D’Angelo (Pres. Sapar): “Con il riordino del gioco fisico si rischia di perdere il valore dell’eccellenza italiana legata alle piccole e medie imprese di gestione, a favore delle grandi multinazionali estere”

Il Presidente di Sapar Sergio D’Angelo è intervenuto, durante il convegno che si è tenuto all’Università di Salerno, anche sulla questione del gioco fisico: “Si tratta di un segmento che subisce politiche proibizionistiche molto forti, come ad esempio quelle legate ai distanziometri. In alcune regioni le aziende di gioco devono stare lontano da scuole, istituti sanitari. In certe regioni addirittura da cimiteri. Insomma si hanno politiche che sfiorano il ridicolo”.

“In tutto questo si inserisce il rischio, per le informazioni che sono finora circolate, che l’atteso riordino del gioco fisico favorisca le grandi multinazionali estere, facendo di fatto scomparire le piccole e medie imprese di gestione che sono un’eccellenza italiana sia in termini lavorativi sia di tutela dei giocatori e degli interessi erariali”.

“Tornando al tema dell’offerta di gioco – ha proseguito il presidente Sapar – in Italia ci sono 33 tipologie di gioco. Queste 33 tipologie di gioco si dividono in tre grandi gruppi. Abbiamo i giochi da intrattenimento senza vincita in denaro, i giochi da intrattenimento con vincita in denaro che sono le slot e le VLT, e giochi, lotterie e scommesse con vincita in denaro”.

“Desidero soffermarmi sugli apparecchi da intrattenimento con vincite in denaro. Il settore raccoglie 31 miliardi dei 165 miliardi totali, ma contribuisce alle entrate erariali con oltre 5 miliardi di euro, vale a dire il 50% dell’intero introito derivante dal mercato del gioco pubblico. Il riordino potrebbe intaccare in maniera determinante questo settore, mettendo a rischio anche questo valore importante per lo Stato”.

“In Italia il riordino è una necessità che va però portata avanti rispettando gli interessi di tutta la filiera. Ricordo – ha sottolineato D’Angelo – che abbiamo una frammentazione della normativa nazionale che viene disciplinata dalle regioni. In Campania abbiamo tre luoghi sensibili: scuole, chiese ed ospedali. Se andiamo nel Lazio abbiamo sei luoghi sensibili. Se andiamo in Toscana cambia ancora, in Sicilia cambia nuovamente e così via per ogni regione. Insomma una normativa così diversa per regione incide molto sul lavoro degli imprenditori”.

Gioco pubblico convegno UNISA

“Altro punto che si sta discutendo per quanto riguarda il riordino è l’introduzione degli esercizi certificati e non certificati. Anche qui altro punto da valutare e capire quale sia la strategia migliore. E l’ultimo dei punti che ci tenevo a sottolineare è passare dall’attuale mercato libero di oggi alla messa al bando dei punti vendita, ma non rilasciando la concessione direttamente al punto vendita ma ad un terzo soggetto che poi lo rilascia all’esercente. Anche qui c’è da discutere, perché dal punto di vista sanitario aumenterebbe ancora di più il rischio sanitario se si considera che già oggi gli esercenti sono vincolati dai contratti dei concessionari a raggiungere livelli di raccolta sempre più alti”.

“Infine volevo intervenire sulla questione della ludopatia. Parlo da ex amministratore della cosa pubblica e da componente dell’Osservatorio Regione Campania. Va bene il contributo alle Regioni e ai Comuni, ma il denaro va speso per salvaguardare le dipendenze patologiche e non per rifare la piazzetta del Comune”. sb/AGIMEG