Tressette: regole, punti, accuso e come si gioca in 2 e in 4
Redazione AGIMEG · Regole del tressette
Tressette
Il tressette si gioca con 40 carte, di solito le carte napoletane. Nella versione classica si gioca in quattro, due coppie con i compagni uno di fronte all’altro, e si danno 10 carte a testa. Non c’è briscola: si risponde al seme e prende la carta più alta di quel seme, nell’ordine tre, due, asso, re, cavallo, fante, 7, 6, 5, 4. L’asso vale 1 punto, tre, due e figure un terzo, l’ultima presa 1: in ogni mano le coppie si dividono 11 punti. Gli accusi, combinazioni di tre, due e assi, valgono 3 o 4 punti in più. Vince chi arriva prima a 21. Si gioca anche in 2, in 3 col morto e a perdere. È uno dei 20 giochi della guida ai giochi di carte italiani.
Il tressette in breve
In questa guida
Come si gioca a tressette: le regole in 5 passaggi
Per giocare a tressette ci si divide in due coppie, si danno 10 carte a testa, si cala una carta a testa rispondendo al seme e chi prende apre la presa dopo. Le parole sono quelle della briscola: la presa è il giro in cui ognuno cala una carta, che al tavolo del tressette si chiama anche passata; la mano va dalla distribuzione al conteggio. I compagni siedono uno di fronte all’altro e il primo mazziere si sceglie a sorte.
Una mano di tressette
- Si danno 10 carte a testaIl mazziere mescola, fa alzare il mazzo al giocatore alla sua sinistra e distribuisce verso destra 10 carte coperte a testa, 5 alla volta.
- Si risponde al semeApre chi siede alla destra del mazziere. Gli altri, in senso antiorario, calano una carta dello stesso seme, che nel tressette si chiama palo. Chi non ne ha cala quello che vuole.
- Prende la carta più alta del semeLa presa va a chi ha calato la carta più forte del seme di mano, quello della prima carta. Chi prende apre la presa dopo.
- Si contano i puntiDopo 10 prese ogni coppia conta le carte prese: asso 1 punto, tre, due e figure un terzo, più 1 punto per l’ultima presa.
- Si segna e il mazzo passa a destraI punti della mano si aggiungono sul foglio, e la mano dopo la distribuisce il giocatore alla destra del mazziere.
Per prendere, il tre batte il due e il due batte l’asso.
In quattro: Anna e Carla contro Bruno e Dario Tutti rispondono a coppe e prende il tre di Carla: l'asso di Bruno, un re e un tre fanno 1 punto e due terzi per Anna e Carla. Apre Anna, a spade Il re di bastoni è di un altro seme: prende il 6 di spade, e il terzo di punto del re resta ad Anna e Carla.
Chi non ha carte del seme di mano è piombo a quel seme: cala una carta qualunque, che non prende, di solito un liscio, cioè una carta da zero.
Valore delle carte nel tressette: un punto, un terzo e 11 punti a mano
Nel tressette l’asso vale 1 punto; il tre, il due, il re, il cavallo e il fante valgono un terzo di punto; il 7, il 6, il 5 e il 4 non valgono niente. L’ultima presa vale 1 punto. Tre carte da un terzo fanno un punto intero: asso, tre, due e re di spade, per esempio, valgono 2 punti. A32R= 2 punti
La tabella mette le carte in ordine di forza, con i loro punti.
Valore delle carte nel tressette
Dall’alto in basso: dalla carta che prende di più a quella che prende di meno.
| Carta | Forza | Punti |
|---|---|---|
| Tre | 1ª | ⅓ |
| Due | 2ª | ⅓ |
| Asso | 3ª | 1 |
| Re | 4ª | ⅓ |
| Cavallo | 5ª | ⅓ |
| Fante | 6ª | ⅓ |
| 7, 6, 5, 4 | dalla 7ª alla 10ª | 0 |
Forza e punti non vanno insieme: in punti l’asso vale tre volte il tre, ma il tre e il due lo prendono. Per questo il gioco ruota intorno agli assi. Chi ne ha uno cerca di non farselo prendere; gli avversari provano a costringerlo a calarlo sotto un tre o un due, e al tavolo si dice «strozzare l’asso».
