Trentuno: regole e come si gioca con le carte napoletane
Redazione AGIMEG · Regole del trentuno
Trentuno
Il trentuno, che si chiama anche 31, si gioca con 40 carte, le carte napoletane o un altro mazzo regionale, da 2 a 8 giocatori, ognuno per sé. Nella versione più diffusa si tengono 3 carte in mano e a turno se ne pesca una e se ne scarta una. Si contano solo le carte dello stesso seme: l’asso vale 11, fante, cavallo e re 10, le altre il loro numero. Il massimo è 31, asso e due figure dello stesso seme. Quando qualcuno bussa si fa l’ultimo giro, e chi ha il punteggio più basso perde una vita. L’ultimo che resta in gioco vince il piatto.
È il gioco delle sere di Natale: tre monete a testa davanti, una pila di scarti al centro e un colpo di nocche sul tavolo che annuncia l’ultimo giro.
Il trentuno in breve
In questa guida
Come si gioca a trentuno: le regole passo per passo
Per giocare a trentuno servono il mazzo da 40 carte e tre monete, o tre gettoni, a testa: prima della partita ognuno mette davanti a sé 3 monete dello stesso valore, per esempio da 0,50 €, e quelle sono le sue vite. Si danno 3 carte coperte a ciascuno, si scopre una carta accanto al resto del mazzo e a turno si pesca e si scarta, finché qualcuno bussa o fa 31. Il tallone è il mazzo delle carte non distribuite, gli scarti sono la pila delle carte buttate, scoperte. Un giro è un turno di tutti i giocatori; la mano va dalla distribuzione al conto delle vite, e più mani fanno la partita.
Una mano di trentuno
- Si danno 3 carte a testaIl mazziere, cioè chi distribuisce, mescola, fa tagliare e dà 3 carte coperte a ciascuno, una alla volta, partendo dal giocatore alla sua destra.
- Si scopre la prima cartaIl resto del mazzo va al centro, coperto: è il tallone. La prima carta si gira accanto e comincia la pila degli scarti.
- Si pesca e si scartaApre chi siede alla destra del mazziere, poi si va in senso antiorario. Ognuno prende la prima carta del tallone o l’ultima degli scarti, poi ne butta una sugli scarti: in mano restano 3 carte.
- Si bussaDal secondo giro, chi pensa di avere abbastanza punti, al suo turno, invece di pescare bussa sul tavolo. Ognuno degli altri gioca un ultimo turno.
- Si scoprono le carteChi ha il punteggio più basso perde una vita e la mette nel piatto, al centro del tavolo. Chi fa 31, anche con le carte appena distribuite, lo mostra subito: la mano finisce e perdono una vita tutti gli altri.
Finita la mano, il mazzo passa al giocatore di destra. Chi perde la terza vita esce; l’ultimo che resta vince il piatto, tutte le monete in palio. Con un mazzo solo si gioca da 2 a 8; alcune regole si fermano a 7, perché in otto il tallone parte da 15 carte e finisce in fretta.
Valore delle carte e punteggio del trentuno: si conta un seme solo
Il punteggio del trentuno si conta sulle carte di un solo seme: l’asso vale 11, fante, cavallo e re valgono 10, le carte dal 2 al 7 il loro numero. Si sommano le carte dello stesso seme, si sceglie il seme che dà di più, e quello è il punteggio delle 3 carte: gli altri semi non contano.
La tabella dà il valore di ogni carta; con le carte francesi la donna vale come il cavallo.
Valore delle carte nel trentuno
Contano solo le carte dello stesso seme.
| Carta | Valore | Per seme |
|---|---|---|
| Asso | 11 | uno |
| Fante, cavallo, re | 10 | tre |
| 7, 6, 5, 4, 3, 2 | il loro numero | sei |
Ogni seme ha un solo asso e tre figure: per questo il 31 si fa in un modo solo, l’asso con due figure dello stesso seme, e nel mazzo le combinazioni da 31 sono 12, tre per seme. Il 30 si fa con le tre figure di un seme. Il 29 invece non si può fare: servirebbe un 8 o un 9, che nelle carte napoletane non ci sono.
Come si contano le 3 carte: il calcolo svolto
Si dividono le carte per seme, si somma ogni seme e si tiene il totale più alto:
- R76= 23 tutte di bastoni: 10 + 7 + 6 = 23.
- AR7= 21 coppe 11 + 10 = 21, spade 7: valgono 21.
- AR7= 28 denari 11 + 10 + 7 = 28, il massimo con una figura sola.
