“Il Decreto 41 rappresenta uno spartiacque. Il provvedimento ha declinato la definizione di gioco responsabile, stabilendo obblighi specifici e all’avanguardia per gli operatori, attraverso un approccio proattivo e l’impiego di strumenti tecnologici per analizzare i comportamenti dei giocatori”. Lo ha detto Luca Giacobbe, Fondatore Giacobbe & Associati, durante il Panel “Scommettere sulla Sostenibilità: Come si Presenta un Gioco a Prova di Futuro”, nella seconda giornata del SiGMA World Summit 2026 di Roma.
“Dal mio punto di vista, sul Decreto 41 si sovrappongono troppe normative e troppe autorità. Si tratta comunque di una normativa attrezzata per affrontare il tema del gioco responsabile in maniera sana ed evoluta. Il problema, quindi, è rappresentato dall’eccesso di legislazione. A questo si aggiunge il mancato riordino, che ha lasciato il gioco terrestre senza una prospettiva normativa e tecnologica coerente, a differenza di quanto avvenuto per il gioco a distanza.
Il gioco legale è sottoposto a un processo di iperproduzione normativa e controllato da numerosi soggetti le cui competenze finiscono per sovrapporsi. Le regole sono fondamentali per sostenere la credibilità del gioco, ma noi, operatori e amministrazione, dobbiamo compiere uno sforzo per uscire dalla nostra comfort zone e comprendere chi opera effettivamente nel gioco pubblico regolamentato e chi, invece, ne rimane fuori. Anche i limiti introdotti dal Decreto Dignità hanno fortemente penalizzato l’identità dei brand degli operatori”, ha concluso. fp/AGIMEG