Perché in ogni mano ci sono 11 punti
Nel mazzo ci sono 4 assi, cioè 4 punti, e 20 carte da un terzo, cioè 6 punti e due terzi: in tutto 10 punti e due terzi, 11 e due terzi con l’ultima presa. A fine mano ogni coppia lascia cadere i terzi che non fanno un punto intero: in due, o in quattro a coppie, le due parti insieme segnano sempre 11 punti. Quando invece ognuno conta per sé, come nel tressette a perdere, troncando tutti la somma può scendere a 10 in tre e a 9 in quattro: lì ci vuole una regola in più.
A quanto si gioca: 21, 31 o 41 punti
Vince la prima coppia che arriva a 21 punti, sommati mano dopo mano; a seconda della zona si gioca anche a 31 o a 41. Chi è sicuro di aver già raggiunto il traguardo con le prese fatte può fermare il gioco e chiamarsi fuori: si contano subito le prese e, se il conto torna, la sua coppia vince anche se gli avversari avrebbero potuto superarla. Se non torna, paga: quanto, lo dice il box.
Tressette con le carte napoletane, piacentine e francesi
Il tressette si gioca con qualunque mazzo regionale da 40 carte: napoletane, piacentine, siciliane e le altre cambiano il disegno, non la forza né i punti. Nelle siciliane la donna sta al posto del fante, con la stessa forza e gli stessi punti. Con le carte francesi si tolgono i jolly, gli 8, i 9 e i 10: la donna prende il posto del cavallo, e l’ordine diventa tre, due, asso, re, donna, fante, 7, 6, 5, 4. Al Sud alcuni giocatori mettono il fante sopra la donna: va deciso prima. In una variante piemontese si gioca con le carte piemontesi da 36, in cui il 10 e il 9 fanno da tre e da due.
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Tressette in 4 a coppie: una mano dalla distribuzione al conteggio
Il tressette in 4 si gioca a coppie fisse, qui Anna e Carla contro Bruno e Dario, seduti a croce. Dario fa il mazziere, quindi apre Anna, e si gioca nell’ordine Anna, Bruno, Carla, Dario. Ecco le carte di tutti e quattro: Anna e Dario hanno un accuso.
Mazziere Dario: 10 carte a testa
Anna ha tre, due e asso di denari; Dario tre assi. Valgono 3 punti a testa, spiegati più avanti.
Nella prima presa Anna accusa la napoletana di denari e Dario tre assi, «manca denari». Anna apre con il tre di denari, la carta più forte del seme.
Apre Anna
Prende Anna: un terzo di punto. Carla, senza denari, scarta un liscio di bastoni.
Anna gioca anche il due di denari, che prende il fante di Dario, e resta l’unica con carte di denari. Alla terza presa apre con un liscio di spade, il 4, e Carla prende col tre. Ora Carla ha il due di spade, e grazie all’accuso sa che Dario ha l’asso: tre assi, manca denari.
Apre Carla
Dario deve rispondere a spade con l'unica carta che ha: Carla prende l'asso e tre carte da un terzo, 2 punti.
Bruno e Dario si rifanno alla sesta e alla settima presa: Bruno prende col due di bastoni, poi apre con il tre di coppe, la carta più forte del seme.
Apre Bruno
Nessuno può battere il tre di coppe: Dario ci mette sopra l'asso e lo salva. 2 punti per Bruno e Dario.
All’ottava presa anche l’asso di bastoni di Dario diventa la carta più forte rimasta del seme, e prende. Ecco tutte e dieci le prese, per rifare il conto.
Carte nell'ordine di gioco, da chi apre; in fondo chi prende Anna e Carla fanno 7 prese, cioè 28 carte; Bruno e Dario 3 prese, 12 carte.
