In Aula alla Camera sono in programma alle ore 18.40 le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia posta dal governo, nella seduta di ieri, sulla Manovra. Dalle ore 20.20 la chiama per appello nominale sul disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028 (approvato dal Senato). Dalle 22 l’esame degli ordini del giorno presentati.
La votazione finale avverrà entro le 13 di martedì 30 dicembre, con dichiarazioni di voto in diretta televisiva a partire dalle 11.
Gli interventi in Commissione Bilancio
“I commi 151 e 152, inseriti nel corso dell’esame in Senato della Repubblica, introducono un nuovo gioco a totalizzatore, denominato Win for Italia Team”, ha ricordato in V Commissione Bilancio Andrea Mascaretti (FDI) sulla Manovra.
“Il comma 249, sempre in deroga al limite sul trattamento accessorio, a decorrere dal 2026 incrementa le risorse destinate al lavoro straordinario del personale dell’Agenzia delle entrate e dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, rispettivamente fino a 5 milioni e 3 milioni di euro annui lordi”, ha aggiunto in V Commissione Bilancio Andrea Barabotti (Lega). “Il comma 269, anch’esso inserito dal Senato, aumenta di una unità la dotazione organica dei dirigenti di prima fascia dell’Agenzia delle dogane”.
“Il comma 422, con un’integrazione al comma 369 della legge di bilancio 2025, dispone che la quota pari all’1,5 per cento delle risorse del Fondo per le dipendenze patologiche, istituito dal comma 367 della medesima legge, trasferita annualmente, con decreto del Ministro della salute, al Dipartimento nazionale per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri, sia destinata oltre che, come attualmente previsto, alla realizzazione di attività di analisi e monitoraggio del fenomeno delle dipendenze patologiche da parte dell’Osservatorio nazionale permanente sull’andamento del fenomeno delle tossicodipendenze, anche allo sviluppo di programmi di formazione degli operatori sociosanitari, di linee di indirizzo, di progetti a valenza nazionale in materia di prevenzione, reinserimento, valutazione, raccolta ed elaborazione dati”, ha detto.
Il voto della Manovra in Aula
La fiducia è stata concessa sul testo della Manovra della Commissione Bilancio della Camera, che era identico a quello approvato dal Senato, senza modifiche, emendamenti o articoli aggiuntivi.
Le opposizioni avevano presentato circa 790 emendamenti alla Manovra in aula alla Camera, che hanno passato la tagliola dell’ammissibilità e sempre ieri mattina, in avvio di seduta, erano stati dichiarati inammissibili 158 emendamenti per copertura e per materia. Tuttavia, ricordiamo che le proposte di modifica non saranno esaminate perché la richiesta di fiducia fa decadere tutti gli emendamenti.
Gli ordini del giorno
Sopravvivono invece gli ordini del giorno alla Manovra.
Un testo presentato dal M5S impegna il Governo a rivedere e rafforzare le misure contro il gioco d’azzardo patologico, adottando iniziative normative che prevedano: un aumento strutturale della tassazione su apparecchi da intrattenimento e scommesse online; il rafforzamento del divieto di pubblicità per i giochi con vincita in denaro, con sanzioni più severe per i trasgressori; un rifinanziamento del Fondo per il gioco patologico; l’introduzione di sistemi di identificazione biometrica o tramite SPID/CIE per impedire l’accesso ai minori e soggetti auto-esclusi; la ridefinizione dell’Osservatorio sul gioco d’azzardo, con compiti di monitoraggio, verifica delle politiche regionali e produzione di report; l’equipaggiamento degli esercizi commerciali di strumenti di verifica dell’età e auto-esclusione, come la tessera sanitaria, per prevenire l’ingresso di denaro illecito nel gioco legale.
