Riordino gioco online, Vullo (Kogem) ad Agimeg: “Importanti criticità nel documento che colpisce i piccoli e medi concessionari, skin e pvr. Pronti ad agire per tutelare gli operatori colpiti”

“Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare il decreto legislativo in materia di riordino del settore dei giochi che riguarda l’online. Lo scorso ottobre (grazie al rapporto diretto con interlocutori professionali) ciò che avevo dichiarato ad Agimeg si è verificato, avevo previsto almeno 5/6 milioni di euro per la concessione ed oggi i milioni sono addirittura 7, avevo parlato di un cambiamento epocale per quanto riguardava le Skin e i PVR e, così è stato”. E’ quanto ha dichiarato ad Agimeg Salvo Vullo, amministratore di Kogem, che si occupa di consulenza burocratica e legale in materia di giochi.

“Sicuramente i confronti avvenuti negli ultimi mesi tra alcuni esponenti del settore, la politica e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non hanno sortito un riscontro positivo, perché il Governo punta solo a fare cassa. L’online e il rinnovo del bando delle concessioni è il modo più semplice per incassare, che si passi da 200mila a 7 milioni di euro a chi governa poco importa”.

“Togliere le Skin un grande errore, avrebbero reso, forse, più indolore questo cambiamento mantenendole. Tenerle avrebbe concesso due possibilità: la prima quella di realizzare consorzi tra i concessionari, partecipando così al bando con una unica concessione, per poi operare con il proprio brand come skin, la seconda avrebbe permesso ai concessionari uscenti di scegliere di aprire un canale di raccolta sotto un concessionario (che avrebbe partecipato al futuro bando) in modo da garantire continuità alle società titolari di concessione che non potrebbero sostenere un costo così rilevante. Il mantenimento delle skin, pertanto, avrebbe sicuramente permesso il raggiungimento di un obiettivo comune per il Governo e per “piccoli e medi concessionari” rendendo meno amara la pillola da imboccare”.

“La Relazione Tecnica: non credo sia stata scritta da addetti ai lavori visto che sono state tralasciate una serie di altre questioni di notevole importanza. Inoltre, il fatto che si pensi che l’intera raccolta del gioco di chi non potrà partecipare al bando, sarà totalmente migrata sulle piattaforme di gioco di chi invece al bando parteciperà , non è così pacifico.
Ridurre gli operatori favorirà l’illegalità e farà fiorire una serie di altri problemi”.

“Sono migliaia i giocatori che non hanno mai scelto “i grandi” concessionari in passato, a riprova che non si tratta di sola offerta di gioco, ma anche di servizi, scelte commerciali, gestione della piattaforma di gioco, rapporto tra concessionario e giocatore. Probabilmente i giocatori che non avranno più modo di loggarsi alle piattaforme di gioco che spariranno dal mercato, alla ricerca di nuovi portali di gioco su Internet, si imbatteranno in piattaforme del tutto illegali e, in virtù di questo, la fetta di torta che non verrà spartita tra i concessionari che parteciperanno al bando, finirà col foraggiare la criminalità”.

“Il PVR, Punto Vendita Ricariche, è un altro modo di tenere due piedi in una scarpa;PVR sarebbe stato più opportuno toglierlo completamente, abolendo contestualmente il divieto di pubblicità, o lasciarlo operare senza snaturarne l’identità e le modalità fino ad oggi attuate. Prevedere, invece, l’introduzione della licenza ex art. 88 anche per i titolari dello stesso e, limitarne l’operatività a 100 euro a settimana, renderà particolarmente gravoso il loro permanere sul mercato non foss’altro perché con il ricavato di una così misera attività di ricarica non riusciranno nemmeno a coprire i costi di gestione. Il principio però è sempre lo stesso, anche in questo caso migliaia di PVR con l’iscrizione all’Albo incrementeranno le casse dello Stato”.

“La ratio sottesa a questo cambiamento è lapalissiana; l’obiettivo è quello di rimpinguare le casse dello Stato a discapito del mantenimento dell’attuale livello occupazionale nel settore e della possibilità di attuare una volta per tutte una riforma del settore che avrebbe regolamentato in maniera esaustiva un settore, quello del gioco online, che da troppo tempo presenta non poche incognite”.

“Come Kogem abbiamo le idee chiare e già da ottobre siamo andati avanti a progettare e sviluppare quello che metteremo in atto quando sarà il momento. Ci sono criticità importantissime che abbiamo rilevato e, che daranno spunto per intervenire qualora il quadro paventato venisse confermato. Occorre semplicemente aspettare, anche se dubito che possa cambiare qualcosa. Quando sarà pubblicato il bando agiremo su richiesta di clienti e concessionari che ci hanno già dato mandato“. lp/AGIMEG