Ippica, Tar Lazio: legittimo il calendario delle corse 2025. Respinto il ricorso sulle giornate assegnate a Bologna e Cesena

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato contro il calendario nazionale delle corse legate all’ippica per il 2025, nella parte riguardante le giornate assegnate agli ippodromi di Bologna e Cesena.

Come riporta Agimeg – con la sentenza numero 14334/2026, pubblicata il 20 agosto, i giudici della Quarta Sezione Quater hanno ritenuto legittime le scelte compiute dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, confermando i provvedimenti adottati per la programmazione delle corse e dei relativi montepremi.

Il contenzioso riguardava la riduzione delle giornate attribuite all’ippodromo dell’Arcoveggio di Bologna e il mancato ripristino, per l’ippodromo del Savio di Cesena, del numero di riunioni riconosciuto in precedenza.

Le contestazioni sulle giornate di corse

Secondo la parte ricorrente, il calendario predisposto dal MASAF sarebbe stato illogico e contraddittorio rispetto alla nuova classificazione nazionale degli ippodromi.

Nel modello elaborato attraverso il sistema Analytic Hierarchy Process, l’ippodromo di Bologna era risultato al terzo posto tra gli impianti italiani dedicati al trotto, preceduto soltanto da Napoli e Milano. Cesena aveva invece ottenuto la nona posizione.

La società che gestisce i due impianti riteneva quindi ingiustificata la riduzione delle giornate, sostenendo che altri ippodromi collocati più in basso nella graduatoria non avessero subito tagli analoghi.

Il ricorso denunciava una presunta contraddizione tra la classificazione degli ippodromi e il calendario delle corse, oltre alla violazione dei principi di ragionevolezza e buon andamento dell’attività amministrativa.

Le contestazioni erano state successivamente estese, attraverso motivi aggiunti, anche al decreto MASAF del 18 aprile 2025 che aveva modificato il calendario nazionale senza cambiare le decisioni relative a Bologna e Cesena.

Il Tar: la graduatoria non determina automaticamente le giornate

Il Tar ha respinto questa impostazione, sottolineando che la classificazione costituisce uno degli strumenti utilizzati per programmare il settore, ma non determina automaticamente il numero delle giornate da assegnare a ciascun ippodromo.

La predisposizione del calendario deve infatti tenere conto di diversi elementi, tra cui:

  • le risorse finanziarie disponibili;
  • il rapporto tra costi e benefici;
  • la necessità di garantire un montepremi medio adeguato per ogni corsa;
  • la distribuzione territoriale delle riunioni;
  • l’esigenza di evitare sovrapposizioni tra ippodromi vicini che praticano la stessa specialità;
  • la maggiore concentrazione delle corse nei fine settimana;
  • la capacità operativa dei singoli impianti.

Il Ministero dispone quindi di un margine di discrezionalità nella distribuzione delle giornate, purché le decisioni risultino coerenti con gli obiettivi generali della programmazione ippica e con le risorse stanziate.

Ippica, calendario considerato adeguatamente motivato

Il Collegio ha ricordato che il calendario nazionale delle corse costituisce un atto amministrativo generale e, come tale, non è sottoposto all’ordinario obbligo di motivazione previsto dalla legge 241/1990.

Nonostante ciò, secondo i giudici, i provvedimenti impugnati e le relazioni tecniche allegate contenevano motivazioni sufficienti a spiegare le scelte compiute dal MASAF.

Il calendario è stato costruito perseguendo un equilibrio tra funzionalità delle corse, sviluppo agonistico, disponibilità finanziarie e valore dei montepremi. L’obiettivo dichiarato era inoltre garantire una distribuzione il più possibile omogenea dell’attività tra le diverse aree geografiche e assicurare una programmazione stabile agli operatori.

La documentazione ministeriale ha quindi consentito, secondo il Tar, di ricostruire le ragioni alla base dell’assegnazione delle giornate e delle date dei principali Gran Premi di trotto e delle maggiori corse di galoppo.

Scommesse e sovvenzioni agli ippodromi

Nella sentenza viene ricostruito anche il sistema di finanziamento delle società di corse. Le sovvenzioni riconosciute agli ippodromi rappresentano la remunerazione dei servizi di organizzazione delle corse, gestione degli impianti e produzione delle riprese televisive.

Le risorse vengono corrisposte dal Ministero attingendo anche ai proventi delle scommesse ippiche.

Il precedente sistema di calcolo, conosciuto come “metodo Bellanova”, prendeva in considerazione diversi parametri, tra i quali le giornate disputate, il numero dei cavalli partenti, i Gran Premi organizzati, la qualità delle immagini televisive e l’ammontare delle scommesse raccolte sul campo e attraverso la rete.

Dal 2025 è stato introdotto un nuovo modello, collegato anche alla classificazione degli ippodromi, con l’obiettivo di rendere maggiormente coerenti le potenzialità degli impianti, l’attività loro assegnata e la relativa remunerazione.

La capacità operativa degli impianti

Il Tar ha ritenuto legittimo il criterio con cui il MASAF ha valorizzato la reale capacità degli ippodromi di organizzare le corse assegnate, garantire il livello tecnico delle riunioni e mantenere adeguate le strutture.

Secondo il Collegio, una distribuzione fondata esclusivamente sul numero delle singole giornate potrebbe produrre effetti distorsivi e differenze ingiustificate tra le società di corse.

Il modello deve invece utilizzare parametri certi e verificabili, consentendo una distribuzione più omogenea delle risorse e una maggiore stabilità per gli operatori del comparto.

Ricorso respinto e spese compensate

Alla luce di queste considerazioni, il Tar del Lazio ha respinto sia il ricorso principale sia i successivi motivi aggiunti, confermando il calendario delle corse ippiche per il 2025 e le modifiche successivamente approvate.

Le spese del giudizio sono state compensate tra le parti, in considerazione della novità delle questioni esaminate.

Il decreto MASAF del 23 dicembre 2024 aveva approvato il calendario 2025 comprensivo dei montepremi e degli stanziamenti destinati agli ippodromi.

La decisione si inserisce nel più ampio contenzioso relativo alla nuova classificazione degli impianti, ai calendari e al sistema delle sovvenzioni, già approfondito da Agimeg in occasione degli altri ricorsi contro i provvedimenti del MASAF. sb/AGIMEG