Il mercato del gioco illegale continua a espandersi a livello internazionale, sfruttando differenze normative tra Paesi, piattaforme digitali, criptovalute e circuiti offshore. È quanto emerge dall’approfondimento “Un mercato globale: come cambia il gambling illegale nel mondo”, pubblicato nello speciale Legalità in Gioco 2026 di Fortune Italia e firmato da Roberto Luppi.
Secondo il report, il gambling illegale non rappresenta più un fenomeno marginale, ma un vero ecosistema globale capace di muovere capitali, utenti e tecnologie con la stessa rapidità delle piattaforme digitali. Gaming Compliance International stima che nel 2025 il volume mondiale del gioco online non regolato abbia raggiunto i 5.900 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 5.700 miliardi del 2024. Lo studio precisa tuttavia che il dato rappresenta un ordine di grandezza, poiché le diverse analisi utilizzano metodologie di misurazione differenti.
Europa: un unico mercato digitale ma 27 regole diverse
L’analisi evidenzia come l’Unione europea rappresenti uno dei casi più interessanti. Il mercato digitale è unico, mentre la regolamentazione del gioco rimane di competenza nazionale, creando differenze che possono essere sfruttate dagli operatori senza licenza.
Una ricerca commissionata dalla European Casino Association a Yield Sec stima che nel 2024 gli operatori illegali abbiano rappresentato il 17% del mercato europeo del gambling online, per un valore di 80,6 miliardi di euro di Gross Gaming Revenue, contro i 393,6 miliardi del comparto regolamentato. Lo studio individua inoltre oltre 6.200 operatori non autorizzati attivi verso i consumatori europei e ipotizza una perdita di gettito fiscale per gli Stati pari a circa 20 miliardi di euro, assumendo un’aliquota media del 25%.
Secondo l’approfondimento, il principale indicatore da osservare non è tanto il numero dei siti oscurati, quanto il tasso di “canalizzazione”, ossia la quota di gioco che rimane all’interno del circuito autorizzato.
Francia e Danimarca: due modelli opposti
Tra i casi analizzati figurano Francia e Danimarca.
In Francia, dove i casinò online non sono autorizzati, uno studio dell’Autorité nationale des jeux e di PwC stima che il prodotto lordo del gioco illegale valga tra 748 milioni e 1,5 miliardi di euro, pari al 5-11% dell’intero mercato nazionale. L’indagine ha individuato 510 siti, ma appena 21 concentravano il 60% del traffico. Inoltre, circa la metà dei consumatori che utilizzano piattaforme illegali non sarebbe consapevole dell’assenza di autorizzazione.
Diverso il modello danese, indicato come uno degli esempi più efficaci di contrasto al gioco illegale grazie a un’offerta regolamentata competitiva, a un sistema di blocchi giudiziari costante e alla collaborazione con grandi piattaforme digitali. Nel 2024 l’autorità danese ha ottenuto dal tribunale il blocco di 162 siti illegali.
Stati Uniti e Sud-est asiatico
Lo speciale dedica spazio anche agli Stati Uniti, dove la regolamentazione continua a essere statale e frammentata. Secondo l’American Gaming Association, nel 2025 gli americani avrebbero puntato 673,6 miliardi di dollari presso operatori illegali o non regolamentati, con una quota di mercato del 31,9% e una perdita fiscale stimata in 15,3 miliardi di dollari.
Nel Sud-est asiatico, invece, il gambling illegale viene descritto come parte integrante di infrastrutture criminali che comprendono riciclaggio, frodi informatiche, criptovalute e reti finanziarie transnazionali.
La conclusione dello studio
L’approfondimento conclude che il contrasto al gambling illegale non può basarsi esclusivamente sui divieti o sul blocco dei siti. Per gli autori, una regolamentazione efficace deve combinare offerta legale competitiva, strumenti di enforcement, cooperazione internazionale, trasparenza dei pagamenti e tutela dei consumatori, così da mantenere elevata la quota di gioco all’interno del circuito autorizzato. lp/AGIMEG

