DL Sport: contrasto match-fixing, respinto emendamento Azione su richiesta dati conti e flussi di gioco

Prosegue alla Camera l’esame del DL “Disposizioni urgenti per l’organizzazione e lo svolgimento di grandi eventi sportivi, nonché ulteriori disposizioni urgenti in materia di sport”.

In VII Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera è stato respinto l’emendamento riguardante il match-fixing presentato dalla deputata Valentina Grippo (AZ-PER-RE): “al fine di garantire un più efficace contrasto alle manipolazioni delle competizioni sportive, le procure federali e la Procura generale dello sport possono richiedere direttamente ai concessionari di scommesse autorizzati ogni informazione utile ai fini dei procedimenti disciplinari, inclusi i dati sui flussi di gioco, gli estremi dei conti gioco e le eventuali intestazioni riconducibili, anche indirettamente, a soggetti tesserati o affiliati, nel rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali e della Convenzione di Macolin”.

Accantonato l’emendamento Amato (M5S) 6.1: “Al comma 1, dopo il capoverso 3-quater, aggiungere il seguente: 3-quinquies. Ai fini dell’attuazione dei commi 3-bis, 3-ter e 3-quater i sistemi predittivi possono essere integrati mediante l’uso di intelligenza artificiale e data analytics, attraverso cui ricavare informazioni dai dati che vengono estratti, trasformati e centralizzati al fine di scoprire schemi nascosti, relazioni, tendenze, correlazioni e anomalie, che rilevino transazioni sospette, ampliando il tutto con un « sistema di early warning », in collegamento con l’UIF – Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia per la prevenzione del riciclaggio, di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231”.

Ricordiamo che l’articolo 6 del DL Sport innova la disciplina riguardante il contrasto al fenomeno delle scommesse sportive illecite, prevedendo un regime di scambio di informazioni e di coordinamento tra le autorità amministrative competenti a gestire le scommesse sportive e la Procura Generale dello Sport presso il CONI. cdn/AGIMEG