Riordino gioco fisico, Vaccari (PD): “Non è certo che la riforma vada avanti: più probabile l’ennesima proroga. Dialogo con la maggioranza e Parlamento assente. Sarà un’ulteriore occasione persa a danno di milioni di persone”

In occasione della presentazione della quarta edizione del “Libro nero sull’azzardo”, a cura di CGIL, Federconsumatori e Fondazione ISSCON, è intervenuto Stefano Vaccari (PD), Intergruppo parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo.

La riforma del gioco fisico e le concessioni

Sul percorso di riforma legato alla delega fiscale, Vaccari ha denunciato l’assenza di un confronto reale con il Parlamento e le associazioni di impresa, evidenziando il rischio di un mercato concentrato in poche mani:

“Abbiamo provato, assieme ad altri colleghi, a coordinare alcune azioni sulla riforma contenuta nella delega fiscale e a cercare un dialogo con la maggioranza, con il governo e con le associazioni delle imprese. Dalla maggioranza non è arrivata però alcuna risposta, se non dopo aver realizzato la riforma del gioco online ed essere andati per la propria strada.

Le avvisaglie, oggi piuttosto concrete, erano quelle di soglie molto alte per partecipare al bando per le concessioni sul gioco fisico, soglie che escluderanno dalla partita molte associazioni di impresa e player italiani, a vantaggio di altri player compartecipati da fondi internazionali. Si tratta di soggetti che hanno forse il nome italiano, ma una pluralità di proprietari che italiani non sono: grandi colossi che si divideranno in pochi le concessioni del gioco fisico”.

Vaccari ha aggiunto che il confronto auspicato da tutti, comprese le associazioni di impresa, non si è tenuto:

“Gli incontri si sono svolti in modalità B2B, ascoltando il singolo soggetto. Il MEF ha quindi elaborato una sintesi, oggi a Palazzo Chigi in attesa di una valutazione definitiva prima di approdare alla Conferenza Stato-Regioni per il parere obbligatorio. Resta la questione, sollevata anche in sede di Conferenza, della rivendicazione di una compartecipazione al gettito, che presenta problemi etici e sociali non indifferenti. Da ritorni informali, non è certo che la riforma del gioco fisico vada avanti: più probabile l’ennesima proroga, dato che la scadenza è fissata al 29 agosto 2026″.

La trasparenza dei dati e il ruolo della rete

Vaccari ha posto l’accento sul peggioramento del quadro complessivo della situazione, a partire dal fronte della trasparenza, sottolineando la necessità di un’azione politica coordinata che coinvolga una pluralità di soggetti:

“Il quadro peggiora, non migliora, da tanti punti di vista, a partire da quello della trasparenza. Questo incontro serve anche a ribadire quanto sia necessaria un’azione politica di rete coordinata su questo tema, perché il tema non è solo economico, ma sociale e culturale, e ha bisogno di tanti soggetti che continuino questa battaglia: dal coordinamento di Mettiamoci in Gioco ad Avviso Pubblico, fino agli enti locali italiani, anche loro un pezzo di questa rete”.

La circolare dell’ADM e l’accesso ai dati

Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato la previsione di legge sulla trasparenza dei dati, di fatto resa inefficace da una circolare dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM):

“La legge delega fiscale conteneva, su nostro emendamento, una previsione specifica sulla trasparenza dei dati per i soggetti del terzo settore e per i comuni, che hanno a che fare con le conseguenze dell’impatto dell’azzardo sul territorio. Quella previsione di legge è stata disinnescata da una circolare del direttore dell’ADM del 13 maggio 2025, con cui si disponeva a tutte le sedi periferiche di non concedere alcun dato sull’attività del gioco d’azzardo nel Paese per problemi di privacy. È stato scritto nero su bianco, contro una previsione di legge che invece obbligava a mettere a disposizione quei dati, peraltro fornibili in tempo reale senza particolari elaborazioni”.

La riduzione dell’offerta

Vaccari ha richiamato la necessità di una riforma orientata alla riduzione dell’offerta, in continuità con il percorso avviato nella XVII legislatura.

“Una qualsiasi riforma del gioco nel nostro Paese deve affrontare la quantità di offerta, che va ridotta e regolata diversamente, come già prevedeva la riforma arrivata vicinissima all’approvazione nella XVII legislatura, coordinata dall’allora sottosegretario Baretta. In quella riforma, così come nella legge che ho depositato a inizio di questa legislatura, è prevista una riduzione complessiva dell’offerta, non un suo ampliamento come è avvenuto fino ad oggi.

La politica deve assumersi la responsabilità del proprio fallimento, dimostrato anche dal vostro quarto rapporto: sono state demolite le difese e gli strumenti che da otto-nove anni provavano a contrastare l’impatto dell’azzardo sulle persone, attraverso progetti realizzati con comuni e regioni, con poche risorse, sul fronte della ludopatia e della prevenzione”.

Pubblicità e prediction market

Sul fronte della pubblicità, Vaccari ha denunciato l’elusione del divieto e ha posto l’attenzione sul caso Polymarket:

“Il fallimento si è riproposto anche sul tema della pubblicità: il divieto previsto dalla legge è stato eluso, e si è arrivati alla sponsorizzazione da parte di una piattaforma di prediction market come Polymarket, che rischia di approdare anche alla Lega Calcio dopo aver sponsorizzato la Lazio con una cifra, 60 milioni di euro, che non corrisponde nemmeno al valore di quella società.

Si tratta di un’elusione della legge, perché queste non sono piattaforme di scommesse, normate nel nostro Paese dalle concessioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: sono acquisti di probabilità quotate relative a un determinato evento. Per questo non sono legali in Italia. Operano peraltro non con monete fisiche, ma spesso con bitcoin, con effetti molto diversi: non sono controllabili in alcun modo, né trasparenti”.

Riordino gioco fisico

La criminalità organizzata e la tutela dei minori

In chiusura, Vaccari ha richiamato i rischi legati alle infiltrazioni della criminalità organizzata e alla salute dei minori.

“Sarà l’ennesima occasione persa a danno di milioni di persone, che saranno colpite dalle conseguenze di un aumento dell’offerta e da una degenerazione legata anche alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Lo abbiamo studiato nella XVII legislatura: le organizzazioni criminali, in particolare la ‘ndrangheta, sono arrivate prima di tutti e continueranno a operare, spesso impunemente, se non fosse per magistrati e forze dell’ordine che, come diceva Falcone, seguono il filo dei soldi.

Il guaio più grosso è che, moltiplicando le offerte di gioco spesso illegali, si mette a rischio anche la salute dei minori, e qui la responsabilità dello Stato è ancora maggiore. Il lavoro svolto con il Libro nero va valorizzato e divulgato, perché serve continuare un’azione politica e una battaglia culturale, non contro qualcuno, ma per costruire l’idea di uno Stato che affronti queste questioni senza mettere davanti sempre e solo l’invarianza del gettito di bilancio, bensì l’interesse e il futuro di milioni di persone”.