Presentazione numero verde ‘Help ludopatia’: ecco tutti gli interventi

Questo pomeriggio è stato presentato, nella sala delle conferenze alla Camera dei deputati, il numero verde ‘Help ludopatia’ dedicato alle persone che soffrono di questa patologia. All’evento erano presenti diverse associazioni ed alcuni esponenti politici.

Venittelli (Casa dei Diritti)

“La ludopatia rientra nei livelli essenziali di assistenza poiché è entrata a far parte delle malattie riconosciute tramite il decreto Balduzzi. Durante il periodo del lockdown siamo stati attenzionati da una serie di richieste dei ludopatici attraverso un numero verde già attivo. Il numero verde è aperto 6 giorni a settimana con quattro ragazzi del servizio civile universale. Sarà utile soprattutto per orientare le persone affette da ludopatia”. E’ quanto ha affermato la presidente nazionale della Casa dei Diritti, Laura Venittelli, durante la conferenza stampa dedicata all’apertura del numero verde ‘Help ludopatia’.

Il ludopatico si gioca il patrimonio e mette in difficoltà anche la famiglia e quindi metteremo in pratica due diverse azione: la prima è quella prettamente medica, mentre il secondo ha carattere civilistico che verrà curato dall’associazione commercialisti cattolici. Questo è il progetto che presentiamo oggi”.

Premuti (Konsumer)

“Questa iniziativa è particolarmente importante perché va a seguire l’impegno di un altro progetto che portiamo avanti da tre anni. Non possiamo condannare il gioco perché c’è la patologia, ma dobbiamo prevenirla. Questo è il modo con cui dobbiamo affrontare il problema. La questione principale è il gioco illegale, poiché abbiamo visto cosa è accaduto con il lockdown che ha determinato la crescita dei volumi dell’illegale. C’è una differenza netta che va marcata tra gioco legale e illegale. L’alleanza con gli operatori seri del gioco legale permette di intercettare e prevenire quella che può essere la dipendenza da gioco”. E’ quanto ha affermato il presidente di Konsumer Italia, Fabrizio Premuti, durante la conferenza stampa dedicata all’apertura del numero verde ‘Help ludopatia’.

“Il problema non è il gioco, ma quando esso si trasforma in dipendenza. Negli anni abbiamo aiutato 242 persone ad interfacciarsi con il problema. Non tutti ne sono usciti, ma è stato un primo approccio per comprendere la realtà dei fatti. L’abuso del gioco è sicuramente il momento in cui la società civile deve mettersi in movimento per farlo terminare. Credo che l’azzardo sia connaturato alla vita dell’uomo, ma va colpita la dipendenza. Credo che questo progetto possa aiutare ad intercettare persone che ne hanno abusato e probabilmente portato sul lastrico intere famiglie”.

Neri (ANCI)

“In questi 8 anni di contrasto al gioco patologico ho imparato che bisogna combattere tutti insieme questo fenomeno. Su un tema delicato come questo c’è un movimento dal basso, ma manca un intervento dall’alto che venga proprio dal legislatore poiché sono anni che chiediamo che venga messa in piedi una legge quadro che ci liberi dai problemi che i Comuni intercettano tutti i giorni nella battaglia alla patologia da gioco. C’è un problema di sovrapposizione di competenze, poiché in assenza di una legge quadro nazionale noi abbiamo la competenza sociale, mentre la competenza sanitaria è della Regione”. E’ quanto ha detto l’esponente di Anci Toscana, Simona Neri, durante la conferenza stampa dedicata all’apertura del numero verde ‘Help ludopatia’.

 

“C’è un disegno di legge che abbiamo visto tutti che però formalmente non è ancora arrivato in Consiglio dei Ministri. In questo ddl è ribadito tre volte il principio di invarianza del gettito. A mio avviso, non si possono fare provvedimenti su queste basi. Secondo noi ci dovrà essere una riduzione dell’offerta con le conseguenze che ne derivano”.

Ciaramella (ex Consigliere Regionale Campania)

“E’ un progetto importante perché aggiunge un tassello di concretezza e fa un passo verso i cittadini. Il gioco patologico è un’emergenza sociale che tutti conoscono, ma è difficile affrontare. Questo accade anche perché manca una legge nazionale che coordini il tutto. La legge sul gioco della Regione Campania si è basata su fatti reali e i numeri, superando alcuni pregiudizi. Innanzitutto, abbiamo diviso tra chi ha a cuore la salute e chi fa esclusivamente speculazione. Facendo questo sforzo abbiamo messo in piedi una legge che tenta di andare incontro a tutte le esigenze, in primis quelle sanitarie”. E’ quanto ha affermato la ex Consigliera regionale della Campania, Antonella Ciaramella, durante la conferenza stampa dedicata all’apertura del numero verde ‘Help ludopatia’.

“Credo che solo dalla conoscenza della vita reale possano nascere leggi fattibili e praticabili. Con la norma abbiamo istituito un Osservatorio regionale in cui abbiamo istituzionalizzato una collaborazione tra varie entità che può aiutare sia a livello di monitoraggio del fenomeno sia sotto il punto di vista di nuove proposte. La questione degli orari e delle distanze l’abbiamo condivisa con gli operatori e sono stati loro stessi ad avallare l’assoluta necessità di sanzioni importanti per chi viola le regole. Esiste una distinzione tra chi lavora onestamente e chi fa reati, e io credo che i primi debbano essere sempre tutelati”.

Casu (PD)

“Questo è un impegno collettivo molto importante. Abbiamo presentato una proposta che nei paesi anglosassoni è chiamata la teoria delle ‘spinte gentili’ per creare un’architettura che protegga le persone più fragili e faccia sì che siano veramente coloro che in modo consapevole si approcciano al gioco”. E’ quanto ha affermato l’onorevole del Partito Democratico, Andrea Casu, durante la conferenza stampa dedicata all’apertura del numero verde ‘Help ludopatia’.

“La nostra richiesta, e la stiamo sostenendo con una rete di forze politiche, per far sì che vengano creati dei gruppi di lavoro trasversali per costituire l’ecosistema più favorevole per le scelte dei cittadini, per garantire a chi gioca consapevolmente di poterlo fare tranquillamente, ma aiutare allo stesso tempo a prevenire le persone più fragili a sviluppare la dipendenza. Ragionando su tante teorie sperimentate si potrebbe permettere alle persone di difendersi dallo sviluppare una patologia o a non ricadere nella medesima patologia”. ac/AGIMEG