Prosegue l’attività della Guardia di Finanza di Varese nel contrasto all’evasione e alle frodi fiscali. Questa volta i controlli hanno riguardato il settore degli apparecchi da gioco e intrattenimento, in particolare sale slot e attività collegate.
L’indagine della Guardia di Finanza
L’indagine è stata condotta dai Finanzieri della Compagnia di Luino, che hanno sviluppato un’autonoma attività info-investigativa e di intelligence, concentrandosi sugli operatori economici attivi nel comparto del gioco tramite slot e Vlt.
L’analisi dei dati estrapolati dalle banche dati in uso al Corpo ha permesso di individuare un articolato sistema di frode fiscale grazie al quale i soggetti coinvolti avrebbero sottratto al Fisco gran parte dei redditi prodotti attraverso la costituzione di società in accomandita semplice create ad hoc.
Il meccanismo si basava su continui e fittizi trasferimenti di quote societarie a prestanome di etnia sinica. In alcuni casi, dopo aver assunto formalmente la carica, questi soggetti lasciavano il territorio nazionale per fare rientro in Cina.
Il presunto meccanismo di evasione
I reali gestori delle società, in qualità di soci accomandatari, dichiaravano e versavano le imposte solo sulla propria quota del 10% del reddito. Il restante 90%, formalmente attribuito ai soci accomandanti che si alternavano nel tempo, pur risultando dichiarato non veniva mai assoggettato al pagamento delle imposte dovute.
Secondo gli investigatori, proprio il continuo avvicendamento della compagine societaria avrebbe consentito ai reali dominus del sistema di schermare la propria posizione e sottrarre al Fisco gran parte dei redditi d’impresa.
Base imponibile sottratta e imposta evasa
Gli accertamenti hanno riguardato il periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2024. In questo arco temporale è stata complessivamente sottratta a tassazione una base imponibile pari a 4.715.316 euro, con un’imposta evasa di 1.705.324 euro.
Agli indagati è stata inoltre contestata la violazione dell’art. 131-ter del Testo Unico Bancario, in materia di abusiva attività bancaria. Dall’analisi della copiosa
documentazione bancaria acquisita è infatti emerso che i terminali P.O.S. sarebbero stati utilizzati, di fatto, per consentire prelievi di denaro contante destinati a finanziare nuove giocate alle slot machine presenti negli esercizi.
Sette persone deferite alla Procura
Al termine delle indagini, sette persone sono state deferite alla competente Procura della Repubblica per le ipotesi di reato previste dagli articoli 3 (dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici) e 5 (omessa dichiarazione) del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74.
Le complesse attività di polizia giudiziaria esperite dai Finanzieri hanno consentito all’Autorità Giudiziaria inquirente di emettere il provvedimento di conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell’art. 415-bis c.p.p., avanzando richiesta di rinvio a giudizio per tutti i 7 soggetti indagati.
cdn/AGIMEG


