SBC Summit, Bufalini (Stake Italy): “Abbiamo una strategia di medio e lungo termine per essere una società di gioco online tra le più affidabili in Italia. Investiremo molto in cybersecurity e gioco responsabile. Il mercato italiano potrebbe anche raddoppiare rispetto all’attuale”

“Al bando per le nuove concessioni del gioco online hanno partecipato 46 aziende che hanno presentato 52 domande. Le licenze attualmente in vigore sono circa 70. Fondamentalmente, c’è una diminuzione fisiologica dovuta innanzitutto all’alto costo della gara. Si è passati a 7 milioni, un grande cambiamento rispetto al passato. E’ normale che un mercato come quello italiano, uno dei più grandi mercati regolamentati al mondo, attragga parecchi operatori. Non sono quindi sorpreso dal fatto che 46 aziende abbiano partecipato e che siano arrivate tante domande. È piuttosto normale, onestamente”. E’ quanto ha dichiarato Fabio A. Bufalini, country director Stake Italy, durante il panel sull’Italia che si è svolto durante SBC Summit a Lisbona, moderato da Nicola Tani.

“Entrare in un mercato come quello italiano non è affatto facile. Stake ha cambiato strategia puntando a entrare in tutti i mercati regolamentati – ha continuato Bufalini – e l’Italia è uno di questi. Abbiamo acquisito un’azienda l’anno scorso e siamo effettivamente live con il sito Ideal Bet, su cui però non stiamo spingendo, perché stiamo lavorando al lancio della nostra tecnologia. Ovviamente l’opportunità di essere live e di acquisire una società, rimanendo operativi con il sito e integrati con molti provider, parte di una piattaforma che esiste già, è molto più semplice che partire da zero”.

“Detto questo, è difficile perché bisogna caricare tutto, rivedere tutte le operation: non sarà facile. L’altro punto è che siamo nuovi come brand: Stake è un marchio enorme a livello globale, ma in Italia deve partire da zero. E sinceramente non sarà facile, perché in Italia c’è il divieto di pubblicità e non è semplice per un newcomer impostare le operation e le azioni giuste per affermare il brand. Ma possiamo trovare la strada corretta per farlo bene. L’azienda non vuole semplicemente entrare e basta: abbiamo una strategia di medio-lungo termine per essere una delle società più credibili in Italia nel medio-lungo periodo”.

“Il nuovo bando cambia molto l’aspetto del mercato italiano. L’obiettivo probabilmente è di tagliare in qualche modo alcuni operatori e cambiare le regole per essere più credibili e affidabili verso i consumatori. Quello che vediamo come opportunità è che ci sarà una riduzione degli operatori con licenza, alcuni usciranno, ma allo stesso tempo le regole tecniche e tutte le modifiche introdotte in tema, ad esempio, di gioco responsabile sono molto importanti e ci offriranno l’opportunità di essere una di quelle aziende affidabili per il cliente finale”, ha aggiunto.dati gioco online

“L’ultima cosa: prima della gara abbiamo predisposto un piano di investimenti per i prossimi cinque anni, in cui una parte è dedicata a cybersecurity e gioco responsabile. Saremo costretti a spendere certe cifre, ma a dire il vero questo è un bene per noi, perché vogliamo essere a quel livello e vogliamo un mercato a un livello più alto in termini di affidabilità per i clienti”.

“L’industria italiana del gioco è matura, parliamo di un’industria da 5 o 6 miliardi di euro; come operatori dovremmo lavorare tutti insieme per definire nuove regole con le autorità, ovviamente non possiamo cambiarle da soli ma per ottenere dei cambiamenti, perché sappiamo che il divieto di pubblicità è stato un fallimento. Il gioco .com è cresciuto molto, i numeri lo mostrano. Dovremmo sederci tutti insieme e lavorare per cambiare questo stato di cose, perché non puoi bloccare i social, ma dall’altro lato, se ora il Decreto Dignità verrà fermato dalla Corte europea, diventerà una giungla: tutti andranno in onda con la pubblicità al volume massimo e torneremo alla situazione precedente. Dovremmo quindi intervenire prima per fare le cose in modo corretto”.

Secondo Bufalini, quello italiano è un mercato che potrebbe “anche raddoppiare rispetto all’attuale. Il punto positivo è che ci saranno solo grandi aziende credibili in grado di gestire correttamente l’attività e di essere affidabili per i consumatori”. lp/AGIMEG