Settore giochi e Manovra 2027, Pedrizzi: “L’aumento del PREU è un rischio per lo Stato e le imprese”

L’atmosfera che si respira tra gli operatori del settore del gioco pubblico alla vigilia del varo della Legge di Bilancio è segnata da sconforto e incertezza. A gravare sulle prospettive della filiera è l’ipotesi di un nuovo incremento dell’1% del Preu (Prelievo Erariale Unico) su AWP e VLT, misura che rischierebbe di mettere a dura prova la tenuta economica delle imprese del comparto. Lo ha sottolineato Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, in un articolo pubblicato sul quotidiano La Discussione.

La situazione risulta complessa a causa del mancato completamento della Riforma del gioco fisico, rimasta in stallo dopo la scadenza dei termini per la delega fiscale del 29 agosto. Mentre il riordino del gioco online è stato completato, il testo dedicato agli apparecchi sul territorio — pur approvato in sede di Conferenza Unificata — non ha proseguito il suo iter. Senza un quadro normativo certo su orari, distanziometri e licenze, l’unica strada percorribile appare l’ennesima proroga delle concessioni per Bingo, scommesse e slot, con il rischio di prolungati contenziosi territoriali a vantaggio del mercato illegale.

Le cause dello stallo: tra burocrazia e divisioni della filiera

Il blocco della Riforma del gioco fisico è riconducibile a diverse dinamiche concorrenti, secondo Pedrizzi:

  • “Quella che ho definito in più occasioni pubbliche «la metodologia del bunker», cioè la chiusura di chi ha gestito tutto l’iter della riforma nei confronti della intera filiera del gioco, cioè dei diretti interessati, ma anche di centri di ricerca, di università, di esperti che avrebbero potuto fornire dati e suggerimenti sul piano tecnico e scientifico.

  • la divisione delle regioni amministrate dal centro destra, che avrebbero potuto parlare con una sola voce, se qualcuno le avesse consultate, facendo salire il livello della discussione da quello tecnico a quello politico;
  • il proibizionismo becero delle forze di opposizione;
  • le contrapposizione e frammentazione della rappresentanza dei concessionari e della intera filiera, che è andata ad ordine sparso;
  • il condizionamento di settori dell’opinione pubblica (parte del mondo cattolico) su alcuni esponenti del governo sensibile al consenso;
  • la divisione all’interno delle stesse forze pur attente alla libertà del mercato;
  • la mancanza di coraggio e la psicosi del voto all’orizzonte”.

Le prospettive di rilancio: trasparenza e revisione dei parametri

Nonostante lo stallo generale, emergono segnali istituzionali per una revisione sostenibile del comparto.

Il Senatore Massimo Garavaglia, Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, ha ribadito l’importanza del controllo sociale e della trasparenza, evidenziando come gli apparecchi fisici nei locali garantiscano un presidio territoriale e una tracciabilità superiori rispetto ai rischi dell’infosfera e delle piattaforme digitali.

Parallelamente, Mario Lollobrigida, Direttore Centrale Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), ha prospettato l’opportunità di aumentare il payout degli apparecchi contestualmente a una riduzione del PREU, intervento già sperimentato in passato senza impatti negativi sul gettito complessivo nel medio periodo.Manovra 2027 relazione tecnica e stime del gettito di slot e VLT

La proposta: aumento del payout e taglio del PREU per salvare le AWP

Il segmento AWP (Amusement with Prizes) evidenzia un calo costante della raccolta, con ripercussioni sul gettito fiscale garantito allo Stato. Per invertire il trend si propone una manovra articolata su due elementi:

  • “Un aumento del 5% del payout (percentuale di restituzione in vincite al giocatore), per rendere il prodotto nuovamente attrattivo.
  • Una contestuale riduzione del PREU (Prelievo Erariale Unico), per garantire la sostenibilità economica dell’operazione per la filiera”.

La misura non punta a incrementare i volumi complessivi di gioco, bensì a riequilibrare la domanda all’interno del mercato legale. Trattandosi di un prodotto a più alta contribuzione percentuale rispetto ad altri comparti, la stabilizzazione delle AWP rappresenta un intervento di salvaguardia del gettito erariale.

“La contribuzione alle casse dello Stato derivante dal prodotto AWP è percentualmente superiore rispetto alla maggior parte degli altri prodotti di gioco presenti sul mercato. Di conseguenza, arginare il calo delle AWP e favorirne il rilancio competitivo si traduce in una misura di salvaguardia fiscale. La rivitalizzazione del comparto andrebbe primariamente, e in modo diretto, nell’esclusivo interesse delle casse erariali”, sottolinea Pedrizzi.

Il precedente storico: il caso SuperEnalotto (2014-2015)

L’intervento proposto trova un precedente normativo nell’articolo 1, comma 650, della Legge n. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015). In quella circostanza, a fronte della perdita di attrattiva del SuperEnalotto, il Legislatore attribuì al Ministero dell’Economia e delle Finanze la facoltà di modificare i parametri del gioco (payout e prelievo) per tutelare i valori patrimoniali pubblici. Con il successivo Decreto Ministeriale del 18 settembre 2015, l’innalzamento del payout al 60% portò al rapido rilancio della raccolta e alla messa in sicurezza delle entrate dello Stato.

“Quella soluzione fu gestita da un grande esperto del settore dei giochi che anche attualmente potrebbe svolgere un prezioso ruolo per esperienza e competenza”, ha concluso. cdn/AGIMEG