“La Commissione è consapevole del problema della pubblicità non dichiarata sulle piattaforme online, così come della promozione di prodotti illegali online.
Il Digital Services Act (DSA) richiede alle piattaforme online di fornire un meccanismo semplice e intuitivo che permetta agli utenti di segnalare contenuti, comprese le pubblicità, che ritengono illegali. Inoltre, le piattaforme online molto grandi (VLOPs) e i motori di ricerca online molto grandi (VLOSEs) devono valutare attentamente e ridurre i rischi sistemici sui loro servizi, compresi i rischi legati alla diffusione di contenuti illegali”.
Lo ha sottolineato Henna Maria Virkkunen, politica finlandese, Vicepresidente esecutiva della European Parliament e Commissaria europea per le tecnologie digitali e di frontiera nella Commissione von der Leyen II dal 1° dicembre 2024, rispondendo ad un’interrogazione riguardante la promozione di servizi di gioco online non autorizzati da parte dei content creators.
DSA e Digital Fairness Act: regole su marketing e tutela dei minori
“Le linee guida sulla protezione dei minori ai sensi del DSA chiariscono che i minori non dovrebbero essere esposti a pubblicità di prodotti che potrebbero avere un impatto negativo sulla loro privacy, sicurezza e protezione, e qualsiasi contenuto commerciale dovrebbe essere chiaramente etichettato come tale.
La protezione dei minori come consumatori è anche una priorità nel prossimo Digital Fairness Act, che affronterà questioni come il marketing ingannevole tramite influencer”, ha aggiunto.
UE contro Facebook, Instagram e Snapchat: indagini DSA su minori e app
“La Commissione sta monitorando da vicino i VLOPs e i VLOSEs con la DSA. Ad esempio, la Commissione ha adottato delle conclusioni preliminari contro il fornitore di Facebook e Instagram perché sembra non aver fornito agli utenti un meccanismo di avviso e azione facile da usare e accessibile.
Recentemente, la Commissione ha anche avviato procedimenti formali contro il fornitore di Snapchat a causa di sospetti legati, tra le altre cose, al mancato intervento sui rischi connessi alla promozione di prodotti vietati o con restrizioni di età ai minori.
Infine, la Commissione sta esaminando gli app store per valutare, tra l’altro, l‘efficacia delle loro misure per impedire ai minori di accedere ad app con restrizioni di età, come le app di gioco”, ha concluso. cdn/AGIMEG