Il PD impegna, invece, il Governo a valutare attentamente l’impatto del nuovo gioco numerico “Win for Italia Team”; rideterminare le aliquote del prelievo erariale su AWP e VLT, assicurando che le entrate aggiuntive siano destinate a prevenzione, cura e riabilitazione della dipendenza da gioco e al sostegno dei servizi territoriali; istituire e rendere operativo l’Osservatorio per il contrasto del gioco d’azzardo presso il Ministero della salute; rafforzare, tramite l’Agenzia delle dogane, l’Unità di Informazione Finanziaria e altri organismi, la raccolta e l’analisi di dati sul settore del gioco, con particolare attenzione all’online, per valutare impatti economici, sociali e sanitari, monitorare il fenomeno e riferire periodicamente alle Camere.
I testi integrali degli ordini del giorno alla Manovra
La Camera,
premesso che:
anche con il provvedimento all’esame vi è stata la scelta scellerata di aumentare l’offerta a disposizione dei giocatori per fare cassa e reperire risorse; più in particolare, è prevista l’introduzione di un nuovo «gioco numerico a totalizzatore nazionale» denominato Win For Italia Team, la cui quota di gettito erariale derivante dalla raccolta del gioco sarà destinato al «finanziamento del Comitato Olimpico Nazionale Italiano», in particolare per i progetti del Team Italia impegnato nei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026;
già nel 2024 era stata introdotta la quarta estrazione settimanale del Lotto per sostenere la ricostruzione della Romagna investita da una pesante alluvione: tutte offerte annunciate come temporanee e con uno scopo benefico, salvo poi diventare strutturali all’indomani dell’emergenza;
accostare l’azzardo ai colori dello sport e dei grandi eventi, oltre a rappresentare, ad avviso del firmatario del presente atto, un danno alla salute dei cittadini, compromette la cultura stessa dello sport, piegandone la valenza a fini puramente economici e comunque incompatibili con un’attività che produce dipendenza, fragilità sociali e gravi ricadute sulle persone e sulle comunità;
con la scorsa legge di bilancio, con fare, ad avviso del presentatore del presente atto, a dir poco scellerato, era stato cancellato l’Osservatorio sul gioco d’azzardo istituito presso il Ministero della salute, ed era stato distratto il Fondo dedicato al contrasto del gioco d’azzardo patologico, inglobandolo con meno risorse in un generico fondo per le dipendenze patologiche;
la raccolta di gioco d’azzardo è ormai fuori controllo e la cifra record di 157 miliardi di euro di giocate registrata nel 2024, sarà presto superata dai dati del 2025;
il gioco d’azzardo patologico ha raggiunto in Italia proporzioni di emergenza sociale, coinvolgendo, secondo i dati epidemiologici 2024-2025, circa un milione e mezzo di cittadini, con un impatto devastante sulla tenuta socio-economica delle famiglie e un costo per il Servizio sanitario nazionale stimato in oltre 30.000 euro annui per ogni giocatore problematico;
la spinta verso la digitalizzazione del gioco online ha reso i minori e le fasce vulnerabili drammaticamente esposti a meccanismi di addiction sempre più aggressivi, eludendo spesso i già fragili sistemi di controllo territoriale;
la raccolta complessiva dei giochi d’azzardo nel corso del 2025 ha evidenziato una sproporzione inaccettabile tra i volumi d’affari del settore e il contributo fiscale effettivamente destinato alle politiche di prevenzione e cura delle dipendenze;
i dati sulla diffusione dell’azzardo da anni mostrano situazioni al limite e territori con crescite vertiginose di raccolta e quote pro capite fuori da ogni tollerabilità; inoltre ogni report degli istituti di ricerca, mostra come «normalizzato» il dato dell’accesso dei minori all’acquisto di forme di azzardo;
le attuali aliquote del prelievo erariale unico (PREU) risultano insufficienti a esercitare una reale funzione di deterrenza e non riflettono l’esternalità negativa prodotta dal comparto sull’intera collettività;
il progressivo indebolimento, e finanche la soppressione, delle disposizioni del cosiddetto «Decreto Dignità» con particolare riguardo al divieto assoluto di pubblicità, minacciano in maniera intollerabile e inaccettabile la protezione dei minori e dei soggetti a rischio;