Il conteggio della mano
Punti interi: i terzi che avanzano si lasciano cadere
| Anna e Carla | Bruno e Dario | |
|---|---|---|
| Assi | 2 | 2 |
| Tre, due e figure | 4 | 2 |
| Ultima presa | 1 | 0 |
| Accuso | 3 | 3 |
| Totale | 10 | 7 |
Anna e Carla hanno preso 13 carte da un terzo, Bruno e Dario 7: a ognuna delle due coppie avanza un terzo.
Le carte valgono 7 punti ad Anna e Carla e 4 a Bruno e Dario: 11 in tutto, come sempre in quattro a coppie. Con gli accusi la mano finisce 10 a 7, e sul foglio si scrivono questi due numeri. Per contare in fretta si fanno tre mucchietti, assi, carte da un terzo e lisci, e si dividono per tre le carte da un terzo: 13 fanno 4 punti, e il terzo che avanza si perde.
Accuso nel tressette: napoletana e buongioco
L’accuso, o accusa, è una combinazione di carte in mano che si dichiara all’inizio della mano e vale punti in più degli 11 delle prese. Si fa solo con tre, due e assi, e ce ne sono di due tipi:
- Il buongioco: tre assi, tre due o tre tre valgono 3 punti, tutti e quattro valgono 4. Chi ne accusa tre dice il seme che manca. 222= 3 punti
- La napoletana, detta anche napoli: asso, due e tre dello stesso seme, 3 punti. Si dice il seme. 32A= 3 punti
Nelle regole Modiano si chiama buongioco ogni accuso, napoletana compresa. Le combinazioni si sommano, anche quando hanno carte in comune: chi ha la napoletana di coppe e quattro due accusa 7 punti. Gli accusi si segnano subito, prima di contare le prese.
Quando si accusa
In quattro si accusa durante la prima presa, quando tocca a sé o al più tardi a fine presa: chi se ne dimentica non può più farlo. In 2 di solito si accusa anche con le carte pescate, come spiega la sezione sul gioco in due.
Quanto spesso capita un accuso
Un giocatore ha almeno un accuso nelle sue 10 carte poco meno di una volta su sei: il 15,9%, contando le carte prese da un mazzo da 40 appena mescolato. Il buongioco gli capita nel 12,3% dei casi, la napoletana nel 4,8%. Al tavolo, però, le carte sono in quattro mani: in 53 mani su 100 almeno un giocatore accusa. E l’accuso pesa: 3 punti sono più di un quarto degli 11 di una mano.
Segni e parole nel tressette: busso, striscio, volo e il 25
Nel tressette in 4 i compagni non possono dirsi che carte hanno, con un’eccezione: chi apre una presa può dare un segno, solo sul seme che sta giocando. I segni tradizionali sono tre: due si fanno con la carta che si cala, il busso con la mano sul tavolo.
I segni del tressette
Li fa solo chi apre la presa, sul seme che gioca.
| Segno | Come si fa | Cosa dice |
|---|---|---|
| Busso | un colpo di nocche sul tavolo | gioca la carta più alta che hai di questo seme e, se prendi, torna qui |
| Striscio | si striscia la carta sul tavolo | ho altre carte di questo seme |
| Volo | si lascia planare la carta | è l’ultima che ho di questo seme |
Dopo un volo il compagno sa che a quel seme sei piombo; c’è chi chiama piombo anche il volo. Lo striscio non piace a tutti, e qualche tavolo lo vieta; c’è chi lo chiama liscio, che qui è il segno e non la carta da zero. In due non si bussa: non c’è un compagno a cui parlare. All’opposto c’è il tressette muto, senza segni né parole.
Il 25, il 28 e il 29: il tressette parlato
Dove si gioca parlato, chi apre può dire a voce che carte ha nel seme che gioca, e in alcuni regolamenti lo fa con un codice di numeri. Il 25 è il tre e il due dello stesso seme, il 28 il due e l’asso, il 29 il tre e l’asso. «Secco» vuol dire senza altre carte di quel seme; «terzo», «quarto» o «quinto» dicono quante carte ne hai in tutto. Carla, nella mano di prima, a spade aveva un 25 quarto: 32R7
Nel regolamento di un torneo in Basilicata, però, «voglio il 25» o «25» detto da solo vuol dire il contrario. Chi lo dice ha l’asso con almeno altre tre carte e cerca il tre e il due. Anche «busso» lì dice una cosa precisa: il tre con almeno altre tre carte del seme. I codici cambiano da tavolo a tavolo, e si concordano prima di distribuire.
