Piazze di spaccio itineranti per sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine: è questo uno degli elementi emersi nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli sul traffico di droga tra Campania, altre regioni italiane e la Spagna. Cocaina e hashish venivano acquistati soprattutto in territorio spagnolo e in Lombardia, per poi essere suddivisi in dosi e distribuiti nell’area del Nolano.
L’operazione ha portato all’emissione di 23 misure cautelari per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Secondo gli inquirenti, la struttura criminale farebbe capo al Clan Russo, storicamente radicato nel territorio fin dagli anni ’80 e già colpito nel novembre scorso da un’operazione con 44 arresti.
Le mani del clan anche sulle scommesse illegali
L’organizzazione operava con una rete consolidata e ramificata, gestendo non solo lo spaccio di droga ma anche altre attività illecite come estorsioni, investimenti immobiliari e scommesse illegali. La gestione del traffico prevedeva un sistema flessibile, con punti di spaccio mobili per evitare controlli e sequestri.
Dalle indagini è emerso anche il reinvestimento dei proventi illeciti in un vero e proprio “welfare criminale”, destinato al sostegno economico degli affiliati e delle famiglie dei detenuti. Un sistema che rafforza la struttura del clan e ne consolida il controllo sul territorio.
L’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli conferma la presenza di un’organizzazione articolata e attiva su scala nazionale e internazionale, capace di adattarsi ai controlli e mantenere un flusso costante di traffico di stupefacenti.
L’attività investigativa prosegue per chiarire ulteriori collegamenti e verificare l’estensione della rete, anche in relazione ai canali delle scommesse illegali e alle possibili interferenze nel consenso elettorale. cdn/AGIMEG