- 23A= 11 bastoni 2 + 3 = 5, coppe 11: vale 11, l’asso da solo batte la coppia di bastoni.
- AAR= 11 tre semi diversi: vale la carta più alta, 11. Due assi non fanno 22.
Il tris: vale o non vale
Nella regola base il tris, cioè tre carte dello stesso valore come tre re, non vale niente di speciale: tre re di semi diversi valgono 10. In altri tavoli, soprattutto con le carte francesi, il tris vale invece 30 e mezzo: batte il 30 delle tre figure e perde solo con il 31. In altri ancora, come nella petrangola, batte anche il 31. Con il mazzo da 40 ogni giocatore lo riceve servito una mano ogni 247: è raro, ma va deciso prima di cominciare.
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Quando bussare a trentuno: il busso e l’ultimo giro
A trentuno si bussa al proprio turno, invece di pescare, quando si pensa di non avere il punteggio più basso: si battono le nocche sul tavolo, si tengono le proprie 3 carte e ognuno degli altri gioca un ultimo turno, poi tutti scoprono le carte. Bussare non costa una vita in più: chi bussa paga come gli altri, se resta il più basso, anche a pari merito, o se un altro fa 31 nell’ultimo giro.
- Non al primo giro: si bussa dal secondo giro, quando tutti hanno pescato almeno una volta, e con qualunque punteggio. Alcuni tavoli chiedono un minimo per bussare, per esempio 21 o 25 punti.
- L’ultimo giro: chi ha bussato non cambia più le sue carte, e il giro finisce con il giocatore alla sua sinistra, l’ultimo prima di lui. In alcune regole il giro finisce al mazziere, anche se dopo di lui c’è ancora qualcuno prima di chi ha bussato.
- Il 31 chiude tutto: nella regola base, se qualcuno fa 31 nell’ultimo giro perdono una vita tutti gli altri, anche chi ha bussato.
- I pari: nella regola base, se il punteggio più basso è di più giocatori, perdono una vita tutti.
- Una variante sulle figure: in una variante non si può bussare subito dopo che il giocatore precedente ha scartato una figura.
Quanto basta per bussare? Meno di quanto si pensi. Con il mazzo da 40, le 3 carte appena distribuite valgono 11 o meno nel 56% dei casi. Arrivano a 21 o più solo nel 6% e a 25 o più nell’1%. Per chi pesca dal tallone e tiene le 3 carte migliori, ogni pescata alza il punteggio tipico di due o tre punti nei primi giri, poi meno.
Il punteggio tipico, pescata dopo pescata
Mazzo da 40: punteggio mediano di chi pesca dal tallone e tiene le 3 carte migliori
- Carte servite
- Dopo 1 pescata
- Dopo 2 pescate
- Dopo 3 pescate
- Dopo 4 pescate
- Dopo 5 pescate
Metà dei giocatori ha questo punteggio o meno. Il metodo è nel box qui sotto.
Con lo stesso modo di pescare, dopo due pescate un giocatore su quattro arriva a 21 e meno di uno su dieci a 25. Chi a quel punto ha 25 e bussa lascia agli altri un solo turno, e basta che uno di loro resti sotto. Chi aspetta un 31 che non arriva dà a tutti il tempo di salire.
Una mano di trentuno in 4, giocata passo per passo
Ecco una mano intera in quattro, dalla distribuzione alla vita persa. Dario fa il mazziere, quindi apre Anna, alla sua destra, poi Bruno, Carla e Dario. La prima carta scoperta è il 6 di coppe, e nel tallone restano 27 carte.
Mazziere Dario, apre Anna
Nessuno ha tre carte dello stesso seme: si parte da 11, 13, 15 e 20.
Al primo giro ognuno prova a stringere le carte su un seme:
- Anna pesca dal tallone il cavallo di bastoni C e scarta il fante di denari: asso, cavallo e 4 di bastoni fanno 25.
- Bruno prende dagli scarti il fante di denari che Anna ha appena buttato e scarta il 2 di spade: asso e fante di denari, 21.
- Carla pesca il 7 di coppe e scarta il 7 di spade: re, 7 e 3 di coppe, 20.
- Dario raccoglie il 7 di spade di Carla e scarta il 2 di bastoni: cavallo, fante e 7 di spade, 27.
Al secondo giro tocca ad Anna, che ha 25 e bussa. Non sa che Dario ha 27, ma sa che per perdere la vita dovrebbe finire sotto tutti e tre. Gli altri giocano l’ultimo turno:
- Bruno pesca il 3 di denari e scarta il 5 di coppe: asso, fante e 3 di denari, 24.
