“Il nuovo caso di giocatori che scommettevano ha coinvolto in maniera sbagliata il gioco legale. Qualche politico, sempre la solita parte, del Movimento 5 Stelle ha subito preso la palla al balzo per attaccare il gioco legale e questo è sbagliato”. E’ quanto ha commentato Fabio Felici, direttore di Agimeg.
“Il gioco legale in tutto questo non c’entra niente. I giocatori scommettevano sui siti illegali perché su quelli legali non lo potevano fare. Se fossi un operatore prenderei spunto proprio da questo per dire: fate fare pubblicità al gioco legale, perché in questo modo si può distinguere bene gli operatori illegali da quelli legali. Un attacco quindi che non ci doveva essere sul gioco legale che non c’entra niente”.
Scommesse illegali: cosa è successo
Un articolato sistema di scommesse illegali online è al centro di una vasta indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Milano, che ha portato al sequestro di oltre 1,5 milioni di euro e al coinvolgimento di diversi calciatori di Serie A. L’operazione, coordinata dai PM Paolo Filippini e Roberta Amadeo della Procura di Milano, ha portato all’emissione di un decreto di sequestro preventivo nei confronti di cinque persone fisiche e una società, la “Elysium Group srl”, per i reati di esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse, riciclaggio e responsabilità amministrativa degli enti.
Al centro dell’indagine un meccanismo sofisticato: i debiti di gioco venivano saldati tramite una gioielleria milanese, utilizzata come “banca occulta”. I bonifici venivano effettuati dai giocatori con la causale dell’acquisto di orologi di lusso – principalmente Rolex – che però non venivano mai ritirati, restando nella disponibilità degli organizzatori delle scommesse. La misura cautelare degli arresti domiciliari è stata richiesta per i due presunti gestori delle piattaforme illegali e per i tre amministratori della gioielleria.
Secondo gli inquirenti, il sistema prevedeva anche l’uso di prestanome, che mettevano a disposizione carte PostePay, conti Revolut e correnti bancari per movimentare denaro destinato al saldo dei debiti. Le transazioni, tra bonifici e contanti, sono state quantificate in oltre 700.000 euro. Inoltre, alcuni scommettitori avrebbero promosso attivamente le piattaforme, ottenendo bonus o riduzioni dei propri debiti.
Tra gli indagati figurano almeno dodici calciatori di Serie A, tra cui Sandro Tonali (oggi al Newcastle), Nicolò Fagioli (attualmente alla Fiorentina), Alessandro Florenzi, Nicolò Zaniolo, Mattia Perin, Weston McKennie, Leandro Paredes, Angel Di Maria, Raoul Bellanova, Samuele Ricci, Cristian Buonaiuto, Matteo Cancellieri e Junior Firpo. Coinvolto anche il tennista Matteo Gigante, oltre a una decina di altri soggetti non sportivi. Nessuno dei calciatori risulta aver scommesso su partite di calcio, ma piuttosto su poker online o altri giochi online. Tuttavia, per alcuni di loro emerge anche un ruolo attivo nella promozione delle piattaforme, attraverso l’apertura di conti gioco per altri colleghi e la trasmissione di fondi.
Dal punto di vista penale, i calciatori potrebbero chiudere la propria posizione tramite oblazione, pagando cioè metà del massimo dell’ammenda prevista. Ma le conseguenze più rilevanti potrebbero arrivare sul piano disciplinare: la Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, ha infatti annunciato la trasmissione degli atti alla Procura Federale della FIGC, che valuterà l’eventuale applicazione di sanzioni sportive.
La vicenda ha acceso l’attenzione anche a livello politico. Il senatore di Fratelli d’Italia Filippo Melchiorre, membro della Commissione parlamentare antimafia, ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, ricordando che il Comitato antimafia lavora da mesi per fare luce sulle infiltrazioni mafiose nello sport: «Lo Stato c’è, la politica è vigile. Fratelli d’Italia è in prima linea per garantire legalità e trasparenza, anche nel mondo del calcio». sb/AGIMEG









