Truffe online e riciclaggio, 10 misure cautelari a Crotone. Proventi reinvestiti in criptovalute e conti gioco per ostacolare la tracciabilità del denaro

I Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone hanno eseguito 10 misure cautelari nei confronti di persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alle truffe online, riciclaggio, autoriciclaggio e sostituzione di persona.

Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Crotone su richiesta della Procura, prevede 5 arresti in carcere e 5 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Contestualmente è stato disposto il sequestro preventivo di conti correnti, beni mobili e immobili riconducibili ai proventi illeciti.

I beni sequestrati

Tra i beni sequestrati figurano anche orologi Rolex di lusso, oltre a diverse auto.

Sotto sequestro anche cinque immobili, quote societarie di un’attività operante nell’e-commerce di elettrodomestici, conti correnti, carte di pagamento e somme di denaro. Secondo gli investigatori, alcuni indagati risultavano formalmente nullatenenti o percettori del reddito di inclusione.

Come funzionava il sistema delle truffe online

Le indagini, sviluppate anche attraverso attività di cyber-patrolling, hanno ricostruito un presunto sistema criminale basato sulla pubblicazione di falsi annunci online su marketplace e siti specializzati.

Gli annunci riguardavano trattori agricoli, mini escavatori, pellet, piscine, scooter, minicar elettriche e altri prodotti mai realmente disponibili. Le vittime venivano convinte a versare anticipi tramite bonifico bancario su conti intestati a prestanome o “money mule”.

Secondo l’accusa, il gruppo era organizzato con ruoli precisi: alcuni si occupavano della creazione degli annunci e dei siti web, altri gestivano i contatti con le vittime, mentre altri ancora curavano il trasferimento e il riciclaggio del denaro.

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Gli investigatori hanno accertato l’utilizzo di strumenti digitali per ostacolare la tracciabilità dei soldi. I proventi delle truffe sarebbero stati trasferiti su conti esteri, investiti in criptovalute, trading online e conti gioco oppure utilizzati per acquistare beni di lusso.

Secondo quanto emerso, il gruppo si sarebbe avvalso anche di programmatori informatici all’estero e broker specializzati nelle movimentazioni finanziarie digitali.

125 truffe contestate

Le truffe contestate sarebbero almeno 125 e avrebbero colpito vittime in numerose regioni italiane. In alcuni casi gli indagati avrebbero clonato l’identità di aziende realmente esistenti o si sarebbero finti appartenenti alle Forze dell’Ordine per convincere le persone a effettuare i pagamenti.

Tra le vittime figurano anche anziani, persone fragili, disabili e associazioni onlus, attirate da offerte particolarmente vantaggiose e dalla promessa di prodotti provenienti da aste giudiziarie.

L’indagine è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone.

cdn/AGIMEG