Negli ultimi decenni si è assistito ad un crescente sviluppo delle tecnologie informatiche, si è ampliata enormemente la possibilità di comunicare e di trasferire dati, inoltre molte attività hanno adottato modalità di esercizio virtuali accanto a quelle fisiche. La stessa cosa è avvenuta anche nel settore del Gioco Legale: accanto alla rete di vendita fisica ha assunto sempre maggiore importanza il Gioco Online.
E’ quanto evidenziato – come riporta l’Agenzia Agimeg – nello “Studio sul settore dei giochi in Italia 2024 – focus su apparecchi con vincita in denaro e online”, realizzato dalla CGIA Mestre e presentato oggi a Roma in un evento organizzato da Astro.
Il Gioco online è un comparto in rilevante crescita, come testimoniano le analisi condotte sui principali parametri economici. In particolare, a partire dal 2015 (con unica eccezione il 2022), i tassi di crescita della spesa (differenza tra raccolta e vincite) sono stati tutti a due cifre. Nel biennio 2020-2021 si è avuta una vera e propria esplosione del Gioco online, con un incremento della spesa rispettivamente del 45% e del 39%; tale accelerazione è chiaramente correlata all’emergenza sanitaria che da un lato ha fortemente limitato il gioco fisico, dall’altro ha elevato il livello di digitalizzazione degli italiani. Negli anni post pandemia, nonostante la riapertura del canale fisico e la fine delle limitazioni alla circolazione, la crescita del Gioco online ha ripreso il proprio ritmo di crescita. Dopo il relativo rallentamento del 2022 (+4%), nel 2023 e nel 2024, la spesa è cresciuta rispettivamente del 13% e addirittura del 16%, tassi rilevanti se si considera che la base di calcolo della variazione congiunturale è più ampia. Il 2024 è stato l’anno della crescita record in termini assoluti (+5.074 milioni di euro).
Nel 2024 la Raccolta (corrispondente al giocato) ha raggiunto la cifra di 92,1 miliardi di euro, di questa cifra quasi il 95% (87 miliardi) è stato restituito ai giocatori sotto forma di vincite; dei rimanenti 5 mld circa 1,1 mld è affluito nelle casse dello Stato sotto forma di prelievo tributario, mentre i rimanenti 3,8 mld sono rimasti alla filiera. Si tenga presente che la remunerazione che rimane alla filiera (pari al 4,2% della raccolta) corrisponde al fatturato del settore, con il quale si dovranno «coprire» i costi fissi, variabili, gli oneri finanziari e tributari, il costo del lavoro dei dipendenti. Inoltre, l’eventuale utile residuo sarà sottoposto alla tassazione ordinaria.
In concomitanza con il maggior peso che il Gioco online ha assunto negli anni, è aumentato anche il gettito che affluisce nelle casse dello Stato. In soli 5 anni (dal 2015 al 2020) stimiamo che il gettito si sia triplicato (da 212 milioni di euro nel 2015 ha raggiunto 636 milioni del 2020, passando poi a 868 milioni nel 2021). Negli anni successivi, in coerenza con l’andamento della raccolta, si è avuta una progressione che ha portato le entrate fiscali da gioco online a superare il miliardo di euro nel 2023 e raggiungere la cifra di quasi 1,2 miliardi nel 2024.