non vi sono state ragioni epidemiologiche o di contrazione del fenomeno del gioco d’azzardo tali da indurre all’abrogazione dell’Osservatorio nazionale sul fenomeno dell’azzardo, per altro organo consultivo del Ministro della salute;
è dovere inderogabile dello Stato anteporre la tutela della salute pubblica di cui all’articolo 32 della Costituzione e la dignità umana a qualsiasi interesse aberrante di cassa o logica di mercato,
impegna il Governo
a rivedere le misure richiamate in premessa adottando le opportune iniziative normative volte a:
un incremento strutturale del prelievo erariale unico sugli apparecchi da intrattenimento (AWP e VLT) e sulle scommesse a distanza, innalzando sensibilmente l’aliquota della raccolta per gli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettere a) e b), del TULPS;
rafforzare il divieto assoluto di pubblicità diretta e indiretta per i giochi con vincita in denaro, contrastando qualsiasi tentativo di deroga o allentamento in sede nazionale ed europea, e prevedendo sanzioni pecuniarie e interdittive raddoppiate per i trasgressori;
rifinanziare in modo strutturale il Fondo per il gioco d’azzardo patologico (GAP) con una quota non inferiore a 200 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028, vincolando tali risorse all’implementazione di centri di ascolto, presidi SerD dedicati e campagne di screening precoce nelle scuole;
introdurre l’obbligo di sistemi di identificazione biometrica o tramite SPID/CIE per l’attivazione di qualsiasi sessione di gioco (sia fisica che online), al fine di impedire categoricamente l’accesso ai minori e ai soggetti che hanno richiesto l’auto-esclusione;
ridefinire l’Osservatorio nella sua composizione e nei propri ruoli e scopi: monitorare il fenomeno su panorama nazionale, verificare e monitorare i piani regionali di prevenzione uniformandone programmazione ed attuazione, produrre report di buone prassi ed efficacia evidence-based cui dare continuità nei territori regionali;
dotare gli esercizi commerciali di strumenti di accesso al gioco d’azzardo, come la tessera sanitaria, per una verifica dei dati personali che possa riguardare la maggiore età e l’autoesclusione, al fine di consentire anche il controllo incrociato da parte dell’Agenzia delle entrate e prevenire l’immissione di denaro proveniente da sistemi illeciti all’interno del gioco d’azzardo legale.
9/2750/66. Quartini (M5S)
La Camera,
premesso che:
le misure previste annualmente dal disegno di legge di bilancio rientrano tra le principali politiche pubbliche del Governo per conseguire gli obiettivi programmatici della finanza pubblica, in linea con il rispetto del livello stabilito della spesa netta e la realizzazione delle riforme e degli investimenti previsti nel Piano strutturale di bilancio;
il provvedimento in esame istituisce un Fondo per le attività socio-educative a favore dei minori;
in particolare, si prevede a tal fine, una dotazione pari a 60 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2026, per il finanziamento di iniziative dei comuni volte al potenziamento dei centri estivi, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa;
lo «Stato di previsione del Ministero dell’interno per l’anno finanziario 2026 e per il triennio 2026-2028», allegato al disegno di legge in esame prevede, nello specifico che «Al fine di assicurare l’evoluzione del sistema sicurezza, nell’ottica di un rafforzamento del rispetto della legalità, del contrasto della criminalità, della prevenzione delle minacce terroristiche e di un’efficace risposta alla domanda di sicurezza della collettività, verranno privilegiate le seguenti linee strategiche: (…) prevenzione e contrasto di ogni forma di criminalità organizzata mediante: il rafforzamento della collaborazione tra gli Stati contro il crimine transnazionale anche attraverso attività addestrative congiunte, mirando alla diffusione anche all’estero della strategia di aggressione ai beni mafiosi e alla criminalità organizzata nel settore dei giochi e delle scommesse, anche attraverso la predisposizione di mirati piani straordinari di controllo del territorio nelle aree a maggiore densità criminale»;