Tressette in 2: quante carte e come si gioca
A tressette in 2 si danno 10 carte a testa, 5 alla volta, e le altre 20 restano coperte nel tallone. Dopo ogni presa si pesca: prima chi ha preso, poi l’altro, e ognuno mostra all’avversario la carta pescata. Le prime 10 prese si fanno con la pescata, le ultime 10 con le carte rimaste in mano: 20 prese in tutto, e i punti della mano restano 11.
Apre l’avversario del mazziere, e per il resto si gioca come in quattro. Si va a 21 o a 31; con gli accusi anche a 41 o a 51. Gli accusi si dichiarano prima della prima presa, con le 10 carte iniziali; poi si accusa subito ogni volta che la carta pescata completa una combinazione. In alcune case invece si accusa solo all’inizio.
Mazziere Bruno, apre Anna Un terzo di punto per Anna, che pesca per prima. Anna pesca l'asso di spade, Bruno il 5 di spade Con l'asso pescato Anna ha tre assi in mano: accusa «manca bastoni» e segna 3 punti.
Questo tressette in 2 con la pesca si chiama anche a pizzico o spizzichino. Con lo stesso nome c’è una versione senza tallone: ognuno ha 10 carte in mano e due mazzetti di 5, scoperti in cima, da cui può giocare.
Tressette in 3: col morto o a terziglio
A tressette in 3 di solito si gioca col morto, cioè in 4 con le carte del quarto posto scoperte, oppure a terziglio, detto anche calabresella, con l’asta. In tutti e due ogni mano si gioca due contro uno.
Tressette col morto
Nel tressette col morto si danno 10 carte a testa ai tre giocatori e 10 al morto, un posto vuoto tra il secondo giocatore e il mazziere. Chi apre gioca anche le carte del morto, che è il suo compagno: è lui contro gli altri due. Per il resto si gioca come in quattro, con o senza accusi; quando il morto prende, apre con la carta che sceglie il suo giocatore. In un’altra versione il morto è il compagno del mazziere, che gioca le sue carte.
Il punteggio va a mani vinte: chi gioca col morto segna 2 punti se vince la mano e ne perde 2 se la perde, gli altri due ne segnano o ne perdono 1.
Terziglio o calabresella: il tressette in 3 con l’asta
Nel terziglio si danno 12 carte a testa, a gruppi di 4, e le ultime 4 restano coperte sul tavolo: è il monte, diverso dal tallone da cui si pesca in due. Poi c’è l’asta: a partire dalla destra del mazziere, ognuno può dichiarare una sola volta, sempre più in alto, oppure passare.
- Chiamo: chiede agli avversari una carta che gli manca, di solito un tre, ne restituisce una a chi gliel’ha data e prende il monte.
- Solo: prende il monte senza chiamare carte.
- Solissimo: gioca con le sue 12 carte, senza monte.
Chi vince l’asta gioca da solo contro gli altri due e deve fare almeno 6 degli 11 punti. Con chiamo e solo aggiunge alla mano le 4 carte del monte e ne scarta 4, che vanno a chi fa l’ultima presa. La posta cambia da tavolo a tavolo: per esempio 1 con chiamo, 2 con solo e 4 con solissimo, da ognuno dei due avversari, e doppia con il cappotto.
Tressette a perdere: ciapanò, traversone e rovescino
Il tressette a perdere si gioca con le regole del tressette, ma vince chi fa meno punti. Ognuno gioca per sé, senza accusi né segni, da 2 a 8 giocatori. Ha molti nomi: ciapanò, che in milanese vuol dire «non prendere», traversone, rovescino, vinciperdi, tressette a non prendere.
