Brasile, il divieto delle scommesse colpisce la filiera: 3.500 tagli anche tra affiliati e fornitori

Il blocco delle scommesse in Brasile sta colpendo anche il lavoro, con effetti che si estendono dalla gestione delle piattaforme ai servizi collegati. La Associação Nacional de Jogos e Loterias (ANJL) ha segnalato oltre 3.500 licenziamenti o cessazioni di contratto dopo l’introduzione del divieto, mentre migliaia di dipendenti sono stati collocati in ferie collettive.

ANJL: tagli dal 25 settembre, la previsione sale a 5.600 in 90 giorni

La rilevazione, diffusa il 7 ottobre, raccoglie dati forniti dalle aziende e considera i rapporti cessati dal 25 settembre 2026, giorno dell’annuncio della misura. Secondo l’associazione, i tagli corrispondono al 23% della forza lavoro del settore.

Altri 4.167 dipendenti sono in ferie collettive: si tratta di una condizione distinta dal licenziamento. ANJL teme che parte di questi rapporti possa cessare se il blocco proseguirà e stima che i tagli possano raggiungere 5.600 lavoratori entro 90 giorni, pari al 37% del personale considerato.

La filiera comprende anche aziende di pagamenti, marketing, compliance, affiliazione e comunicazione.

Le cifre restano parziali, mentre il valore a 90 giorni è una previsione. Nel documento l’associazione richiama l’urgenza dell’esame delle richieste di sospensione della misura davanti al Supremo Tribunale Federale.

Brasile scommesse impatto su occupazione affiliati e fornitori ottobre 2026

Il divieto e la transizione prevista per gli operatori

La misura provvisoria 1.394/2026 ha vietato le scommesse a quota fissa, comprese quelle sportive e i giochi online, prevedendo la chiusura delle piattaforme e l’estinzione delle autorizzazioni dopo trenta giorni dalla pubblicazione. Le altre lotterie autorizzate per legge sono escluse dal divieto. sb/AGIMEG