- Carla prende il 5 di coppe e scarta il 3: re, 7 e 5 di coppe, 22.
- Dario pesca il 4 di spade e lo butta subito: resta a 27.
Anna ha bussato al secondo giro
Carla ha il punteggio più basso e mette una vita nel piatto. Anna, che ha bussato con 25, è salva.
Carla è salita di due punti nell’ultimo turno, ma non abbastanza. Anna ha bussato con il secondo punteggio del tavolo, e le è bastato.
Vite, poste e piatto: come si tiene il conto nel trentuno
Nel trentuno ogni giocatore parte con 3 vite, di solito 3 monete dello stesso valore messe davanti a sé: chi perde una mano ne mette una nel piatto, chi le perde tutte è fuori, e l’ultimo che resta incassa il piatto. La posta, cioè il valore di una vita, si decide prima ed è uguale per tutti: a trentuno non si rilancia e non si punta a piacere.
Il foglio segue una partita in quattro con vite da 0,50 €, cioè 1,50 € a testa: ogni riga è una mano, −1 una vita persa, il totale le vite rimaste.
Il foglio delle vite
Quattro giocatori, 3 vite a testa
| Anna | Bruno | Carla | Dario | |
|---|---|---|---|---|
| Vite all'inizio | 3 | 3 | 3 | 3 |
| Mano 1 | 0 | 0 | −1 | 0 |
| Mano 2 | 0 | 0 | 0 | −1 |
| Mano 3, Anna fa 31 | 0 | −1 | −1 | −1 |
| Mano 4 | 0 | −1 | 0 | 0 |
| Mano 5 | 0 | 0 | −1 | 0 |
| Mano 6, pari tra Bruno e Dario | 0 | −1 | 0 | −1 |
| Totale | 3 | 0 | 0 | 0 |
Il totale sono le vite rimaste: solo Anna ne ha ancora.
Carla esce alla quinta mano, Bruno e Dario insieme alla sesta, pari sul punteggio più basso. Anna incassa il piatto: le 9 vite perse dagli altri, 4,50 €. Con le sue 3 monete, che non ha mai perso, chiude con 6 €; gli altri tre perdono 1,50 € a testa. Se gli ultimi due rimasti, con una vita a testa, fanno pari, le regole si dividono: c’è chi rigioca la mano e chi fa uno spareggio o divide il piatto. Va deciso prima.
Senza soldi si gioca allo stesso modo, con gettoni o con tre tacche a testa su un foglio. Nella petrangola marchigiana le vite sono fagioli o ceci, ma si comprano a prezzo fisso, e il ricavato fa il piatto.
Ricomprare la vita: il rientro
Nella regola base chi perde l’ultima vita resta fuori; in alcune case gioca ancora, finché non perde di nuovo. Nella petrangola, il trentuno delle Marche, chi è «morto», cioè ha perso tutte le vite, può rientrare. Paga di nuovo la quota, che va nel piatto, e riparte con tante vite quante ne ha chi ne ha meno, di solito una volta sola. Se si usa, va detto prima.
Trentuno in 2: le regole per due giocatori
Il trentuno in 2 si gioca con le stesse regole: 3 carte a testa, la prima carta scoperta, e nel tallone restano 33 carte. Si pesca e si scarta a turno, e quando uno bussa l’altro ha un solo turno per superarlo. Chi perde la mano perde una vita; per una partita più lunga si può partire con 5 vite invece di 3, come fanno alcuni tavoli.
In due quello che scarti va dritto all’avversario, e ogni carta che lui raccoglie ti dice il suo seme. Ecco una mano intera.
Mazziere Bruno, apre Anna
- Anna pesca il 7 di denari e scarta il cavallo di spade: 5, 6 e 7 di denari, 18.
- Bruno pesca il re di coppe e scarta il 2 di bastoni: asso e re di coppe, 21.
- Anna pesca il fante di denari e scarta il 5: fante, 7 e 6 di denari, 23.
- Bruno pesca il 3 di coppe e scarta il 7 di bastoni: 24.
- Anna pesca l’asso di denari A e scarta il 6: asso, fante e 7 di denari, 28.
- Bruno pesca il 4 di spade e lo butta: resta a 24.
- Anna bussa con 28.
A Bruno resta un turno. Conosce le sue 3 carte e i 7 scarti visti passare. Delle 30 carte che non conosce, solo il cavallo di coppe gli dà 31: il fante di coppe è sepolto negli scarti dalla prima carta. Il 7 di coppe gli darebbe 28, un pari che costa una vita a tutti e due. Pesca il 5 di coppe.
