Home Attualità SiGMA World 2026, De Bertoldi (Lcd-Lega): “Gli operatori sono degli eroi, la politica dovrebbe rendere omaggio agli imprenditori del gioco”

SiGMA World 2026, De Bertoldi (Lcd-Lega): “Gli operatori sono degli eroi, la politica dovrebbe rendere omaggio agli imprenditori del gioco”

Panelist in a dark suit and glasses speaks into a handheld mic on a stage with a purple backdrop reading REDCORE and SIGMA WORLD/s Logos.

“Gli operatori sono degli eroi, considerando il sistema in cui si trovano a lavorare. La politica dovrebbe rendere omaggio agli imprenditori del gioco”, così l’on. Andrea De Bertoldi, deputato della Lega e presidente di Lcd (Liberali cristiano-democratici), dalla seconda giornata del SiGMA World Summit 2026 di Roma.

“Quando la politica deve reperire risorse senza scontentare l’opinione pubblica, tende a guardare all’alta finanza, percepita come il mondo della ricchezza, e al settore del gioco, spesso considerato un vizio in accezione negativa. Per questo motivo, comparti come questi finiscono per essere maggiormente colpiti rispetto ad altri”, aggiunge De Bertoldi dal palco del SiGMA World.

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“Occorre però fare un passo ulteriore. Può anche essere accettabile che questi settori siano tra i primi a cui si guarda per reperire risorse destinate alla sanità o alle pensioni, ma tutto deve avvenire attraverso un rapporto dialettico, coinvolgendo la controparte e, soprattutto, cercando di mantenere un equilibrio. Credo che sulla scrittura della legge di Bilancio relativa al gioco ci sia stato un cortocircuito tra apparato amministrativo e apparato di governo.

Penso, tuttavia, che in sede parlamentare – aggiunge – si possa intervenire per riequilibrare la situazione anche alla luce dei numeri. Su oltre 100 miliardi di euro di raccolta, l’Erario ha portato a casa soltanto un miliardo per il gioco online. Per gli apparecchi, invece, su circa 35 miliardi, lo Stato ha incassato 5 miliardi. Capisco che qualcosa non quadri: non è possibile che da una parte si paghino 5 miliardi su 30 e dall’altra un miliardo su 100. È una proporzione inadeguata. Non si può fare cassa soltanto sul comparto che è già il più tassato, perché questo non giova nemmeno allo Stato.

Si potrebbe riequilibrare il prelievo intervenendo sul gioco online, dove la tassazione è nettamente più bassa, oppure sui Gratta e Vinci, attraverso nuovi bandi che consentano di incassare qualche miliardo. Guardando agli interessi dello Stato e dell’Erario, credo che le risorse vadano reperite senza mettere in ginocchio un settore, che deve essere mantenuto in buona salute.

Si ritiene erroneamente, e forse questa convinzione poteva essere valida 10 o 15 anni fa, che gli imprenditori di questo comparto facciano soldi a palate. Non è così, soprattutto considerando tutti gli interventi normativi che hanno interessato il settore e il prelievo fiscale. Basti pensare ai 5 miliardi che, su 30, tornano allo Stato. Il giusto equilibrio nel gioco può rappresentare anche un fattore positivo: le persone si divertono e una parte del denaro viene destinata allo Stato, che può utilizzarla per sistemare le strade, pagare le pensioni e finanziare altri servizi.

La politica, invece, spesso affronta i problemi non per come sono realmente, ma per come appaiono. Ci si accontenta di questa rappresentazione perché è ciò che finisce per influenzare il voto a favore di uno schieramento piuttosto che di un altro. Il Paese deve avere interesse ad aumentare gli 11 miliardi di euro che arrivano dal gioco all’Erario, senza mettere in ginocchio il settore. Gli imprenditori del gioco devono essere tutelati come tutti gli altri”. fc/AGIMEG

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