Tutti giocano con lo stesso numero di carte: 10 a testa in quattro, 8 in cinque, 5 in otto. In tre si toglie un 4 e se ne danno 13 a testa. Oppure si danno tutte e 40, e il mazziere ne mette da parte una coperta, che va a chi fa l’ultima presa. In sei si tolgono i quattro 4, in sette anche un 5. Nel tressette a perdere in 2 si danno 10 carte a testa e si pesca dal tallone come nel tressette in due.
Punteggio del tressette a perdere
A fine mano ognuno conta i punti che ha preso e tiene solo gli interi. Chi ha fatto l’ultima presa non conta i suoi: segna quello che manca a 11. Ecco una mano in quattro, con le prese divise tra i giocatori.
Il conto di una mano a perdere
In quattro, ognuno per sé: Bruno ha fatto l’ultima presa.
| Giocatore | Punti presi | Punti segnati |
|---|---|---|
| Anna | 4 e due terzi | 4 |
| Carla | 2 | 2 |
| Dario | un terzo | 0 |
| Bruno | 3 e due terzi, più l’ultima presa | 5 |
Bruno ha preso 4 punti e due terzi, contando l’ultima presa, ma ne segna 5. Se lasciasse cadere anche lui i suoi terzi, la mano varrebbe 10 punti invece di 11: per questo chi fa l’ultima presa segna il resto fino a 11, terzi degli altri compresi. In quattro l’ultima presa costa così da 1 a 3 punti, e alla fine si gioca per non farla.
Chi arriva a 31 esce dal gioco, e vincono gli ultimi rimasti: uno, due o tre, come si è deciso prima. C’è anche chi gioca a 21 o a 41. Se un giocatore prende tutti gli 11 punti, e agli altri non resta neanche un punto intero, fa cappotto: lui segna zero e gli altri 11 a testa.
L’asso di bastoni da 11 punti
In alcune regioni il traversone si gioca con l’asso di bastoni che vale 11 punti invece di 1. La mano vale 21 punti, chi prende quell’asso ne ha già più di metà, e chi fa l’ultima presa segna il resto fino a 21.
Come si vince a tressette: consigli ed errori che fanno litigare
A tressette si vince con gli assi: valgono 4 degli 11 punti, e il resto si fa con i terzi e con l’ultima presa.
- Non calare l’asso finché tre e due di quel seme non sono usciti: lo prendono. Aspetta, oppure mettilo su una presa che il compagno ha già vinto, come Dario sul tre di coppe di Bruno.
- Con il 25 vai a caccia dell’asso: chi ha l’asso con una sola altra carta di quel seme, la seconda volta che si gioca il seme deve calarlo sotto il due, come Dario alla quarta presa.
- Tieni una carta per l’ultima presa: vale 1 punto, quanto un asso.
- Quando sei piombo e la presa può andare agli avversari, scarta un liscio, come Anna alla sesta presa con il 7 di denari. Se la presa è sicura del compagno, regalagli un asso o una figura.
Gli errori che fanno litigare sono quelli che nessuna versione permette: non rispondere al seme quando se ne ha una carta, giocare fuori turno, accusare una combinazione che non si ha.
Tressette online: gratis o con soldi veri
Il tressette online si gioca gratis su app e siti di gioco libero. A soldi veri si gioca solo sui concessionari ADM, autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nella sezione Carte: contro altre persone, non contro il banco.
Gratis si gioca contro il computer, anche da soli, o contro altre persone, in 2 e in 4, anche a perdere. Alcuni siti fanno giocare dal browser senza registrazione, altri chiedono un account; con gli amici servono i tavoli privati.
A soldi veri il tressette è un gioco di abilità: così il decreto legislativo 41/2024 (art. 2) chiama i giochi in cui la vincita dipende più dall’abilità che dal caso. Lo stesso decreto distingue due forme di gioco a carte, e per l’articolo 6 tutte e due si giocano solo sui concessionari ADM:
- Tornei: si paga un’iscrizione fissa e il montepremi va ai primi della classifica. Il decreto direttoriale AAMS (oggi ADM) del 10 gennaio 2011, art. 4, manda al montepremi almeno l’80% delle iscrizioni. L’art. 5 fissa a 250 € il costo massimo di un torneo, acquisti successivi compresi.
