Slot, Consiglio di Stato: “Illegittima ordinanza del Comune di Monza che limita l’orario di accensione degli apparecchi più duramente di quanto previsto in Conferenza Unificata”

Mancanza di adeguatezza e proporzionalità per l’ordinanza del Comune di Monza, che impone il divieto di utilizzare apparecchi da intrattenimento dalle ore 23:00 alle ore 14:00, limite orario che supera quanto previsto dall’accordo in Conferenza Unificata del 7 settembre 2017. E’ quanto emerso da un ricorso al Consiglio di Stato effettuato da un gestore di una sala bingo al cui interno vi sono anche delle slot. I giudici di Palazzo Spada hanno stabilito che: “l’ordinanza sindacale oggetto di gravame, nella parte in cui dispone la interruzione in tutti i giorni, compresi i festivi, degli orari di esercizio delle sale gioco autorizzate e degli apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro dalle ore 23.00 alle ore 14.00, senza motivare in ordine alle specifiche ragioni, anche territoriali, emergenti da una approfondita istruttoria procedimentale, che in concreto giustifichino, sul piano della adeguatezza e della proporzionalità, l’adozione di limitazioni orarie più restrittive rispetto a quelle fissate con l’Intesa in Conferenza Unificata del 7 settembre 2017, presta il fianco ai vizi di legittimità denunciati dalla ricorrente. Pertanto, le suindicate risultanze istruttorie, sono palesemente insufficienti, sul piano dello scrutinio di adeguatezza e proporzionalità delle misure adottate, a supportare il regime restrittivo di limitazioni orarie all’esercizio del gioco lecito adottato con l’ordinanza sindacale impugnata per il territorio del Comune di Monza, in deroga alla disciplina recepita nell’Intesa in Conferenza Unificata del 7 settembre 2017”. Per questo motivo il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso e affermato che il provvedimento del Comune di Monza mancava dei requisiti di istruttoria, di adeguatezza e proporzionalità. ac/AGIMEG

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