sotto altro profilo, si istituisce nello stato di previsione del Ministero della giustizia un fondo di euro 500.000 annui a decorrere dall’anno 2026 (comma 841), volto ad incentivare le iniziative di contrasto alla criminalità organizzata, anche attraverso la realizzazione di attività divulgativa, formativa e di sensibilizzazione delle azioni comuni poste in essere dalle istituzioni per la prevenzione e la repressione dei connessi reati;
tuttavia, il provvedimento difetta di specifiche risorse da destinare al finanziamento di interventi a sostegno dei minorenni e di eventuali loro prossimi congiunti che, nello specifico, si vogliono allontanare da contesti di criminalità organizzata;
si consideri che a giugno scorso l’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato il disegno di legge «Liberi di scegliere», che recepisce il Protocollo ideato dal presidente del tribunale per i minori di Catania, Roberto Di Bella, applicato dapprima a contesti di ‘Ndrangheta in Calabria e poi in Sicilia per reinserire madri e minori lontano dagli ambienti mafiosi di provenienza;
occorre intervenire a tutti i livelli, soprattutto a livello centrale, per garantire ai minori provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata o vittime della violenza mafiosa e ai familiari che si dissociano dalle logiche criminali di rescindere i contatti con gli ambienti di provenienza o appartenenza, per offrire loro una concreta alternativa di vita e prospettiva di riscatto;
in numerosi provvedimenti lo scrivente Gruppo ha proposto l’adozione di emendamenti volti ad istituire presso il Ministero della giustizia un Fondo destinato al finanziamento di interventi a sostegno dei minorenni e di eventuali loro prossimi congiunti che si trovino in una condizione di grave, attuale e concreto pericolo a causa della volontà di recidere il legame derivante da rapporti di parentela, di affinità, di coniugio o di stabile convivenza con soggetti indagati, imputati o condannati per i reati di cui all’articolo 51, comma 3-bis;
segnatamente, occorre destinare specifiche ed adeguate risorse volte al supporto pedagogico e psicologico diretto a conseguire una rivisitazione critica delle pregresse esperienze di vita, in modo da portare a compimento una piena cesura con modelli e stili di vita propri del contesto criminale di provenienza, oltre ad un servizio di orientamento volto a far emergere nel soggetto capacità, talenti, aspirazioni e progettualità alternative rispetto a quelle offerte dal contesto criminale di provenienza;
inoltre, ove il minorenne sia destinatario della misura unitamente a un proprio congiunto maggiorenne e sia necessario l’allontanamento dall’abitazione abituale, sarebbe fondamentale garantire il sostegno economico per favorire una sistemazione abitativa autonoma alternativa, ove occorra anche in un comune diverso da quello di provenienza, e, in assenza di sostanze proprie e fintantoché non venga reperita un’occupazione, provvedere con assegno periodico a garantirne il sostentamento;
appare indispensabile, pertanto, sulla falsariga dell’esperienza siciliana, garantire a livello nazionale l’adozione del protocollo ideato dal Procuratore di Catania, per dare un segnale concreto che nessuno ha un destino segnato per sempre e che dalla mafia si può uscire,
impegna il Governo
considerando la rilevanza e la diffusione su tutto il territorio nazionale di fenomeni di devianza minorile derivanti dall’appartenenza ad ambienti di criminalità organizzata, ad accompagnare le misure recate dal provvedimento in esame con ulteriori iniziative, al fine di destinare, attraverso il primo provvedimento utile, specifiche risorse per l’adozione di strumenti volti a prevenire la devianza minorile, attivando misure di protezione e assistenza nei confronti di minorenni e di eventuali loro prossimi congiunti che si trovino in una condizione di pericolo a causa della volontà di recidere il legame derivante da rapporti di parentela, di affinità, di coniugio o di stabile convivenza con soggetti indagati per reati mafiosi, sulla scorta dell’esperienza dell’ARS Siciliana e del Tribunale di Catania.
9/2750/85. D’Orso (M5S).
