La Malta Gaming Authority (MGA) ha pubblicato “Governance Assurance: Key Functions”, l’indagine tematica condotta nel corso del 2025 su un campione di società autorizzate a Malta. L’analisi ha riguardato operatori rivolti al pubblico e fornitori di servizi, con l’obiettivo di verificare l’effettività dei controlli affidati alle principali funzioni aziendali.
L’MGA ha esaminato il lavoro di quattro figure chiave: amministratore delegato, responsabile della conformità, responsabile della revisione interna e responsabile della prevenzione del riciclaggio, per verificare se svolgano un controllo effettivo o si limitino a una presenza formale.
Le verifiche si sono svolte attraverso l’analisi della documentazione trasmessa dalle società e incontri diretti con gli operatori. Ne emerge un quadro disomogeneo, con una parte del campione che presenta assetti maturi e un’altra parte che deve colmare alcune lacune.
Amministratore delegato: in alcune società il potere resta concentrato
La maggioranza delle società esaminate ha una struttura di vertice ben definita, con una ripartizione chiara delle responsabilità tra i dirigenti e il consiglio di amministrazione, e coinvolge le funzioni di controllo nelle scelte sui nuovi mercati o sull’ampliamento dell’offerta di gioco.
In un certo numero di casi, però, la supervisione risulta concentrata in poche figure apicali, con un aumento del rischio legato alla dipendenza da singole persone e un indebolimento sia della capacità di contestare le scelte compiute sia dei piani di ricambio. L’Autorità ha inoltre individuato decisioni rilevanti prese senza che ne fossero messe per iscritto le ragioni e senza valutazioni preventive dell’impatto. In alcune situazioni i responsabili della conformità e dell’ufficio legale sono stati consultati quando le decisioni erano già a uno stadio avanzato, con un contributo di fatto ridotto.
Conformità: differenze marcate nell’autonomia della funzione
Il grado di integrazione e di indipendenza della funzione cambia sensibilmente da una società all’altra. Presso alcuni operatori il responsabile della conformità si occupa in prevalenza degli adempimenti verso l’Autorità e non esercita quel controllo autonomo sull’operatività che la MGA si attende. In altri casi le responsabilità risultano frammentate tra più persone o più uffici, con attribuzioni poco chiare e minore visibilità sui rischi.
Anche i controlli periodici procedono a velocità diverse. Dove mancano piani strutturati, le verifiche vengono condotte in modo occasionale e senza tenere conto del profilo di rischio specifico della società. L’Autorità ha riscontrato registri incompleti, documentazione archiviata in modo disomogeneo e scarso tracciamento delle correzioni apportate ai problemi già emersi. In alcuni casi le società non hanno informato per tempo la MGA di sviluppi rilevanti della propria attività.
Tra le pratiche migliori l’Autorità colloca i calendari centralizzati delle scadenze regolamentari, gli avvisi automatici che segnalano gli adempimenti in arrivo e la formazione periodica destinata ai singoli ruoli aziendali, con registrazione delle presenze.
Revisione interna: in diverse società non produce effetti visibili
L’Autorità si attende che questa funzione mantenga una posizione indipendente, riportando direttamente al consiglio di amministrazione o al comitato per la revisione. Diverse società, però, non hanno saputo spiegare in che modo le verifiche svolte abbiano orientato le decisioni dei vertici o portato a miglioramenti concreti, tanto che la funzione finisce per assumere il carattere di un adempimento. La MGA chiede che le siano garantite risorse sufficienti e una reale autonomia rispetto alla gestione operativa.
Dove il modello funziona, le verifiche seguono una pianificazione basata sul rischio, i rilievi vengono classificati per gravità con tempi di correzione definiti e un registro centralizzato consente di seguire l’attuazione degli interventi.

Antiriciclaggio: il modello indicato dall’Autorità
Sul fronte della prevenzione del riciclaggio la MGA indica come riferimento l’aggiornamento costante delle analisi sui rischi dell’azienda e sulla clientela, che incorporano le nuove casistiche e le specificità dei singoli mercati. I controlli rafforzati sull’origine dei soldi giocati e sul patrimonio del cliente scattano al superamento di soglie definite. Lo stesso avviene quando emergono comportamenti anomali o rischi collegati alla giurisdizione di provenienza del giocatore.
Il monitoraggio delle operazioni risulta efficace quando i sistemi automatici sono affiancati da una verifica manuale mirata, che consente di leggere il profilo del cliente nel suo insieme. Nelle società più attrezzate entrano nella routine quotidiana i controlli sulle liste delle sanzioni internazionali, la verifica delle persone politicamente esposte e l’esame delle notizie di stampa sfavorevoli, con formazione estesa anche al personale dell’assistenza clienti e dell’area pagamenti.
Comunicazioni tardive e difficoltà linguistiche
Un certo numero di società ha coinvolto l’Autorità in anticipo sulle modifiche dell’assetto societario o dell’operatività, accompagnandole con analisi preventive degli effetti sul piano regolamentare. In diversi casi, però, il confronto è arrivato più tardi del previsto, riducendo lo spazio per il dialogo preventivo.
La MGA segnala inoltre di aver incontrato responsabili di funzioni chiave che non sono riusciti a illustrare con chiarezza gli obblighi regolamentari e le metodologie di valutazione del rischio di propria competenza. In alcuni casi hanno pesato le barriere linguistiche, che hanno limitato la possibilità dell’Autorità di ottenere riscontri sul funzionamento dei controlli. Le società devono quindi assicurarsi che chi ricopre queste posizioni conosca l’inglese quanto basta per interloquire con i funzionari. Il documento integrale della Malta Gaming Authority è disponibile QUI. fp/AGIMEG

