La maggioranza e il governo Meloni stringono i tempi per il varo della nuova Legge di Bilancio, l’ultima di questa legislatura. Salvo rinvii, il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi domani alle ore 12:00 per il via libera al testo definitivo.
A più di due settimane dall’approvazione del Documento programmatico di bilancio (Dpb), il quadro definitivo prende forma dopo un intenso vertice da remoto tra la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e i leader di partito Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi. L’obiettivo è conciliare la crescita e la tutela del potere d’acquisto con la rigorosa tenuta dei conti pubblici.
Il nodo coperture: clausola UE, banche e tagli alla spesa
Il valore complessivo della Manovra ammonta a 23,5 miliardi di euro. L’impianto finanziario si regge su diversi pilastri strategici:
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Clausola di salvaguardia UE (14,4 miliardi): la flessibilità per spese in energia e difesa è fondamentale per la sostenibilità del testo. I colloqui con la Commissione europea proseguono proficuamente sull’utilizzo della clausola National Safeguard Clause (NEC), anche se da Bruxelles è arrivato un chiaro paletto: saranno esclusi i sussidi ai combustibili fossili, come sconti sui carburanti e sostegni in bolletta.
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Contributo del settore finanziario (5 miliardi): Tajani chiarisce che la richiesta riguarderà “banche, assicurazioni e altre realtà” senza intenti punitivi. Restano aperte le trattative, con gli istituti di credito frenati dal precedente accordo triennale da 10 miliardi, mentre si valuta l’esclusione delle Banche di Credito Cooperativo (BCC) e il coinvolgimento delle Fondazioni bancarie.
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Altre risorse: previsti risparmi dai ministeri, economie sul PNRR e un possibile incremento delle accise su giochi e tabacchi.
Il contributo del gioco pubblico: le cifre della Manovra
I dati inseriti nella programmazione economica delineano un impatto rilevante per la Manovra finanziaria dei prossimi anni:
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Nel 2027: il settore dei giochi è chiamato a garantire un apporto diretto di 718 milioni di euro.
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Nel triennio 2027-2029: l’incasso totale previsto per lo Stato supererà quasi 2 miliardi di euro complessivi.
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Fisco e Lavoro: taglio Irpef, detassazione giovani e contratti
Sul fronte del lavoro e della pressione fiscale, le ipotesi sul tavolo sono molteplici:
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Taglio Irpef per il ceto medio: la misura per ridurre le aliquote sopra i 50.000 euro appare in salita. Forza Italia insiste nell’estendere l’aliquota del 33% fino a 55.000 euro (costo stimato: 1,2 miliardi).
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Giovani e occupazione: si valutano interventi per frenare la “fuga dei cervelli”, tra cui una flat tax al 5% per gli under 30 o under 35 con redditi fino a 20-30mila euro, una no-tax area o la detassazione degli aumenti retributivi. Per le aziende, le maxi-deduzioni per le assunzioni potrebbero salire dal 130% al 140% per i giovani e al 180% per le giovani madri. Noi Moderati propone inoltre tre anni “zero tasse” al primo impiego.
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Stipendi e Partite IVA: al vaglio una tassazione al 5% sugli aumenti legati ai rinnovi contrattuali e al 15% su lavoro notturno, festivo e salario accessorio nel pubblico impiego. La Lega continua a spingere per estendere la flat tax delle partite IVA a 100.000 euro (dall’attuale soglia di 85.000), misura che necessita dell’ok UE.
Famiglia, sociale e pensioni: tra congedi parentali e Quota 64
Per le famiglie e il sociale sono destinati fino a 5 miliardi di euro:
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Famiglie e natalità: si studiano congedi parentali rafforzati, un libretto previdenziale per i nuovi nati e sostegni alle madri lavoratrici con almeno tre figli.
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Proposte degli alleati: Noi Moderati richiede la proroga del bonus fino a 1.500 euro per i figli nelle scuole paritarie. Forza Italia propone un voucher/card da 300 a 500 euro (o rimborsi cashback) per le spese sanitarie degli over 75 legati all’ISEE.
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Capitolo Pensioni: resta da definire il nodo previdenziale. La Lega difende la pensione anticipata a 64 anni con ricalcolo interamente contributivo. Per contenere l’impatto della rivalutazione all’inflazione, il governo potrebbe rivedere la perequazione degli assegni medio-alti passando a un sistema per fasce, più penalizzante per le pensioni elevate.
Casa e mercato immobiliare: cedolare secca e bonus edilizi
Nelle ultime ore sono emersi dettagli importanti sul settore casa:
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Bonus Casa ed Ecobonus: le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie potrebbero essere confermate al 50%, mentre l’Ecobonus potrebbe raggiungere il 65%.
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Sanatoria Superbonus: si valuta la possibilità di regolarizzare le posizioni sanzionabili per chi è rimasto coinvolto nelle irregolarità del Superbonus mediante il versamento di un’imposta sostitutiva.
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Affitti: si discute il calo della cedolare secca sugli affitti a lungo termine fino al 5%, caldeggiato da diverse forze politiche, a fronte delle richieste di una stretta sulla cedolare secca degli affitti brevi.
Dialogo con le autonomie: la risposta di Meloni ai sindaci
Parallelamente alla trattativa sulla manovra, la premier Meloni ha risposto all’appello del presidente dell’asci, Gaetano Manfredi, e dei sindaci di centrosinistra per un confronto urgente sul bilancio. La Presidente del Consiglio ha confermato la disponibilità propria e del ministro Giorgetti a partecipare al dialogo, precisando però che la sede istituzionale preposta resta la Conferenza Stato-Città, per garantire il pieno coinvolgimento di tutti i primi cittadini d’Italia. cdn/AGIMEG










