Ogni scommessa sportiva accettata da un conto newyorkese vale una sanzione da 100.000 dollari. È il criterio che porta la procura generale dello Stato di New York a quantificare in almeno 36 miliardi di dollari la richiesta contro Kalshi.
La piattaforma di mercati predittivi è stata citata in giudizio il 31 luglio davanti al tribunale di Manhattan per raccolta di scommesse priva di licenza. L’iniziativa è stata annunciata dalla procuratrice generale Letitia James con la governatrice Kathy Hochul.
Il calcolo della richiesta risarcitoria
La cifra indica una soglia e non un importo definitivo, che sarà stabilito ricostruendo l’intera operatività della società nello Stato. All’atto si aggiungono la restituzione delle somme ai clienti newyorkesi e il triplo dei guadagni ricavati dall’attività contestata, mentre a far salire il conteggio è la sanzione applicata a ogni singola puntata.
Kalshi promuove i contratti sportivi su tutto il territorio statunitense dal 2025 e la procura considera ogni operazione registrata da un utente residente come un illecito a sé stante.
Nessun titolo richiesto alla Gaming Commission
Secondo la citazione, la società non si è mai rivolta alla New York State Gaming Commission e non ha versato le imposte dovute dai nove operatori autorizzati, che nello Stato pagano il 51% dei ricavi lordi da gioco, l’aliquota più elevata degli Stati Uniti.
La procura contesta anche l’accesso alla piattaforma già a 18 anni, mentre per casinò e scommesse sportive la legge newyorkese fissa la soglia a 21.
Lo scontro sulla competenza tra Stato e autorità federale
Poche ore dopo il deposito dell’atto, il presidente della Commodity Futures Trading Commission, Michael Selig, ha presentato un ricorso federale per fermare l’azione dello Stato. L’autorità che vigila sui mercati dei derivati rivendica infatti la competenza esclusiva sui contratti negoziati nelle borse da essa autorizzate, tra cui Kalshi.
Kalshi ha respinto le accuse, sostenendo che una legge statale sul gioco non può raggiungere una piattaforma già registrata a livello federale e avvertendo che la sua uscita dal mercato newyorkese favorirebbe i siti esteri privi di controlli. Il nodo da sciogliere riguarda la natura dei contratti sportivi, prodotti finanziari per l’autorità federale e puntate per la procura.
Il 7 luglio un giudice federale aveva respinto la sospensiva chiesta da Kalshi contro l’ordine di cessazione emesso dalla Gaming Commission, decisione che ha aperto la strada alla citazione.
Gli esiti nelle altre giurisdizioni restano contrastanti: un giudice del Wisconsin ha lasciato applicare la normativa statale sul gioco ai mercati predittivi, un magistrato del Minnesota che ha sospeso in via temporanea il divieto locale, mentre in Nevada l’organo di controllo ha ottenuto per via negoziale il blocco delle negoziazioni tramite geolocalizzazione.
Complessivamente Kalshi e la concorrente Polymarket fronteggiano almeno 20 procedimenti promossi negli Stati Uniti da autorità di controllo, tribù native e singoli scommettitori. Kalshi continua intanto a operare a New York. fp/AGIMEG










