La Confederazione Noleggiatori Italiani (CNI) lancia un appello alle istituzioni affinché ascoltino la voce delle PMI italiane. Da molto tempo il comparto e le aziende soffrono per una pressione fiscale e un prelievo erariale unico (PREU) molto elevati. Negli ultimi anni, per diverse ragioni, le AWP da bar – si legge in una nota – hanno perso attrattività a favore di altre tipologie di gioco, che ne hanno assorbito l’utenza.
Di conseguenza, la marginalità delle aziende è diminuita e, con essa, la loro forza economica, causando negli ultimi anni licenziamenti e, in alcuni casi, la cessazione delle attività.
La richiesta di aumentare il payout
Non a caso il CNI, insieme ad altre sigle associative, chiede da tempo di rivedere al rialzo il payout degli apparecchi. Sarebbe la prima volta dopo oltre vent’anni durante i quali il prodotto ha perso 10 punti percentuali di restituzione in vincita.
La richiesta nasce dalla necessità di affrontare la crisi del comparto fisico e dare nuova spinta alle imprese, che risentono anche del caro vita e, in particolare, del caro carburante.
Le nostre aziende hanno bisogno di mezzi di trasporto per garantire il funzionamento della rete distributiva. L’aumento del costo dei carburanti comporta spese aggiuntive che gravano sui loro bilanci.
L’impatto dell’aumento del PREU sulle imprese
In questo scenario, mentre il comparto chiede un aiuto, nessuno avrebbe immaginato di dover fronteggiare un ulteriore aumento della pressione fiscale. Un punto percentuale in più di PREU vale oltre il 10% di quanto resta alle aziende da dividere con gli esercizi.
Ricordiamo che, al netto delle vincite e del PREU al 24%, oggi alla filiera resta l’11%, dal quale vanno sottratti lo 0,8% riferito ai Monopoli e circa l’1% per il costo di rete dei concessionari. La parte restante, pari a circa il 9-9,5%, rimane alle aziende e agli esercenti.
Con l’ulteriore aumento di un punto percentuale del prelievo previsto dalla proposta contenuta nella legge di bilancio, questa quota scenderebbe a circa l’8-8,5%.
Con il nuovo schema di rilancio del comparto, che prevede apparecchi con payout al 70% e PREU al 20%, rispetto alla situazione attuale si avrebbero cinque punti percentuali in più di restituzione in vincita, quattro punti in meno di PREU e un punto in meno di margine per le imprese.
La proposta CNI: PREU al 24,5% per le AWP attuali e payout al 69% per i nuovi apparecchi
La proposta del CNI, presieduto da Palo, prevede un PREU al 24,5% dal 2027 per gli apparecchi attuali con payout al 65%.
Per rendere sostenibile il rinnovo degli apparecchi, la Confederazione propone inoltre di portare il payout al 69%, con costo della partita a 2 euro e vincita massima di 200 euro, mantenendo il PREU al 20% e lasciando l’11% alla filiera. Da questa quota andrebbero sempre sottratti lo 0,8% riferito ai Monopoli e circa l’1% per il costo di rete.
L’obiettivo è rendere gli apparecchi più attrattivi senza gravare ulteriormente sulle aziende, che dovranno affrontare investimenti importanti per il cambio delle schede. Un intervento che, con l’aumento di un punto percentuale del PREU, diventerebbe ancora più complicato, fino a risultare impossibile per mancanza di risorse. sb/AGIMEG










