Home Attualità Calcio, Simonelli (Lega Serie A): “Necessario superare il divieto generalizzato di pubblicità e sponsorizzazione legato al settore delle scommesse”

Calcio, Simonelli (Lega Serie A): “Necessario superare il divieto generalizzato di pubblicità e sponsorizzazione legato al settore delle scommesse”

Ezio SimonelliEzio Simonelli

Nel corso dell’audizione al Senato sui disegni di legge dedicati alla ristrutturazione del sistema calcistico, il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha tracciato la rotta per rendere sostenibile l’intero movimento, indicando nella valorizzazione dei dati una risorsa chiave per creare nuove entrate senza alcun costo per lo Stato.

Dati delle partite e concorrenza: la richiesta della Lega Serie A

Il nodo principale sollevato da Simonelli riguarda l’uso commerciale delle informazioni relative alle gare. Nonostante un primo passo normativo abbia già attributo all’organizzatore della competizione la titolarità economica, la misura viene spesso contestata o aggirata da soggetti terzi.

“C’è chi utilizza i nostri dati senza pagarli, chi prende i nostri dati, li rivende e a noi non dà niente”, ha dichiarato il presidente della Lega Serie A in Senato. Per la Serie A serve dunque un intervento legislativo chiaro che elimini ogni margine interpretativo, definendo la titolarità come un vero e proprio asset economico da monetizzare.

Mutualità e ricavi: la proposta alternativa per le categorie inferiori

La richiesta di tutelare i dati delle competizioni si lega a doppio filo al tema della mutualità. La Serie A attualmente versa alle categorie inferiori il 10% delle risorse derivanti dalla vendita dei diritti audiovisivi (circa 125-130 milioni di euro l’anno) e non intende contestare questo principio.

Tuttavia, la Lega esprime forte contrarietà rispetto all’ipotesi di allargare la base di calcolo del 10% includendovi anche i diritti digitali e accessori. La controproposta presentata alle istituzioni punta su una crescita condivisa:

Impatto economico: un’industria pesante che sostiene il Paese

La necessità di sbloccare nuovi mercati commerciali come quello dei dati si inserisce in un quadro finanziario complesso. Negli ultimi cinque anni, gli azionisti dei club hanno dovuto iniettare nel sistema circa 3,5 miliardi di euro per sostenere le società.

Simonelli ha paragonato il calcio professionistico a una vera e propria “industria pesante”, fortemente indebitata ma strategica per il Paese. L’unico modo sostenibile per ridurre il debito risiede nell’incremento dei ricavi commerciali, un percorso che porta benefici indiretti anche alle casse pubbliche.

Riforma del calcio, Simonelli: “Superare divieto di pubblicità delle scommesse”

Superare il divieto assoluto di pubblicità per il betting, introducendo tutele mirate per i minori, e destinare una quota delle risorse del mercato delle scommesse agli organizzatori dei campionati. Al centro dell’intervento di Simonelli c’è l’esigenza di rivedere le limitazioni introdotte dal Decreto Dignità, per allineare il movimento calcistico italiano al contesto internazionale.

“Sul divieto di pubblicità del betting ci sono parare disaccordi”, ha detto. “​La Lega Calcio ha più volte evidenziato l’esigenza di superare il divieto generalizzato di pubblicità e sponsorizzazione legato al settore del betting, introdotto dal cosiddetto Decreto Dignità. ​L’obiettivo richiesto dal comparto sportivo non è un’apertura incontrollata, ma la possibilità per società, eventi e competizioni sportive di utilizzare forme regolamentate di sponsorizzazione e promozione legale”, ha aggiunto.

​A differenza dell’Italia – ha spiegato -, i principali Paesi membri dell’Unione Europea hanno adottato modelli solo parzialmente restrittivi, coniugando la sostenibilità economica dello sport con la tutela della salute pubblica e dei minori:

​Francia e Spagna: la pubblicità è generalmente consentita, ma sottoposta a precisi limiti di fascia oraria, vincoli sui contenuti e tutele rafforzate per i minori.

​Germania e Portogallo: sono previste restrizioni temporali ed è obbligatorio inserire messaggi legati al gioco responsabile e alla responsabilità sociale.Senato della RepubblicaSenato della Repubblica

​L’adozione di un modello regolamentato permette a questi Paesi di non penalizzare il proprio mercato interno, mantenendo elevati standard di tutela.

​L’Impatto economico e lo svantaggio competitivo

“​L’impossibilità di accedere ai ricavi derivanti dalle sponsorizzazioni del settore betting genera uno svantaggio competitivo per i club italiani rispetto ai concorrenti europei“, ha spiegato.

A questo quadro si aggiungono le recenti disposizioni normative in materia di deducibilità fiscali, che rischiano di tradursi in un maggior costo per gli investitori e, di conseguenza, in minori entrate per le società sportive. ​Trovare un punto d’incontro tra la tutela dei consumatori e la sostenibilità economica del sistema calcio è una sfida prioritaria. Una revisione della normativa in chiave europea permetterebbe di eliminare le sperequazioni tra i club e di garantire risorse fondamentali per la crescita dello sport italiano.

Risorse dalle scommesse e sostegno al calcio

Uno dei temi centrali per la sostenibilità del calcio italiano riguarda la ripartizione dei ricavi generati dalle scommesse sportive. Il mercato delle scommesse muove un giro d’affari miliardario basato prevalentemente sugli eventi e le competizioni organizzate dalle leghe calcistiche.

​La posizione ufficiale della Lega Serie A sostiene che una quota proporzionale di questi proventi debba essere reinvestita a favore degli organizzatori delle competizioni stesse. Nonostante le richieste avanzate, la proposta non ha ancora trovato accoglimento sul piano normativo.

Contrasto al gioco illegale e sostenibilità economica

L’apertura della comunicazione commerciale agli operatori titolari di licenza statale rappresenta, secondo la Lega, anche un presidio di legalità: “La mancanza di pubblicità rende difficile per l’utente distinguere tra il gioco legale e quello illegale. Consentire la comunicazione agli operatori autorizzati, che hanno acquistato le concessioni dallo Stato, aiuta a contrastare il flusso di denaro verso circuiti illeciti”, ha concluso. cdn/AGIMEG

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