Rosato: “Il riordino del gioco pubblico è decisivo per rafforzare legalità e controlli”

Il contrasto al gioco illegale non può passare attraverso la demonizzazione del settore regolamentato, ma richiede un sistema concessorio forte, regole chiare, controlli efficaci e strumenti tecnologici adeguati all’evoluzione della criminalità organizzata. È questa la posizione di Ettore Rosato, espressa nell’intervista pubblicata nello speciale Legalità in Gioco 2026 di Fortune Italia, nella quale affronta i temi del riordino del comparto, della tutela dei consumatori e della lotta alle infiltrazioni criminali.

“La politica preferisce lo slogan alla realtà”

Secondo Rosato, il dibattito sul gioco pubblico continua a essere caratterizzato da un equivoco di fondo: la mancata distinzione tra gioco legale e gioco illegale.

“Perché sul gioco, troppo spesso, la politica preferisce lo slogan alla realtà. Dire genericamente ‘combattiamo il gioco’ è più facile che distinguere tra un’attività regolata dallo Stato e un’offerta illegale, spesso collegata alla criminalità. Il gioco legale non è privo di rischi: esistono il tema delle dipendenze, la tutela dei minori, la protezione dei soggetti fragili. Ma proprio per questo serve un sistema regolato, controllabile e tracciabile. Il gioco illegale, invece, non paga tasse, non rispetta regole e limiti, non identifica davvero i giocatori, non ha obblighi antiriciclaggio e non tutela nessuno”.

Per Rosato, colpire il comparto autorizzato non significa ridurre il fenomeno del gioco, ma rischia di ottenere l’effetto opposto.

Criminalizzare il gioco legale non elimina il gioco: spinge una parte della domanda verso circuiti opachi, dove lo Stato non vede e non interviene. Il punto è semplice: se lo Stato arretra, non scompare il gioco. Scompare il controllo”.

Le mafie si sono evolute e sfruttano il digitale

L’intervista dedica ampio spazio anche all’evoluzione della criminalità organizzata, che oggi utilizza strumenti sempre più sofisticati per operare nel settore del gioco illegale.

“Le mafie non sono più soltanto quelle che controllano fisicamente un territorio o impongono la propria presenza con metodi tradizionali. Oggi sono organizzazioni capaci di muoversi nel mondo digitale, di utilizzare piattaforme online, criptovalute, sistemi di pagamento opachi, server esteri e canali di comunicazione protetti. La minaccia più difficile da intercettare è proprio quella che si muove in una zona grigia: apparentemente distante dai territori, ma in realtà collegata a reti criminali molto strutturate”.

Secondo Rosato, proprio questa trasformazione impone anche allo Stato di cambiare approccio.

“Più tecnologia usa l’illegale, più tecnologia deve usare lo Stato”

Per il parlamentare, il gioco online rappresenta una sfida completamente diversa rispetto a quella del passato.

“Il gioco online non è semplicemente il vecchio gioco trasferito su internet. È un fenomeno più veloce, più tecnologico e più difficile da controllare. Le piattaforme illegali cambiano dominio, usano canali digitali aggressivi, strumenti di pagamento opachi e spesso operano dall’estero. Per questo non basta una risposta tradizionale”.

Rosato indica quindi alcune delle misure che ritiene prioritarie per rafforzare il contrasto all’offerta non autorizzata.

“Servono strumenti rapidi: blocco dei pagamenti verso operatori non autorizzati, oscuramento tempestivo dei siti illegali, cooperazione internazionale, controlli sui flussi finanziari, aggiornamento costante delle blacklist e maggiore capacità tecnologica della pubblica amministrazione. La regola deve essere chiara: più tecnologia usa l’illegale, più tecnologia deve usare lo Stato”.

Il riordino del settore

Un altro tema affrontato nell’intervista riguarda il riordino del gioco pubblico e la necessità di superare la frammentazione normativa che caratterizza oggi il comparto.

“Il primo problema è la frammentazione territoriale. Lo Stato rilascia concessioni nazionali, ma poi l’attività viene spesso condizionata da regole diverse da Regione a Regione e da Comune a Comune: orari, distanziometri, limiti locali non sempre coordinati. Questo crea incertezza, contenzioso e costi, senza garantire automaticamente maggiore tutela”.

Per Rosato, il problema non è avere regole severe, ma regole realmente efficaci.Riordino gioco fisico

“Le regole servono, ma devono essere applicabili, misurabili e rivolte davvero al contrasto dell’illegalità. Se colpiscono solo chi è visibile e autorizzato, mentre chi opera nell’ombra resta indisturbato, non sono regole severe: sono regole inefficaci. Bisogna controllare di più e meglio, ma dentro una cornice semplice, certa, stabile e uguale per tutti”.

“Lo Stato deve tornare a dare una cornice chiara”

Guardando al futuro del comparto, Rosato individua alcune priorità precise per il legislatore.

“Mi aspetto innanzitutto che lo Stato torni a dare una cornice chiara al settore. Il riordino deve superare proroghe, incertezze e norme stratificate, creando regole nazionali stabili e comprensibili. La priorità è completare il riordino, in particolare sulla rete fisica, rafforzare il contrasto all’illegale online con strumenti tecnologici, finanziari e investigativi più rapidi e garantire una tutela sempre più efficace dei consumatori”.

In conclusione, Rosato ribadisce che legalità e tutela sociale non sono in contrapposizione con il mercato regolamentato, ma ne rappresentano il fondamento.

“Non esiste una contrapposizione tra legalità, tutela sociale e mercato regolamentato. Al contrario: un mercato regolato serve proprio a proteggere i cittadini e a togliere spazio all’illegalità. In sintesi: meno ipocrisia, meno frammentazione, più controlli e regole più chiare. Non si combatte il gioco illegale indebolendo quello legale. Si combatte facendo funzionare meglio lo Stato”. sb/AGIMEG