Riordino gioco fisico: nulla di fatto nell’incontro tra MEF e Regioni. Problemi su distanziometro e limiti orari

Come anticipato da Agimeg, sarà una trattiva lunga e complicata, quella tra il MEF ed i tecnici delle Regioni, per quanto riguarda il riordino del gioco fisico. La conferma di questo è arrivata anche dall’incontro di ieri, il terzo nel giro di poche settimane.

Secondo quanto appreso da Agimeg, l’incontro si è concluso con un nulla di fatto ma con l’intenzione di rivedersi entro un paio di settimane. Le due posizioni sembrano infatti al momento inconciliabili in tema di distanze e limiti orari.

Ricordiamo che il Gruppo tecnico delle regioni e delle province autonome sub area dipendenze aveva presentato un secondo documento con la richiesta di una distanza, a livello nazionale, di 500 metri dai punti sensibili (aumentati rispetto alle prime richieste) ed 11 ore al giorno (divise in 4 fasce) di chiusura delle attività di gioco.

Riordino gioco pubblico a seguito della Legge Delega

Il Mef aveva risposto con un distanziometro nazionale a 250 metri (anche meno per determinati luoghi sensibili) e chiusura per 5 ore e mezza al giorno in corrispondenza dell’entrata e dell’uscita da scuola per gli istituti con minorenni.

La politica quasi “proibizionistica” dei tecnici delle Regioni rischia di far saltare la rete di gioco legale, che rappresenta la prima linea di contrasto all’illegalità, di tutela degli utenti ed è di fondamentale importanza per aziende, migliaia di lavoratori ed Erario. lp/AGIMEG