“Oltre la metà delle segnalazioni di scommesse sospette emesse da ULIS nello scorso trimestre riguardava competizioni che la maggior parte delle persone non guarda mai”. E’ quanto ha specificato Luca Esposito Poleo, Executive Director at World Lottery Association (WLA).
Secondo gli ultimi dati diffusi dall’ULIS (United Lotteries for Integrity in Sports), oltre il 51,5% delle segnalazioni per scommesse anomale registrate tra luglio e settembre ha riguardato le serie minori e i campionati giovanili.
Nello specifico, su un totale di 305 alert registrati nel trimestre, ben più della metà ha interessato eventi lontani dai grandi media e dal pubblico di massa.
Perché i truccatori di partite mirano alle serie minori?
Le ragioni di questa concentrazione verso il basso della piramide sportiva sono principalmente tre, ha:
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Scarsa copertura mediatica: la mancanza di telecamere e attenzione pubblica rende più facile far passare inosservate anomalie di gioco o comportamenti sospetti in campo.

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Stipendi ridotti: nei tornei di serie inferiori e nei campionati giovanili, i compensi per atleti e tesserati sono spesso modesti, rendendo i protagonisti più vulnerabili a tentativi di corruzione o intimidazione.
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Sistemi di sicurezza in fase di sviluppo: i protocolli anti-frode e i presidi di integrità sono solitamente meno strutturati rispetto alle massime divisioni professionali.
Una nuova sfida per la tutela dello sport
I dati emersi dimostrano un cambio di paradigma fondamentale per gli organi di vigilanza: concentrare i controlli solo sui grandi tornei di vertice non basta più. “Monitorare solo il vertice della piramide non è più sufficiente”, ha concluso Luca Esposito Poleo. cdn/AGIMEG