SiGMA 2026, Stefano Sbordoni: “Meno multe e più aziende in regola per il bene del settore”

L’avvocato Stefano Sbordoni, di Sbordoni&Partners, ha analizzato il rapporto tra ADM, istituzioni e operatori durante il panel “ADM: la regolamentazione italiana come modello di riferimento, con ulteriori margini di crescita”, nella seconda giornata del SiGMA World 2026.

“ADM è organizzata in modo avanguardistico, ma va valutata la sua dipendenza dalle istituzioni superiori, che in parte limita la forza delle competenze dell’Agenzia, sempre soggetta a direttive provenienti dall’alto.

Gli operatori rappresentano la base e lo zoccolo duro dell’Agenzia stessa. Allo stesso tempo, però, sono i soggetti sui quali ADM svolge le proprie attività di controllo. A volte, proprio per questo motivo, si creano dei cortocircuiti. ADM dovrebbe quindi avere maggiore autonomia gestionale.evento sigma

Il confronto deve avvenire per competenze. Non si possono mischiare competenze e logiche diverse: ciascuna deve fare capo alle proprie istituzioni. Serve un confronto senza invasioni di campo.

Sui controlli, si potrebbe avanzare una proposta provocatoria: invertire l’ordine di valutazione dei risultati. Sappiamo che le pubbliche amministrazioni hanno obiettivi da raggiungere, assegnati anno per anno. Ma perché non prevedere che meno infrazioni vengono rilevate, maggiori siano i riconoscimenti? Non il contrario. Se si va alla ricerca di multe a tutti i costi, non si fa il bene del settore. Più persone e imprese sono in regola, migliore è il lavoro dello Stato”, ha concluso. fp/AGIMEG