Il contrasto al gioco illegale, la necessità di regole chiare e il livello di controlli a cui sono sottoposti i concessionari del gioco online sono stati al centro degli interventi di Carmine Biancospino e Donato Menechella di E-Play24, nel corso della tavola rotonda “Riordino gioco fisico: che mercato sarà? Online tra politica e sviluppi socio-economici”, in corso all’Università di Salerno.
Biancospino ha sottolineato come E-Play24 sia una realtà relativamente giovane ma ormai consolidata nel mercato italiano. “La nostra azienda è abbastanza giovane. Il progetto E-Play nasce da una decina d’anni, ma si è ritagliata un segmento importante nel mercato essendo ormai un operatore in Italia nel settore del gioco online”, ha dichiarato.
“Credo che il bando di gara per le concessioni del gioco online, nato con tante difficoltà, sia stato uno spartiacque importante per il settore a cui noi abbiamo creduto in maniera importante. Abbiamo preso tre concessioni, abbiamo fatto un grande investimento e stiamo facendo grandi investimenti tecnologici”, ha spiegato.
Il manager di E-Play24 ha poi criticato l’attuale approccio normativo sul settore del gioco. “La società corre veloce e il Decreto Dignità e tante altre cose che riguardano il settore non vengono affrontate nella maniera giusta”, ha affermato. “Noi concessionari, le istituzioni e gli enti regolatori dovremmo sederci a un tavolo perché abbiamo bisogno di regole chiare, abbiamo bisogno di poter in qualche modo far vedere i nostri brand. Ma non per un discorso di pubblicità o di incentivare il gioco, ma per poter dire ai giocatori chi sono gli operatori legali del gioco pubblico”, ha spiegato.
Biancospino ha poi richiamato l’attenzione sulla crescita del gioco illegale online, soprattutto tra i più giovani. “Se pensiamo all’età sotto i 34 anni, il 50% dei conti gioco in Italia appartiene a chi ha meno di 34 anni. Se non siamo in grado di poter dimostrare chi sono gli operatori del gioco pubblico, diventa complicato far capire chi è legale e chi non”, ha dichiarato.
Nel corso del dibattito è stato affrontato anche il fenomeno dei siti clonati. “C’è un brand, fanno un clone molto simile ai nostri e la gente pensa di entrare su un brand legale, invece si ritrova su un sito totalmente illegale”.
Sul tema dei controlli e della regolamentazione è poi intervenuto Menechella, che ha voluto offrire una prospettiva “dietro le quinte” del lavoro svolto dai concessionari. “Chi ha un conto di gioco online vede il sito e l’offerta di gioco, ma non conosce tutto quello che c’è dietro e tutti gli obblighi che il concessionario è tenuto a rispettare”, ha spiegato.
Menechella ha ricordato come ogni singolo prodotto presente sulle piattaforme debba essere sottoposto a certificazione. “Magari non tutti sanno che ogni singolo gioco, comprese le slot utilizzate nei casinò online, deve essere certificato. Inoltre, tutte le transazioni registrate sul conto di gioco vengono trasmesse in real time all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”, ha dichiarato.
Secondo Menechella, il settore è sottoposto a controlli costanti e continui. “C’è un controllo di base che è routinario, costante, e che dimostra il livello di responsabilità a cui è chiamato il concessionario. Tutto questo poi si traduce nei controlli da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”, ha spiegato.
Il manager di E-Play24 ha inoltre ricordato gli obblighi legati all’antiriciclaggio. “Siamo soggetti anche a controlli da parte della Banca d’Italia tramite il Ministero perché siamo soggetti alla normativa antiriciclaggio. Io sono responsabile compliance del gruppo E-Play e il mio ruolo è garantire l’equilibrio di un ecosistema regolato, dove devono coesistere sicurezza, legalità e responsabilità sociale”, ha affermato.
Ampio spazio anche al tema del gioco responsabile e alle nuove tecnologie di prevenzione. “Le nuove concessioni hanno portato tantissime evoluzioni non solo normative ma anche operative. Oggi siamo chiamati non solo a informare, ma anche ad avere un approccio quantitativo perché ADM chiede di utilizzare tecnologie e analisi predittive per prevenire il rischio di comportamenti potenzialmente patologici”, ha spiegato.
Menechella ha poi posto l’attenzione sulle implicazioni etiche e operative di questi strumenti. “Stiamo mappando tantissimi indicatori per poter intervenire sotto questo profilo, ma qual è l’effetto collaterale? Posso prevenire un potenziale problema patologico, ma cosa faccio? Inibisco l’utente prima ancora che abbia manifestato un problema? Oppure blocco il conto di gioco perché ritengo, attraverso analisi predittive, che ci sia un rischio? Sono temi che sconfinano anche nella libertà individuale”, ha dichiarato.
Secondo Menechella, queste questioni devono essere affrontate con un approccio condiviso. “Questi temi vanno affrontati in maniera corale, non solo tra autorità ma anche con l’università. Il percorso con il mondo universitario è molto importante perché consente di dare un approccio scientifico e di trovare soluzioni concrete”, ha spiegato.
Menechella ha voluto sottolineare l’elevato livello di complessità normativa del comparto del gioco. “Vengo dal settore bancario e pensavo di lasciare uno dei settori più regolamentati. In realtà mi sono reso conto che il settore del gioco è molto più complesso e articolato. È un settore che merita un riconoscimento per il livello di complessità che affronta quotidianamente”, ha concluso. sb/AGIMEG










