Le storiche famiglie della mafia italoamericana – Gambino, Genovese, Bonanno, Lucchese e Colombo – tornano sotto i riflettori in un’inchiesta che intreccia basket professionistico, gioco d’azzardo e criminalità organizzata. Come riportato dal quotidiano Domani, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso nota una doppia indagine federale che ha scosso il mondo della Nba.
Secondo quanto emerso, un vasto sistema di scommesse truccate e tornei di poker manipolati avrebbe fruttato milioni di dollari, coinvolgendo anche nomi noti del basket americano. Tra i 34 indagati figurano infatti Chauncey Billups, coach dei Portland Trail Blazers, e Terry Rozier dei Miami Heat, accusati di frode e riciclaggio.
Ma, come sottolinea Domani, la vera novità dell’inchiesta è il ritorno delle famiglie mafiose italoamericane nei business legati al gioco d’azzardo, in collaborazione con la ’ndrangheta calabrese. Gli investigatori federali parlano di un’alleanza insolita e redditizia, capace di generare circa sette milioni di dollari tra scommesse e tavoli di poker truccati. “Non sono più plateali come ai tempi di Gotti – ha dichiarato l’agente Fbi Mike Mullahy – ma La Cosa Nostra è ancora viva e vegeta nell’area di New York”.
Le nuove organizzazioni, spiega il quotidiano, hanno abbandonato i metodi violenti e gerarchici del passato per concentrarsi su affari più discreti e ramificati, che spaziano dalla logistica alla finanza criminale, passando per edilizia e ristorazione.
Restano però gioco d’azzardo e scommesse i settori di punta: attività che, sin dai tempi di Lucky Luciano, rappresentano una delle principali fonti di potere e controllo sociale per le famiglie mafiose. sm/AGIMEG