La Camera,
premesso che:
le misure previste annualmente dal disegno di legge di bilancio rientrano tra le principali politiche pubbliche del Governo per conseguire gli obiettivi programmatici della finanza pubblica, in linea con il rispetto del livello stabilito della spesa netta e la realizzazione delle riforme e degli investimenti previsti nel Piano strutturale di bilancio;
lo «Stato di previsione del Ministero dell’interno per l’anno finanziario 2026 e per il triennio 2026-2028», allegata al disegno di legge in esame prevede, nello specifico che «Al fine di assicurare l’evoluzione del sistema sicurezza, nell’ottica di un rafforzamento del rispetto della legalità, del contrasto della criminalità, della prevenzione delle minacce terroristiche e di un’efficace risposta alla domanda di sicurezza della collettività, verranno privilegiate le seguenti linee strategiche: (…) prevenzione e contrasto di ogni forma di criminalità organizzata mediante: il rafforzamento della collaborazione tra gli Stati contro il crimine transnazionale anche attraverso attività addestrative congiunte, mirando alla diffusione anche all’estero della strategia di aggressione ai beni mafiosi e alla criminalità organizzata nel settore dei giochi e delle scommesse, anche attraverso la predisposizione di mirati piani straordinari di controllo del territorio nelle aree a maggiore densità criminale»;
sotto altro profilo, si istituisce nello stato di previsione del Ministero della giustizia un fondo di euro 500.000 annui a decorrere dall’anno 2026, volto ad incentivare le iniziative di contrasto alla criminalità organizzata, anche attraverso la realizzazione di attività divulgativa, formativa e di sensibilizzazione delle azioni comuni poste in essere dalle istituzioni per la prevenzione e la repressione dei connessi reati;
tuttavia, il provvedimento difetta di specifiche risorse da destinare alla corretta gestione dei beni confiscati alle mafie, nonostante notoriamente questi ultimi siano l’espressione di una forma di lotta alla criminalità organizzata tra le più efficaci e ricche di significato;
invero, attraverso la confisca dei suddetti beni, le ricchezze accumulate illecitamente dai mafiosi, ad esempio investendo i soldi del traffico di droga, delle estorsioni, dell’usura, vengono espropriate per diventare proprietà dello Stato e quindi della collettività;
preoccupa constatare che talvolta i costi legati alla gestione di taluni beni, specie immobili, ove necessitano di interventi di ristrutturazione, siano esorbitanti e ciò rappresenta un deterrente alla disponibilità all’assegnazione da parte dei comuni che non hanno le risorse per provvedere ad interventi di ristrutturazione e adeguamento ad una nuova destinazione degli immobili; senza contare le difficoltà, i boicottaggi e i danneggiamenti talvolta subiti da chi porta avanti progetti di recupero;
ad oggi, in Italia, i beni confiscati sono oltre 23 mila, di cui 14 mila già destinati agli enti locali e pronti per essere riutilizzati dalla cittadinanza. La prima regione in Italia per presenza di beni confiscati destinati è la Sicilia, con oltre 6 mila immobili sottratti alla criminalità organizzata,
impegna il Governo
a finanziare, con le maggiori entrate derivanti dalle misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva, la spesa per il recupero dei beni confiscati alla mafia, ed in particolare, per gli interventi di manutenzione straordinaria, ristrutturazione e adeguamento da parte dei comuni, nonché iniziative volte a favorire l’autorecupero da parte dei terzi beneficiari degli immobili destinati a sopperire al disagio abitativo, redistribuendo le risorse finanziarie e patrimoniali utilizzate in modo illegale verso finalità sociali utili all’implementazione di servizi alla collettività.
9/2750/88. Cafiero De Raho (M5S).
