La rete di vendita
“Per quanto attiene alla qualità delle segnalazioni da rete fisica l’UIF riscontra alcune lacunosità e rileva che la maggioranza delle SOS provengano dai Concessionari e poche dagli Esercenti dei punti di vendita.
Qui – ha aggiunto – bisogna considerare che l’Esercente del punto di vendita fisico nelle sue 12 ore di lavoro da quando apre la serranda fino alla chiusura è sottoposto a svariati adempimenti ovvero: deve garantire l’ordine pubblico all’interno ed all’esterno del locale, vigilare sul divieto di ingresso dei minori, gestire il personale, erogare servizi ai clienti e dare info adeguate sui rischi connessi al disturbo del gioco d’azzardo, interloquire con le autorità locali, rapportarsi con gli uffici territoriali di ADM e SIAE e non ultimo anche adempiere alle adeguate verifiche della clientela in caso di pagamenti di vincite per ottemperare alle procedure antiriciclaggio.
L’Esercente del punto vendita non ha un profilo strettamente finanziario non è uno sportello bancario anzi nella maggioranza dei casi non ha nemmeno un conto corrente societario perché, come sicuramente il dott. Serata saprà, le Banche in Italia non garantiscono l’apertura e la tenuta dei conti correnti agli Esercenti del gioco pubblico legale. Giocoforza l’Esercente in presenza di una pratica di antiriciclaggio per il pagamento di una vincita non può far altro che raccogliere i dati del cliente e trasmetterli al Concessionario per il bonifico di pagamento, sarà quest’ultimo poi a valutare ed eventualmente inviare all’UIF la segnalazione di operazione sospetta. Quindi l’UIF si rendesse parte diligente nei confronti di ABI e Banca d’Italia nel riconoscere agli Esercenti del gioco legale la possibilità data a tutti gli operatori commerciali di avere un conto corrente per gli adempimenti richiesti dalla legge tra cui il rispetto delle procedure antiriciclaggio”, ha continuato.
Blocco dei flussi finanziari verso operatori illegali
“Benissimo ad avviare collaborazione attiva tra Autorità, Concessionari ed Esercenti ma mettiamo a disposizione della filiera anche gli strumenti necessari per lavorare in maniera ordinata.
Piuttosto inviterei UIF, ABI e Banca di Italia in collaborazione con ADM e GdF a dare finalmente attuazione all’art.22 della legge di riordino del gioco online e consentire il blocco delle transazioni finanziarie verso operatori privi di Concessione. Una evasione stimata di circa 30 miliardi di euro che è diventata ormai un allarme europeo dove si annida gran parte del riciclaggio del denaro e del finanziamento del terrorismo internazionale”, ha concluso. cdn/AGIMEG










