Un’articolata organizzazione criminale capace di alterare il funzionamento delle slot per intascare i proventi del gioco e sottrarli al Fisco. È quanto emerso dall’importante operazione condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), coordinati dalla Procura della Repubblica di Cosenza.
Il GIP del Tribunale cosentino ha emesso un’ordinanza cautelare nei confronti di 15 persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata a reati contro la Pubblica Amministrazione, il patrimonio e la giustizia, oltre a corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio, truffa aggravata ai danni dello Stato e favoreggiamento.
L’arrivo di personale specializzato da tutta Italia
“Si tratta di un’indagine particolarmente complessa che, nel corso del tempo, ha visto l’avvicendamento di varie attività di controllo sul territorio.
Tali attività hanno portato nel territorio cosentino tantissimi colleghi provenienti da diverse parti d’Italia — come Trieste, Palermo, Bari e Torino — per svolgere in modo professionale il proprio lavoro di controllo”. Lo ha specificato ai microfoni del Corriere della Calabria Luca Turchi, direttore dell’Ufficio Controlli Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
I risultati e i provvedimenti giudiziari. L’impegno quotidiano di ADM
“Il lavoro di controllo ha generato tutti i sequestri ricordati dal procuratore Capomolla e ha portato a un’importante attività di sequestro preventivo quantificata fino a 12 milioni di euro.
Il personale dell’Agenzia – sottolinea Turchi – garantisce ogni giorno l’approdo delle navi, i controlli sulle merci, le visite sui depositi fiscali e commerciali e l’analisi di tutti i flussi di mercato del gioco“. 
Il sistema delle slot clonate: come funzionava la truffa
L’indagine è scaturita dall’analisi sui flussi telematici svolta dall’Ufficio Controlli Giochi di ADM Roma, che ha evidenziato anomalie nei volumi di giocate di numerose slot.
Le verifiche sul campo hanno portato al sequestro di 145 slot machine manomesse e di circa 80.000 euro in contanti. Successivamente, è stato disposto un sequestro preventivo per oltre 12 milioni di euro a carico di un operatore economico del settore, somma corrispondente al Prelievo Unico Erariale (PREU) mai versato allo Stato.
Il patto corruttivo con il funzionario pubblico
Le analisi condotte con tecniche avanzate su smartphone, computer e documenti sequestrati hanno portato a galla un grave quadro indiziario: la presenza di un vero e proprio patto corruttivo tra un imprenditore del settore e un funzionario referente dell’ufficio ADM di Cosenza. cdn/AGIMEG