Anna ha bussato con 28
Bruno sale da 24 a 26, ma resta sotto: perde una vita.
Trentuno con le carte napoletane, siciliane e francesi
Il trentuno si gioca con qualunque mazzo regionale da 40 carte: napoletane, siciliane, piacentine e le altre cambiano il disegno, non i valori né le regole. In ogni seme ci sono l’asso, le carte dal 2 al 7 e tre figure, fante, cavallo e re. Nelle siciliane al posto del fante c’è la donna, come spiega la guida alle carte napoletane, piacentine e siciliane.
Trentuno con le carte siciliane
Con le carte siciliane il trentuno si gioca allo stesso modo: 40 carte, l’asso a 11 e le tre figure a 10, donna, cavallo e re. La donna sta al posto del fante e vale come lui. Il 31 si fa quindi con l’asso e due figure dello stesso seme. Un 31 di spade con cavallo e re, qui con il disegno delle napoletane: ACR= 31
Trentuno con le carte francesi
Con le carte francesi ci sono due strade. La più vicina al trentuno italiano toglie gli 8, i 9, i 10 e i jolly: restano 40 carte, la donna vale come il cavallo, e le combinazioni da 31 sono 12, come con le napoletane. L’altra usa tutte le 52 carte, come lo scat inglese e americano: il 10 vale 10 come le figure, e il 31 si fa con l’asso e due carte da 10 dello stesso seme, in 6 modi per seme invece di 3. A♥K♥10♥= 31
Con 52 carte i modi di fare 31 sono 24 invece di 12, ma servito arriva un po’ meno spesso: una mano ogni 921, contro una ogni 823 con il mazzo da 40. Le carte in più sono soprattutto 8 e 9.
Petrangola: il trentuno con le tre carte scoperte
La petrangola è il trentuno delle Marche e della Romagna, che in altre zone alcuni chiamano semplicemente 31: invece di pescare dal tallone si cambiano le carte con tre carte scoperte al centro del tavolo, il monte. Valori, vite e piatto sono quelli del trentuno, ma tre carte uguali o tre carte in scala dello stesso seme fanno «petrangola» e battono anche il 31. Nelle Marche si gioca con le carte piacentine e da 4 giocatori in su; in Romagna con le romagnole e, secondo la tradizione, anche in due.
- Il monte: il mazziere dà 3 carte a testa, poi guarda le 3 successive senza guardare le sue. Le mette scoperte al centro e dice «sto», oppure le tiene e scopre al centro le sue: vale come una bussata.
- Il cambio: a turno ognuno cambia 1, 2 o 3 carte con quelle del monte. Chi le cambia tutte e tre «cambia camicia», e anche questo vale come una bussata.
- Il busso: chi è soddisfatto non cambia e dice «busso»; gli altri fanno un ultimo cambio.
- Chi casca: perde una vita chi ha le carte peggiori; chi fa i tre assi ne guadagna una.
La classifica delle combinazioni, dalla più alta: i tre assi; la scala di tre carte dello stesso seme, dove il 7 viene subito prima del fante, quindi anche 7, fante e cavallo sono in scala; il tris; poi i punti, come nel trentuno. Tra due scale vince quella con le carte più alte.
Petrangola, turno di Anna
Anna cambia il 2 di coppe con il 7 di spade: 5, 6 e 7 di spade sono una scala, cioè petrangola, e battono anche un 31.
Tra due tris le regole si dividono: c’è chi fa vincere il tris di carte più alte, tre cavalli sopra tre 5, e chi il contrario, con tre 2 come tris migliore. Va deciso prima. C’è anche la mambassa, una variante della costa marchigiana con 4 carte a testa, dove asso e tre figure dello stesso seme fanno 41.
Il trentuno che non è questo gioco: al banco, a briscola e all’estero
Con il nome trentuno si chiamano almeno tre giochi diversi. Quello di questa guida, con le 3 carte e le vite, è il trentuno che si gioca in casa; gli altri sono questi.
- Il trentuno al banco: un gioco simile al ventuno, come lo registra il vocabolario Treccani: si chiedono carte al banco per avvicinarsi a 31 senza superarlo, come nel sette e mezzo. In Grecia se ne gioca uno così.
- La briscola a 31: una briscola in due in cui vince chi dichiara per primo di aver fatto almeno 31 punti con le prese; se al controllo non li ha, vince l’avversario.
