Home Scommesse Basket Stati Uniti, scandalo scommesse NBA: l’ex giocatore Damon Jones si dichiara colpevole per frode

Stati Uniti, scandalo scommesse NBA: l’ex giocatore Damon Jones si dichiara colpevole per frode

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L’ex cestista Damon Jones è il primo dei 34 imputati a patteggiare nell’inchiesta federale statunitense sulle scommesse illegali legate al basket professionistico e sul giro di partite di poker truccate. La dichiarazione di colpevolezza è stata resa martedì davanti alla corte federale di Brooklyn.

Jones ha ammesso due capi d’accusa di cospirazione per frode telematica, contestati lo scorso autunno dalla Procura federale del Distretto Est di New York: il primo riguarda lo schema di scommesse sportive sull’NBA, il secondo la partecipazione ad un giro di poker truccato

Le soffiate sui Lakers e LeBron James

Dopo una carriera di undici stagioni in NBA e guadagni superiori a 21 milioni di dollari, Jones avrebbe sfruttato il suo status di ex professionista per veicolare informazioni riservate a un gruppo di scommettitori attivi sulle gare della lega.

Davanti al giudice ha riconosciuto di aver “fornito informazioni privilegiate” grazie ai contatti maturati nell’ambiente cestistico. Secondo l’accusa, durante il periodo trascorso come assistente coach ai Los Angeles Lakers, lo sportivo avrebbe ceduto dati non pubblici relativi a giocatori di vertice della franchigia, comprese notizie riguardanti il celebre cestista LeBron James.

Il ruolo di “face card” nel giro di poker truccato

L’ex giocatore ha ammesso inoltre di aver preso parte ad un giro di poker truccato collegato alla mafia nelle vesti di “face card“, figura impiegata per attirare ai tavoli giocatori destinati a essere raggirati. Tra il 2020 e il 2023 Jones ha partecipato a tre partite, ricevendo un compenso per la sua presenza. “Sapevo che queste partite erano truccate e che i giocatori venivano ingannati“, ha dichiarato in aula.

La sentenza attesa per gennaio 2027

La pronuncia della sentenza è fissata per il 6 gennaio 2027. Per il capo relativo alle informazioni riservate sull’NBA la pena prevista oscilla tra 21 e 27 mesi di reclusione, mentre per la questione poker la forbice sale a una pena compresa tra 63 e 78 mesi. La Procura ha accettato di raccomandare al giudice uno sconto di 15 mesi in virtù dell’adesione di Jones all’accordo entro il 30 aprile. fp/AGIMEG

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