- Tavoli cash: ci si siede con una somma, si gioca ogni mano con la posta del tavolo e si incassa a ogni vittoria. Per lo stesso decreto AAMS (art. 4) torna ai giocatori almeno il 90% della raccolta. L’art. 5 fissa a 1.000 € la somma massima da portare al tavolo, ricariche e bonus compresi.
L’operatore guadagna con una commissione. Nei tornei è la parte delle iscrizioni che non va al montepremi; ai tavoli cash è la rake, una piccola quota prelevata sulle poste. Con le soglie del decreto AAMS la commissione arriva al massimo al 20% delle iscrizioni di un torneo e al 10% della raccolta di un tavolo. Il tressette tra giocatori si trova su BetFlag, DomusBet, Eurobet e Gioco Digitale, in 2 o in 4; i tavoli cash di tressette, tra questi, su BetFlag e Gioco Digitale.
I siti senza concessione sono fuori dalla tutela ADM, senza reclamo all’Agenzia né registro delle autoesclusioni: una licenza estera non sostituisce la concessione.
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Domande frequenti sul tressette
Come si formano le coppie?
Di solito a sorte. Secondo una tradizione, nella prima mano il 4 di denari fa coppia con il 5 di denari, e chi ha il 4 apre; un altro modo è mettere in coppia i primi due che pescano un asso.
Cosa succede se uno non risponde al seme?
La pena si decide prima di iniziare. Nel regolamento di un torneo in Basilicata chi non risponde al seme pur avendone perde per cappotto, e la carta calata non si ritira. Lo stesso regolamento lascia rivedere solo l’ultima presa, non quelle prima.
Cosa succede se in mano ho meno di un punto?
Con le regole Modiano lo si dice prima della prima presa e la mano va a monte: si rimescola e lo stesso mazziere ridistribuisce. Capita di rado: a un giocatore con 10 carte circa una volta su 316; in quattro, a qualcuno del tavolo circa una mano su 79.
Si può giocare a tressette in 4 senza coppie fisse?
Sì, con la chiamata del tre: a ogni mano chi apre, prima di giocare, nomina un seme, e chi ha il tre di quel seme diventa il suo compagno per quella mano.
Si può giocare a tressette in 5?
Sì, in due modi: a perdere, con 8 carte a testa e ognuno per sé, oppure alla calabresella in cinque, detta quintiglio, in cui a ogni mano si forma una squadra con l’asta.
Perché si chiama tressette?
Non si sa con certezza. Secondo un’ipotesi un tempo anche i 7 valevano un terzo, e il nome andava dal tre al sette, le carte che contavano. Secondo un almanacco tedesco del 1800, allora chi aveva tre 7 in mano li dichiarava e vinceva la partita.
Chi ha scritto le prime regole del tressette?
Uno dei testi più antichi è del 1726: il piacentino Gaetano Biondelli pubblicò un poema latino di 290 esametri sul tressette in quattro. Poi ci sono le regole in latino attribuite a un «signor Chitarrella», per il tressette e per il mediatore, una sua variante. La prima edizione arrivata fino a noi è il De regulis ludendi et solvendi in mediatore et tresseptem, stampato a Napoli da Cataneo nel 1840. La data del 1750 che si legge spesso non ha riscontri nei documenti.
Quali giochi di carte sono simili al tressette?
La briscola, con lo stesso mazzo ma con la briscola e senza obbligo di rispondere al seme; il marafone o beccaccino, un tressette con la briscola; la calabresella e il ciapanò, che hanno una sezione in questa pagina.
Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Gioca in modo responsabile: puoi impostare limiti di deposito sul tuo conto e chiedere l’autoesclusione, da un solo operatore o da tutti i concessionari ADM. Per un aiuto gratuito e anonimo c’è il Telefono Verde Nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità, 800 55 88 22.