SiGMA World 2026, D’Angelo (SAPAR): “Più tasse sulle slot riducono i margini delle imprese, mettono a rischio l’occupazione e favoriscono l’illegalità”

Nel corso della prima giornata del SiGMA World 2026, in programma a Fiera Roma, è intervenuto Sergio D’Angelo, presidente di SAPAR, durante il panel “Sopravvivere al nuovo mercato: i piccoli operatori retail possono ancora competere?”.

“Si poteva fare di più con questa manovra. Ancora una volta, le misure intervengono sugli apparecchi automatici di intrattenimento, la cui attività prevalente è legata proprio all’intrattenimento e non alla vincita in denaro. Eppure, ogni volta che si devono reperire risorse, si attinge da questo comparto. I 30 miliardi che verranno prelevati contribuiscono alle casse dello Stato per oltre il 50%. Un ulteriore aumento della tassazione rischia di mettere in crisi l’intera filiera: l’1% corrisponde al 10% del cassetto e riduce la marginalità delle imprese, con possibili ricadute anche sull’occupazione.

Le aziende affiliate a SAPAR rappresentano un presidio di legalità su tutto il territorio nazionale. Negli ultimi anni il commercio si sta spostando dai punti vendita fisici all’online e assistiamo a una desertificazione commerciale nelle città. La criminalità segue questi cambiamenti e si orienta verso il mercato digitale. In passato operava dietro la filiera fisica ed era più visibile; oggi, nel contesto virtuale, è molto più difficile da intercettare per le forze dell’ordine.Evento Sigma

È certamente necessario innovarsi. Negli altri Paesi la tecnologia avanza e dobbiamo seguire lo stesso percorso. Il SiGMA offre agli operatori nazionali l’opportunità di confrontarsi con quelli internazionali. Le esperienze e le conoscenze acquisite attraverso questo confronto potranno poi essere condivise con ADM, le forze dell’ordine e la politica.

Il territorio assume un’importanza sempre maggiore e bisogna sostenere chi offre gioco legale. Quando le attività chiudono, si lascia spazio all’illegalità, con conseguenze negative per la filiera e per lo Stato. È quindi fondamentale che istituzioni e operatori collaborino per individuare le soluzioni più efficaci. Lo Stato dovrebbe inoltre chiedere alle banche di predisporre conti dedicati al deposito delle somme degli operatori, considerando che il 60% degli incassi viene destinato all’Erario. Gli istituti di credito a partecipazione statale dovrebbero quindi agevolare gli imprenditori del gioco attraverso l’apertura di conti correnti specifici”, ha concluso. fp/AGIMEG