Home Attualità SiGMA 2026, Gnazzi (Admiral Pay): “Cashless è il futuro anche per il retail, ma la normativa su POS è indietro”

SiGMA 2026, Gnazzi (Admiral Pay): “Cashless è il futuro anche per il retail, ma la normativa su POS è indietro”

Man in a dark suit and blue tie sits on a panel stage, holding a microphone against a pink-purple backdrop with SIGMA WORLD logos.

Nel corso della seconda giornata del SiGMA World 2026, in programma oggi, 4 novembre, a Fiera Roma, Raffaele Gnazzi, Amministratore delegato di Admiral Pay, è intervenuto nel panel “Innovazione nei pagamenti contro la criminalità finanziaria e il riciclaggio di denaro”.

“Il decreto legislativo 41/2024 ha introdotto importanti novità per i pagamenti online. Da anni si attendeva una disciplina uniforme. Tuttavia, nonostante l’introduzione di limiti ai prelievi, che richiedevano anche una minore attenzione sul piano regolatorio, l’ultima determina ADM sulle ricariche in contanti, con il limite di 100 euro, ha rappresentato una delusione.

Probabilmente ci si aspettava una regolamentazione tecnica precisa, che non lasciasse dubbi interpretativi agli operatori. Così non è stato. La determina riapre la possibilità di utilizzare strumenti non tracciati, prevedendo soltanto l’identificazione del cliente. Non è possibile sapere da dove arrivino e dove vadano i soldi. Questo rappresenta un rischio per gli operatori di gioco, perché i controlli saranno effettuati dalla Guardia di Finanza e dalla Banca d’Italia, e non da ADM, con il conseguente rischio di sanzioni per riciclaggio.evento sigma

Come Admiral Pay e come gruppo Novomatic investiamo molto in tecnologia. Crediamo che il cashless rappresenti il futuro anche per il retail. Tutto questo sarà possibile, però, soltanto se il regolatore comprenderà le esigenze della clientela. Su questo aspetto siamo ancora indietro, considerando che nelle gaming hall è tuttora vietato l’utilizzo dei POS.

Le segnalazioni UIF rappresentano un ottimo segnale, ma c’è un tema da affrontare: nel gioco fisico le segnalazioni sono successive alle operazioni, mentre nell’online esiste la possibilità per il prestatore di servizi di pagamento di effettuare un blocco preventivo. Si torna quindi al problema di partenza: se riapriamo la possibilità di utilizzare strumenti non tracciati, rischiamo di riproporre le stesse criticità”, ha concluso. fp/AGIMEG

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