Home Attualità Stanleybet.news, Carlo Pellegatti a Belle Storie: “A Berlusconi devo tutto, un onore per me entrare in Mediaset”

Stanleybet.news, Carlo Pellegatti a Belle Storie: “A Berlusconi devo tutto, un onore per me entrare in Mediaset”

Poster promozionale: intervista esclusiva a Carlo Pellegatti; presentatore con microfono accanto a ritratto circolare dorato di Pellegatti.Poster promozionale: intervista esclusiva a Carlo Pellegatti; presentatore con microfono accanto a ritratto circolare dorato di Pellegatti.

Nuova puntata di Belle Storie, format di Stanleybet.news dedicato alla Serie B e ai suoi protagonisti. Giovanni Remigare, per l’occasione, ha intervistato Carlo Pellegatti, noto giornalista sportivo.

“Mi dicevano che quando facevo le radiocronache a lui piaceva molto la mia passione, il mio modo di raccontare la partita, e abbassava la televisione per sentire la mia voce, quindi ero conosciuto. Io a Berlusconi devo tutto perché a un certo punto, dopo un anno di collaborazione con Mediaset, grazie anche a un’altra persona a cui devo molto, Marino Bartoletti che mi ha voluto là, mi hanno detto “Vieni a fare ‘Qui studio a voi stadio’ – trasmissione che ha vinto anche il Telegatto di TeleLombardia – a Mediaset” e l’ho fatta per un anno”.

L’importanza di Berlusconi nel Milan

“Coloro che dicono ‘Mancano i soldi di Silvio Berlusconi’ sono degli sciocchi perché non mancano i soldi di Silvio Berlubsconi. È chiaro, ha investito, ha investito tanto e ha investito bene, ma mancano le idee, i dettagli, le particolarità, il modo di fare, questo è quello che manca. Chi si limita a dire che non ci sono più i ‘Paperon de’ Paperoni’, conoscendo Silvio Berlusconi, non ci ha capito niente e non capendo non pensa ai dettagli ma pensa solo al denaro, che serve nel calcio, indubbiamente, ma servono soprattutto le idee. Lui, sia che si vincesse sia che si perdesse, andava sempre prima a salutare tutti i giocatori e l’allenatore della squadra avversaria bussando alla porta dello spogliatoio. Ecco, queste cose saranno anche piccoli dettagli, però lui nei dettagli è sempre stato formidabile”.

“Silvio Berlusconi manca anche come imprenditore, come rapporti con le persone: non ci ha mai chiamati dipendenti, sempre suoi collaboratori. Una grande lezione di vita. Sempre molto educato, molto gentile”.

Pellegatti: “I miei 25 anni a Mediaset”

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Il racconto di Pellegatti prosegue. “Sono andato dal signor Adriano Galliani e gli ho detto che mi sarebbe piaciuto andare definitivamente a Mediaset, lui mi rispose “Va bene, ne parlo con il Dottore” – perché per noi non era il Presidente, Silvio Berlusconi per noi vecchi di Mediaset era ‘il Dottore’, mai il Presidente. Finché Ettore Rognoni, un altro dirigente apicale di Mediaset, mi disse “Il Dottore ha detto va bene” e quindi è stato un giorno molto felice. E io me li sono gustati tutti i miei 25 anni e passa a Mediaset perché per me è sempre stato un onore entrare a Mediaset”.

Gli anni d’oro del Milan

“Ho fatto prendere la multa a Crespo perché eravamo in un albergo davanti a Scilla e Cariddi, il Milan doveva giocare con la Reggina. Lui è venuto per fare questa intervista che dura un minuto e mezzo però è arrivato un po’ in ritardo da me, si è seduto a tavola, nel frattempo ha preso una multa per causa mia. Ma non è che si è arrabbiato con me… E poi ho un aneddoto su Van Basten. Sono stato recentemente ad Amsterdam – vi dico questo che non sa nessuno – dove ho doppiato la serie “Basta” prodotta da una tv olandese tratta dalla sua autobiografia. Un attore interpretava Van Basten e io ho doppiato dei gol di Marco alla mia maniera. Cercherò di farmi invitare alla première ai primi di settembre. Con Van Basten siamo stati un po’ a parlare ma poi lui mi ha anche scritto. C’è un bel rapporto con lui come con Kakà, con Seedorf, con tutti. Mi vogliono tutti bene perché mi sono sempre comportato bene” ha concluso. sm/AGIMEG

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