PVR, presunta raccolta abusiva scommesse: la Procura di Lecce dissequestra i pc

La Procura della Repubblica di Lecce ha disposto il dissequestro delle apparecchiature informatiche sequestrate a un titolare di un PVR, Punto Vendita Ricariche, indagato per una presunta violazione della normativa sulla raccolta abusiva di scommesse. I sette computer, i monitor e gli altri dispositivi sono stati restituiti, consentendo la ripresa dell’attività.

La memoria difensiva e il quadro indiziario

La decisione della Procura interviene, in particolare, a soli sei giorni dal deposito di un’articolata memoria difensiva con istanza di restituzione dei beni sequestrati, con la quale la difesa aveva evidenziato le criticità del quadro indiziario posto a fondamento del sequestro e la mancanza di elementi idonei a dimostrare l’effettivo esercizio di un’attività abusiva di raccolta delle scommesse.

Nello specifico, nel corso delle indagini erano stati valorizzati, tra gli altri elementi, la presenza di credenziali di accesso riferibili ad alcuni conti di gioco, il rinvenimento di una singola ricevuta di scommessa e la presenza di postazioni informatiche all’interno del locale.

In particolare, la difesa – curata dagli Avvocati Ottavio Porto e Maria Valeria Ferrara, entrambi del Foro di Catanzaro – ha sostenuto che tali circostanze, considerate singolarmente e nel loro complesso, fossero pienamente compatibili con l’ordinaria attività svolta da un Punto Vendita Ricariche convenzionato con concessionari autorizzati e non costituissero prova dell’esercizio abusivo della raccolta delle scommesse, contestando, quindi, la sussistenza dei presupposti per il mantenimento del sequestro.

Il richiamo alla sentenza della Corte costituzionale

La difesa – si legge in una nota dei legali – ha inoltre richiamato la sentenza n. 104/2025 della Corte costituzionale, evidenziando che la semplice presenza di computer nei PVR non può più essere considerata automaticamente indice di raccolta abusiva di scommesse.Tribunale

È stato anche sostenuto che la sola assenza della licenza prevista dall’art. 88 del TULPS non è sufficiente a dimostrare un’attività abusiva, essendo necessario accertare concretamente il superamento dei limiti consentiti ai PVR.

La prosecuzione del procedimento

Il provvedimento di dissequestro rappresenta un passaggio significativo nella fase delle indagini preliminari e restituisce all’imprenditore gli strumenti indispensabili per lo svolgimento della propria attività, ferma restando la prosecuzione del procedimento secondo le forme previste dall’ordinamento. cdn/AGIMEG