Tar Emilia-Romagna difende distanziometro di Imola: “Nessun effetto espulsivo per le sale giochi. Disponibili ampie porzioni di territorio per delocalizzare attività”

Il titolare di una sala giochi ha presentato un ricorso al Tar dell’Emilia-Romagna per chiedere l’annullamento delle delibere del Consiglio comunale di Imola aventi per oggetto il regolamento comunale sui giochi e a mappatura, da cui è scaturito il provvedimento di chiusura della sala ricorrente a causa del mancato rispetto della distanza minima da un luogo sensibile.

Il Collegio ha ricordato che “nei casi di mancato rispetto del limite distanziometrico previsto dalla più volte citata legge regionale (ndr L.R. Emilia-Romagna 4 luglio 2013 n.5), i suddetti enti territoriali coinvolti nella vicenda, legittimamente ordinano la chiusura dei locali in cui svolge l’attività di sala gioco/scommesse, lasciando però agli operatori economici interessati un lasso temporale di ulteriori 6 mesi, in cui è loro consentito delocalizzare la sala gioco/scommesse”.

“La L.R. Emilia – Romagna n. 18 del 2016 che ha introdotto i commi 2 e 2 bis all’art. 6 della L.R 5 del 2013, nell’esercizio delle proprie attribuzioni concorrenti in materia di “tutela della salute” (Corte Cost. n. 108/2017), ha dettato infatti limiti di distanza per tutte le sale giochi e scommesse compresi i c.d. “corner” dai c.d. luoghi sensibili ovvero gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, i luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori. Ai sensi della deliberazione della Giunta regionale n. 831/2017 è fatto obbligo ai comuni procedere alla mappatura dei punti di raccolta che non rispettano i suindicati limiti di distanza”.

“Le suddette prescrizioni si applicano dall’entrata in vigore della legge e non sono mirate alla immediata cessazione delle attività, nel relativo procedimento contemplandosi la delocalizzazione mediante il riconoscimento di una specifica tempistica anche per la tutela della continuità occupazionale”.

Secondo il Tar il regolamento di Imola non contiene il cosiddetto effetto espulsivo poiché “vi sarebbero ampie zone edificate dove sarebbe stato possibile dislocare queste attività senza ricadere in alcun divieto di prossimità rispetto a punti sensibili: in particolare, in tutta la parte nord della città, i punti sensibili sono pressoché nulli e le possibilità di allocazione di strutture da gioco sono favorevoli”.

Per questo motivo il Tar dell’Emilia-Romagna ha deciso di respingere il ricorso e confermare la validità dei provvedimenti impugnati. ac/AGIMEG