Si chiude con una formula d’assoluzione piena il caso giudiziario nato attorno a un flusso anomalo di giocate su una partita di calcio del campionato di Serie B greca. Il Tribunale di Rimini ha stabilito che “il fatto non sussiste” per i quattro imputati coinvolti nell’inchiesta, disponendo la restituzione delle somme sequestrate per un totale di 313.000 euro di vincite.
Il caso: la rimonta sospetta e i sistemi di alert
I fatti risalgono al 17 febbraio 2019, quando la partita tra Apollon Larissa e Aiginiakos si concluse con un’inaspettata vittoria in rimonta dei padroni di casa per 3-2. Un risultato esatto bancato con una quota molto alta, pari a 27 a 1.
Le giocate sul match incriminato non erano singole ma inserite all’interno di “sistemi” combinati con altri eventi dall’esito quasi scontato. Una strategia pensata, secondo l’accusa, per eludere i sistemi di alert automatici delle agenzie. In un solo centro scommesse del Riminese vennero registrate ben 191 giocate sulla medesima gara.
L’anomalia aveva spinto quattro agenzie della provincia (due a Rimini e due a Riccione) a: bloccare immediatamente i pagamenti dei ticket vincenti; segnalare l’accaduto alla Guardia di Finanza, ai Monopoli di Stato e alla Federazione calcistica ellenica.
Le accuse della Procura e il crollo della frode sportiva
Le indagini delle Fiamme Gialle del Comando provinciale di Rimini avevano portato a processo quattro persone – un 38enne brindisino residente a Rimini, due cittadini albanesi residenti a Riccione e un 57enne riminese – accusate di aver gonfiato artificialmente le percentuali di vincita piazzando le puntate anche in orario notturno.
Inizialmente, il teorema accusatorio ipotizzava persino la frode sportiva, sostenendo che gli imputati avessero contattato o avvicinato calciatori delle due squadre greche promettendo denaro per alterare il risultato. L’ipotesi, tuttavia, non ha trovato alcun riscontro probatorio, portando lo stesso Pubblico Ministero a chiedere l’assoluzione per tale reato.
A distanza di 7 mesi dalle richieste di condanna del PM (che oscillavano tra i 2 anni e i 2 anni e 9 mesi per tre dei quattro imputati), il giudice ha respinto del tutto l’impianto accusatorio.
La sentenza: assoluzione e restituzione delle vincite
La decisione del Tribunale di Rimini ha scagionato completamente tutti gli imputati.
I punti chiave della sentenza:
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Assoluzione con formula piena: “il fatto non sussiste”;
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Dissequestro del montepremi: restituzione dei 313.000 euro di vincite congelati nel 2019;
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Rigetto dei risarcimenti: no alle richieste di danni per ulteriori 110.000 euro avanzate dalle agenzie di scommesse costituite parte civile.
cdn/AGIMEG