Il Gioco a distanza – si ricorda nel Report – è attività riservata allo Stato che esercita la propria riserva attraverso ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) la quale tramite apposite convenzioni può affidare ai Concessionari l’esercizio e la raccolta a distanza di uno o più Giochi online. La regolamentazione del Gioco a distanza è stringente e interviene in maniera capillare in tutti gli aspetti dell’attività dei Concessionari assicurando così un costante controllo di ADM e garantendo i giocatori. Con il D.Lgs. 41/2024 di riordino – nell’ambito del più generale progetto di riforma fiscale – del settore del Gioco a distanza si conferma il modello organizzativo fondato sul sistema concessorio e autorizzatorio. Nel provvedimento si trovano sia norme di carattere generale (riaffermazione di principi connessi al gioco sicuro e responsabile, elencazione delle fonti del diritto, principi europei in materia di gioco) sia norme più specifiche (si elencano le tipologie dei giochi a distanza, si disciplinano i requisiti che i concessionari devono rispettare, si regola il gioco, si tutela il giocatore, si introducono disposizioni per il contrasto al gioco illegale). Si ritiene che le seguenti norme contenute nel D.Lgs 41/2024 vadano nella direzione di ridurre la filiera del Gioco online, Emissione di un nuovo bando per il rilascio di nuove concessioni (visto che quelle attuali scadranno a fine anno) a titolo oneroso (7 milioni di euro una tantum), Regolamentazione dell’attività svolta dai PVR, Punti vendita di ricarica. Si stabilisce che i giocatori, accedano all’offerta di gioco tramite apposite app o collegandosi all’area operativa che si trova nel sito internet del concessionario. Sito che dovrà essere gestito esclusivamente dal concessionario. La filiera del Gioco online è complessa, vi fanno parte numerosi soggetti con il compito di supportare i Concessionari affinché nella gestione della loro attività rispettino tutte le prescrizioni dettate dalla regolamentazione statale. Si distinguono imprese che si collocano a monte rispetto ai Concessionari e forniscono loro servizi ad alta tecnologia e imprese che invece sono a valle occupandosi della promozione del gioco. Si precisa che alcuni Concessionari svolgono internamente alcune delle funzioni non avvalendosi delle imprese che compongono la filiera.


Allo stato attuale, pur non pretendendo di quantificare in maniera precisa l’occupazione assicurata dal Gioco online da tutta la filiera, si vuole comunque offrire una prima analisi dell’occupazione limitatamente ai Concessionari italiani. I Concessionari autorizzati ad operare nel settore del Gioco online sono 67, di cui 49 italiani e 18 esteri. I risultati economici delle imprese italiane derivano da diverse attività connesse con il Gioco lecito sia fisico che a distanza, complessivamente occupano 4.822 addetti. Da una prima analisi si stima che i proventi del Gioco online dei 49 Concessionari italiani rappresentino un ammontare di risorse in grado di sostenere almeno 1.900 – 2.000 lavoratori. Si tratta di un numero considerevole se si pensa che oltre ai Concessionari la filiera è composta da ulteriori molteplici soggetti. Il 2024 può essere considerato come un anno di transizione nel quale è stato varato il Decreto Legislativo (41/2024) di riforma del settore del gioco a distanza, ma la concreta applicazione delle norme è stata sicuramente avviata, ma non portata a termine. Proprio in considerazione dei tempi necessari, è stata data ai Concessionari la possibilità di aderire ad una proroga a titolo oneroso delle loro concessioni (in scadenza al 31 dicembre 2024) sino al 17 settembre 2025, poi ulteriormente prorogata al 12 novembre 2025. I provvedimenti amministrativi varati da ADM per l’attuazione della Riforma sia quelli riguardanti il bando per l’assegnazione delle nuove licenze che per l’istituzione dell’Albo dei PVR sono stati oggetto di contenzioso amministrativo. Riguardo al Bando, il TAR non ha accettato i rilievi dei ricorrenti, e ha respinto l’istanza cautelare per la sospensione del bando. Mentre il medesimo organo, ha stabilito che le disposizioni dei PVR non si applicano ai concessionari in regime di proroga e a coloro i quali sono a questi legati. Il 12 dicembre 2024 ADM ha comunicato la sospensione dell’operatività dell’Albo dei PVR in attesa delle pronuncia definitiva del Consiglio di Stato prevista nel mese di dicembre 2025. Con determina del 17 settembre 2025 ADM ha reso noto gli aggiudicatari delle nuove concessioni per il gioco online: Sono 46 gli operatori (33 italiani e 13 esteri), le concessioni ottenute sono 52. Si è quindi superata la soglia delle 50 concessioni previste dalla relazione tecnica che accompagnava il D.Lgs. 41/2024 e quindi si è realizzato un maggior gettito. In particolare, l’extragettito è pari a 14 milioni di euro (7 milioni di una tantum x 2 concessioni oltre le 50 previste).
cdn/AGIMEG














