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UIF, partnership antiriciclaggio: “In Austria partenariato per settore giochi e scommesse”

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Il quarto numero della Rassegna normativa dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF) approfondisce il tema delle partnership pubblico‑privato (PPP) nella prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, a cui si affianca la consueta sintesi dei principali provvedimenti del semestre.

Vengono illustrati i principali modelli di cooperazione operativa e strategica già attivi in diversi Paesi, evidenziando come le PPP migliorino l’efficacia della prevenzione grazie alla condivisione strutturata delle informazioni tra autorità e settore privato. Un focus è dedicato anche alle iniziative italiane e all’evoluzione normativa europea: l’AML Package riconosce formalmente il ruolo delle partnership e definisce un quadro più omogeneo per lo scambio informativo.

PPP strategiche

Austria

“La Financial Intelligence Network Austria (FINA) è una PPP sviluppatasi quale evoluzione di un gruppo di lavoro sulla criminalità finanziaria istituito dal Ministero Federale delle Finanze (BMF) nell’autunno del 2019. Le riunioni, volte a favorire lo scambio di informazioni relative a trend e fenomeni di riciclaggio, sono presiedute congiuntamente dalla FIU austriaca (A-FIU) e dal BMF e vedono la partecipazione di soggetti obbligati e autorità competenti del settore finanziario. Nel 2024 l’A-FIU ha avviato un nuovo sottogruppo del FINA con gli operatori locali nel settore delle criptoattività, il BMF e la polizia. Nello stesso anno è stata lanciata, con la partecipazione del Ministero Federale della Giustizia e di rappresentanti delle categorie delle professioni legali, una nuova iniziativa di PPP volta alla condivisione di schemi di riciclaggio riguardanti tali professionisti. In Austria è presente anche un partenariato pubblico-privato dedicato al settore delle scommesse sportive e del gioco d’azzardo“, si legge nel testo.

Regno Unito

“La JMLIT (ridenominata Joint Money Laundering Intelligence Taskforce+ nel 2021) attualmente vede la partecipazione di oltre 200 membri tra forze dell’ordine, organi di regolamentazione, organismi del settore pubblico, istituzioni finanziarie, società di investimento e assicurative, del settore delle telecomunicazioni, della tecnologia e dei social media, CASP, studi legali e di contabilità, del settore dei giochi e organizzazioni non governative. La PPP opera attraverso due Operations Group, cui partecipano 46 membri tra autorità pubbliche e gruppi bancari30, che consentono lo scambio di informazioni tra autorità e settore privato a supporto delle indagini e lo sviluppo di tipologie di riciclaggio”.

Luglio 2025 – Comprehensive Update on Terrorist Financing Risks

A luglio 2025 il GAFI ha pubblicato il documento Comprehensive Update on Terrorist Financing Risks, volto a illustrare i principali metodi di finanziamento utilizzati dalle organizzazioni terroristiche, i rischi e i trend emergenti e gli elementi di contesto che incidono sull’esposizione al rischio di finanziamento del terrorismo di ciascun paese.

Il rapporto evidenzia che le modalità di finanziamento del terrorismo risultano sempre più diversificate: accanto ai metodi ormai consolidati, come il contante e i circuiti informali quali hawala e servizi similari (HOSSPs), risulta in aumento il ricorso ai servizi bancari online. Si stanno diffondendo inoltre forme di finanziamento attraverso piattaforme digitali quali social media, applicazioni di messaggistica istantanea e siti di crowdfunding, la cui integrazione con servizi di pagamento consente ai finanziatori di disporre donazioni senza l’assoggettamento a forme di adeguata verifica.

Risulta parimenti crescente l’utilizzo di criptoattività e il ricorso a strumenti di offuscamento di tali transazioni (anonymityenhancing tools). Le operazioni di finanziamento sono peraltro sempre più decentralizzate, in prevalenza mediante hub regionali e cellule autofinanziate. Emerge anche la minaccia rappresentata dai cosiddetti lone individuals, che fondano il loro sostentamento su strategie di microfinanza basate su una combinazione di fonti lecite e illecite (gioco d’azzardo, social media, sostentamento familiare, attività criminali minori) particolarmente difficili da intercettare a causa della loro limitata impronta finanziaria. Infine, dal punto di vista geografico, il rapporto identifica l’Africa subsahariana, in particolare il Sahel, come il principale centro di attività delle organizzazioni terroristiche. cdn/AGIMEG

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