La Camera,
premesso che:
il settore del gioco d’azzardo in Italia continua a manifestare dimensioni economiche di assoluta rilevanza, con una raccolta complessiva che, secondo dati dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM) e analisi recenti, ha raggiunto circa 157 miliardi di euro nel 2024, con una crescita certificata e una significativa espansione del canale online (che supera il 58 per cento del totale);
il notevole volume d’affari del settore è accompagnato da un impatto sociale ed economico assai controverso, con un aumento preoccupante dei costi sanitari e sociali connessi al Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA) e l’insorgenza di fenomeni di crisi debitoria e di infiltrazioni della criminalità organizzata, come evidenziato da numerose analisi e segnalazioni (incluse quelle di operazioni sospette che, secondo la UIF, mostrano un incremento nel primo semestre 2025);
il gettito derivante dalle imposte sui giochi nel periodo cumulativo tra gennaio e settembre 2025 ammonta a 7,06 miliardi di euro. Nel solo terzo trimestre, il settore ha registrato un gettito di circa 2,3 miliardi di euro;
per una corretta valutazione dell’impatto economico e sociale della regolamentazione e della pressione fiscale è indispensabile disporre di dati disaggregati e aggiornati che permettano di cogliere le significative disparità territoriali (con alcuni comuni che mostrano valori di giocata pro capite online ben superiori alla media nazionale) e di comprendere la reale ripartizione della ricchezza prodotta;
il disturbo da gioco d’azzardo patologico (GAP) è riconosciuto dall’Organizzazione mondiale della sanità come una forma di dipendenza grave, con rilevanti ricadute sanitarie, sociali ed economiche sulle persone, sulle famiglie e sulle comunità locali;
negli ultimi anni il fenomeno del gioco d’azzardo ha assunto dimensioni sempre più preoccupanti, richiedendo politiche pubbliche specifiche, continuative e dotate di adeguate risorse finanziarie, in particolare per le attività di prevenzione, cura e riabilitazione;
il Fondo per il gioco d’azzardo patologico, istituito nel 2016, ha rappresentato uno strumento fondamentale non solo sotto il profilo finanziario, ma anche sotto quello della programmazione e della visibilità istituzionale delle politiche di contrasto alla ludopatia, garantendo alle regioni risorse certe e vincolate;
la legge di bilancio per il 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207) ha soppresso il Fondo autonomo per il GAP e l’Osservatorio nazionale per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo, accorpandone le funzioni e le risorse in strumenti più ampi e generalisti, con il rischio di indebolire l’attenzione specifica verso questa forma di dipendenza;
il prelievo erariale unico (PREU) sugli apparecchi AWP e VLT costituisce uno strumento idoneo non solo al finanziamento della finanza pubblica, ma anche all’orientamento delle politiche di contrasto ai rischi sociali connessi al gioco d’azzardo;
è importante incrementare le risorse destinate al contrasto del GAP per rafforzare l’equità del sistema, anche tenendo conto che sarebbe opportuno che i costi sociali del gioco d’azzardo gravassero sui proventi generati dal settore stesso;
una governance chiara e specializzata, incardinata presso il Ministero della salute e in raccordo con le regioni e gli enti locali, è essenziale per garantire l’efficacia delle politiche di prevenzione e cura,
impegna il Governo:
a valutare attentamente la portata applicativa delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 151 e 152, del provvedimento, che introducono un nuovo gioco numerico a totalizzatore nazionale denominato «Win for Italia Team», verificandone gli effetti complessivi, anche sotto il profilo delle ricadute sociali, sanitarie e territoriali, con particolare riferimento al rischio di incremento dei fenomeni di dipendenza da gioco d’azzardo;
a rideterminare le aliquote del prelievo erariale unico sugli apparecchi AWP e VLT, assicurando che le maggiori entrate derivanti siano integralmente destinate al finanziamento delle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione dal gioco d’azzardo patologico nonché al sostegno dei servizi territoriali delle regioni e delle province autonome;
a istituire e rendere pienamente operativo l’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo presso il Ministero della salute, assicurando il coinvolgimento delle regioni, degli enti locali e delle associazioni operanti nel settore, nonché un adeguato coordinamento con le politiche sanitarie e sociali;
a rafforzare, anche attraverso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e in raccordo con l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia UIF e gli altri organismi competenti, la raccolta, l’elaborazione e la pubblicazione di dati aggiornati, disaggregati per territorio e per tipologia di gioco – con particolare riferimento al canale online al fine di consentire una valutazione puntuale dell’impatto economico, sociale e sanitario del settore del gioco d’azzardo sulle comunità locali, nonché degli effetti della regolamentazione e della pressione fiscale, anche in relazione ai fenomeni di indebitamento delle famiglie, alle disparità territoriali e ai rischi di infiltrazione della criminalità organizzata, riferendo periodicamente alle Camere sugli esiti di tale monitoraggio.
9/2750/182. Merola, Vaccari (PD).
cdn/AGIMEG










