Mef: nel 2023 aperte 584 nuove partite Iva nel settore giochi, 125 nel quarto trimestre dell’anno

Nel corso del 2023 sono state aperte 492.176 nuove partite Iva ed in confronto all’anno precedente si è registrata una lieve flessione (-1,9%).

La distribuzione per natura giuridica mostra che il 70% delle partite Iva è stato aperto da persone fisiche, il 22,9% da società di capitali e solo il 3,1% da società di persone, in linea con quanto osservato nel corso dell’anno precedente. Rispetto al 2022, la diminuzione di avviamenti ha riguardato prevalentemente le società di persone (-8,6%), le persone fisiche (-1,9%) e i soggetti non residenti (-9,8%), mentre le società di capitali fanno osservare un lieve aumento degli avviamenti rispetto all’anno precedente (+0,8%).

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 48,2% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 21,1% al Centro e il 30,4% al Sud ed Isole; il confronto con l’anno precedente evidenzia che quasi tutte le Regioni mostrano una diminuzione di avviamenti: le maggiori sono avvenute in Basilicata (- 11,5%), Lazio (-9,7%) e Molise (-6,8%). In Valle d’Aosta (+6,2%), Lombardia (+5,3%) e nella Provincia autonoma di Bolzano (+4,3%) si registrano gli aumenti più consistenti di nuovi avviamenti rispetto all’anno 2022.

La classificazione per settore produttivo evidenzia che il settore del commercio ha registrato il maggior numero di aperture di partite Iva (18,2%), seguito dalle attività professionali (17,9%) e dalle costruzioni (10,3%). Tra i primi quattro settori, che fanno registrare nel complesso oltre il 50% dei nuovi avviamenti, le variazioni più significative riguardano le costruzioni (-8,6%) e le attività professionali (-8%). Tra i restanti settori, le variazioni maggiori si sono registrate nell’istruzione (+53,1%), nell’agricoltura (-16,2%) e nell’attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+11,3%), settori che però pesano rispettivamente per il 3,1%, 6,2% e 6,9% dei nuovi avviamenti.

Per quanto riguarda le persone fisiche, la ripartizione per genere è relativamente stabile, con il 60,5% di aperture da parte di soggetti di sesso maschile. Il 49,1% delle nuove partite IVA è stato avviato da giovani fino a 35 anni ed il 30,8% da soggetti nella classe 36-50 anni. Il confronto con l’anno precedente mostra un decremento di aperture per le classi di età fino ai 65 anni, mentre per gli over 65 si registra un moderato incremento (+1,6%). La distribuzione delle nuove aperture di partite IVA sulla base del Paese di nascita evidenzia che circa il 21% degli avvianti è nato all’estero (dato sostanzialmente in linea con il 20% dell’anno 2022).

Nel 2023, 238.766 soggetti hanno aderito al regime forfetario, con una flessione minima rispetto al 2022 (-0,2%); tali adesioni rappresentano circa il 49% del totale delle nuove aperture di partita Iva.

Per quanto riguarda le attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco nel 2023 sono state aperte 584 partite iva, -2,01% rispetto all’anno precedente.

Nell’ultimo trimestre del 2023 sono state aperte 96.640 nuove partite Iva con un incremento del 5,9% rispetto al corrispondente periodo del 2022.

La distribuzione per natura giuridica mostra che il 60,5% delle nuove aperture di partita Iva è stato operato da persone fisiche, il 31,3% da società di capitali, il 3,9% da società di persone; la quota dei “non residenti” (essenzialmente costituiti da società di commercio on-line) e quella delle “altre forme giuridiche”, rappresentano complessivamente il 4,3% del totale delle nuove aperture. Rispetto al quarto trimestre del 2022, l’aumento di avviamenti è generalizzato attestandosi al 5,4% per le persone fisiche, al 7,2% per le società di capitali, all’1% per le società di persone e raggiunge complessivamente l’8,7% per i non residenti e le altre forme giuridiche.

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 47% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 21,2% al Centro e il 31,5% al Sud e Isole. Il confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso evidenzia che gli incrementi maggiori si sono registrati in Basilicata (+20,5%), Puglia (+18,1%) e Friuli V.G. (+14,5%); tra i territori in flessione emerge la Calabria (-11,6%), seguita dalla Toscana (-4,2%) e dal Veneto (-2,9%).

In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio registra, come di consueto, il maggior numero di avviamenti di partite Iva con il 20,1% del totale, seguito dalle attività professionali con il 13% e dall’edilizia (10,8%). Tra i primi 5 settori, che fanno registrare nel complesso circa il 60% dei nuovi avviamenti nel trimestre, le variazioni più significative rispetto al quarto trimestre del 2022 riguardano l’agricoltura (+14.4%), il settore delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+14,1%), le attività professionali (-4,1%) e le costruzioni (+3,2%). Tra i restanti settori, si registrano variazioni nei settori istruzione (+128%), noleggio agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+10,1%) e attività manifatturiere (-5,3%), settori che però pesano rispettivamente per il 3,7%, 5,4% e 4,4% dei nuovi avviamenti trimestrali.

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione di genere mostra la consueta prevalenza della quota maschile, pari al 62,3%. Il 46,2% delle nuove aperture è stato avviato da giovani fino a 35 anni e il 31,6% da soggetti appartenenti alla fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, tutte le classi di età registrano incrementi di aperture: dall’11,8% della classe over 65 al 2,5% degli under 35. Analizzando il Paese di nascita degli avvianti, si evidenzia che poco più del 24% delle aperture è operato da un soggetto nato all’estero.

Nel periodo in esame 35.502 soggetti hanno aderito al regime forfetario, pari al 36,7% del totale delle nuove aperture, con un aumento del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nel quarto trimestre del 2023, le nuove partite Iva aperte nel settore delle lotterie, scommesse, case da gioco sono state in totale 125. Nello specifico ne sono state aperte 48 a ottobre (-7,69% rispetto allo stesso mese del 2022), 42 a novembre (+5,00% rispetto allo stesso mese del 2022) e 35 a dicembre (-33,96% rispetto allo stesso mese del 2022). cdn/AGIMEG