- Il 31 all’estero: in Germania e in Austria lo schwimmen si gioca cambiando le carte con tre carte scoperte, come la petrangola, con un mazzo da 32 carte e il tris a 30 e mezzo. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna lo scat si gioca pescando e scartando, come il nostro, con 52 carte.
Il nome è antico. Secondo lo storico dei giochi David Parlett, compare per la prima volta in una traduzione francese del 1464 di una predica di san Bernardino da Siena del 1440. Nel Cinquecento lo citano Rabelais, tra i giochi di Gargantua, e Cardano. Per Parlett il nome indicava allora due giochi: uno di cambio, parente del nostro, e uno al banco, antenato del ventuno.
Errori e liti al tavolo del trentuno
Le liti del trentuno nascono quasi tutte negli stessi momenti: la bussata, il 31 e i pari. Le regole che cambiano da casa a casa sono nel box «Da decidere prima di iniziare»; questi invece sono errori in tutte le versioni.
- Bussare fuori turno o dopo aver pescato: si bussa solo al proprio turno, al posto della pescata. Chi ha già preso una carta finisce il turno con lo scarto.
- Restare con 4 carte: si pesca una carta e se ne scarta una. Chi si ritrova con 4 carte ha dimenticato di scartare: si corregge subito, prima che giochi il successivo.
- Prendere uno scarto sotto la cima: dagli scarti si prende solo l’ultima carta buttata, non quelle sotto.
- Contare due semi: asso di coppe e asso di bastoni non fanno 22, fanno 11.
Trentuno online gratis: app e siti per giocare
Il trentuno online si gioca solo gratis: nelle sezioni Carte dei concessionari ADM che abbiamo controllato, autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, non c’è. Si gioca su app e siti di giochi di carte.
Le app gratuite si giocano contro il computer, con fino a sei avversari, e alcune hanno stanze online, pubbliche o private, per giocare con gli amici. Alcune usano le carte napoletane e siciliane, altre il mazzo francese con il tris da 30 e mezzo: prima di giocare conviene leggere le regole dell’app, soprattutto su tris e bussata. Le vite di solito sono 3, come al tavolo.
I giochi di carte che si trovano anche a soldi veri, tra giocatori, sono nella pagina dei giochi di carte italiani: tra quelli delle feste ci sono il sette e mezzo, la teresina e la bestia.
Bonus per giocare a carte online
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Domande frequenti sul trentuno
Chi fa il mazziere a trentuno e chi comincia?
Il primo mazziere si sceglie a sorte, per esempio con una carta a testa: fa le carte chi ha la più alta. Poi il mazzo passa al giocatore di destra, e comincia chi siede alla destra del mazziere.
Si gioca in senso orario o antiorario?
Nella regola base si va in senso antiorario: si distribuisce, si gioca e si passa il mazzo verso destra. Alcune regole italiane distribuiscono in senso orario, e il 31 inglese e americano va tutto in senso orario. Conta che distribuzione, turni e mazzo seguano lo stesso verso.
Si può passare il turno senza pescare?
No: al proprio turno si pesca e si scarta, oppure si bussa. Chi vuole tenere le sue carte pesca dal tallone e scarta subito la carta pescata.
Quando si fa 31 pagano tutti?
Nella regola base sì: chi fa 31 lo mostra subito e perdono una vita tutti gli altri, anche chi ha già bussato. In alcune case chi ha bussato è coperto e non paga: si decide prima di cominciare.
E se il 31 arriva con la distribuzione?
Si mostra subito, prima che cominci il gioco: la mano finisce e perdono una vita tutti gli altri. Con il mazzo da 40 ogni giocatore lo riceve servito una mano ogni 823; in quattro capita a qualcuno del tavolo circa una mano ogni 206.
Come si gioca a trentuno in tanti?
Con un mazzo solo il tallone si esaurisce presto: in otto restano 15 carte. Con molti giocatori alcuni tavoli mescolano insieme due mazzi, e allora ogni carta c’è due volte.
E se il tallone finisce?
Nella regola base si rimescolano gli scarti, tranne quello in cima, e si continua a pescare. In altre case la mano si chiude lì e perde una vita chi ha il punteggio più basso: va deciso prima.
Quali altri giochi di carte si fanno a Natale?
Il sette e mezzo, la teresina, il cucù, la bestia e il mercante in fiera: si giocano in tanti, con poche monete sul tavolo.
Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Gioca in modo responsabile: puoi impostare limiti di deposito sul tuo conto e chiedere l’autoesclusione, da un solo operatore o da tutti i concessionari ADM. Per un aiuto gratuito e anonimo c’è il Telefono Verde Nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità, 800 55 88 22.