli esiti sotto il 20% sono usciti meno spesso di quanto dicessero le quote senza margine, con tutti e tre i metodi per toglierlo: tra l’11,85% e il 12,78% delle volte, contro un’attesa tra il 14,52% e il 14,94%.
  • Confrontare formati diversi senza convertirli. 1/1 non è 1,00: in decimale vale 2,00.
  • Aspettarsi che la quota della schedina segua il mercato. Vale la quota dell’accettazione; cambia solo con un rimborso, una parità, un errore quota riconosciuto da ADM o, nelle scommesse composte come l’handicap asiatico a quarti, con l’esito delle due metà.

Questi errori si evitano facendo i conti prima della conferma: vincita, guadagno netto e, per chi vuole un passo in più, la somma delle probabilità implicite del mercato.

Dove scommettere: quote scommesse sui bookmaker ADM

Le quote sono il prezzo della scommessa, e il prezzo cambia da un bookmaker all’altro: sulle cinque partite di Serie A del 25 ottobre 2026 il margine mediano dell’1X2 dei singoli listini andava dal 5,02% al 7,17%. Oltre al prezzo contano la copertura del palinsesto, pre-match e live, e le condizioni del bonus di benvenuto, a partire dalla quota minima che chiedono per le giocate valide. Questi sono i primi sei bookmaker del nostro confronto bonus, con l’offerta di benvenuto per le scommesse sportive.

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Domande frequenti sulle quote scommesse

Come funzionano le quote delle scommesse?

La quota decimale dice quanto torna per ogni euro puntato, puntata compresa: vincita uguale puntata per quota. 10 € a 2,50 restituiscono 25 €, di cui 15 € di guadagno. La quota esprime anche una probabilità, 1 diviso la quota, che contiene il margine del bookmaker.

Cosa significa quota 2,00?

Che la vincita è il doppio della puntata: 10 € ne restituiscono 20, di cui 10 di guadagno. La probabilità implicita è del 50%. È la soglia: sotto 2,00 il guadagno è più piccolo della puntata, sopra è più grande.

Come si legge una quota decimale?

Si moltiplica la puntata per la quota e si ottiene la vincita, che comprende la puntata. Il guadagno netto è la parte dopo l’1: con 1,80 sono 80 centesimi per ogni euro. 1,80 e 1.80 sono la stessa quota.

Cos’è la probabilità implicita di una quota?

È 1 diviso la quota: 2,00 vale 50%, 1,50 vale 66,67%, 4,00 vale 25%. Le probabilità implicite di un mercato sommano più di 100%, perché contengono il margine del bookmaker.

Cos’è la percentuale di allibramento?

È il nome che il regolamento dà alla somma delle probabilità implicite di un mercato, cioè la somma di 100 diviso ogni quota. Meno 100, è il margine del bookmaker: su Lecce-Juventus, nel listino dell’esempio, 105,32% e 5,32%.

Come si converte una quota frazionaria in decimale?

Si divide il numeratore per il denominatore e si aggiunge 1: 5/2 diventa 3,50, 1/2 diventa 1,50, 10/1 diventa 11,00.

Come si leggono le quote americane?

Con il segno più, il numero è il guadagno su 100 € puntati: +150 vale 2,50. Con il segno meno, è quanto si punta per guadagnare 100 €: −200 vale 1,50.

Come si calcola la quota totale di una multipla?

Si moltiplicano le quote degli eventi: 1,38 × 1,54 × 1,83 = 3,889116. La vincita è il prodotto esatto per la puntata, troncato al centesimo.

Perché le quote cambiano prima della partita?

Perché il bookmaker aggiorna i prezzi con le notizie e con il mercato. Nelle stagioni di Serie A dal 2023-24 al 2025-26 la quota media di mercato della vittoria in casa è cambiata tra la rilevazione dei giorni prima e la chiusura nel 95,26% delle partite. Per chi ha già giocato vale la quota della schedina.

Che differenza c’è tra quota iniziale e quota di chiusura?

La quota iniziale è la prima che il bookmaker pubblica quando la partita entra nel palinsesto; la quota di chiusura è l’ultima prima del calcio d’inizio. In mezzo la quota si muove: alla media di mercato, la vittoria della Roma sul Genoa del 17 ottobre 2026 è passata da 1,45 il venerdì a 1,59 alla chiusura, quella del Milan sull’Atalanta da 1,81 a 1,62.

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Gioca in modo responsabile: puoi impostare limiti di deposito sul tuo conto e chiedere l’autoesclusione, da un solo operatore o da tutti i concessionari ADM. Per un aiuto gratuito e anonimo c’è il Telefono Verde Nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità, 800 55 88 22.