In VI Commissione Finanze alla Camera la sottosegretaria al Mef Sandra Savino ha risposto ad un interrogazione presentata dai deputati PD Merola e Vaccari.
I deputati chiedevano, in particolare: “quali siano i criteri con i quali si procederà, nell’ambito del nuovo bando, all’individuazione dei concessionari del gioco fisico, e se il Governo disponga di dati aggiornati, per ciascun concessionario, relativi al numero dei nulla osta di messa in esercizio di proprietà di ogni concessionario e a quanto ammonti, per ogni concessionario, il numero di apparecchi Awp e la loro ripartizione fra gestione indiretta e quella diretta”.
AWP e VLT: i dati sui concessionari
“In relazione al numero dei nulla osta di messa in esercizio di proprietà di ogni concessionario e a quanto ammonti per ogni concessionario il numero di apparecchi AWP e la loro ripartizione tra gestione indiretta e diretta, si rappresenta che l’Agenzia dispone di banche dati di informazioni attinenti al numero di nulla osta rilasciati a ciascun concessionario. Dato che consente, ove rapportato all’intero settore, di determinare al suo interno il peso specifico, la cosiddetta quota di mercato.
Tuttavia, tale dato non può prescindere dalle considerazioni dell’ulteriore tipologia di apparecchi con vincita in denaro che i concessionari sono chiamati a gestire, ossia gli apparecchi videoterminali di cui all’articolo 110, comma 6, lettera b) del TULPS, rispetto ai quali parametri occorre individuare il numero dei diritti all’installazione posseduti da ciascun concessionario. Pertanto, la quota di mercato deve essere correttamente intesa come numero dei nulla osta rilasciati e dei diritti posseduti da ciascun concessionario rispetto al numero totale dei nulla osta rilasciati e dei dei diritti posseduti in relazione al complesso degli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro”, ha sottolineato Sandra Savino.
AWP e VLT: quote di mercato e limiti concessori
“Il numero di nulla osta rilasciati e il numero di diritti posseduti rileva ai fini della determinazione del limite di concentrazione fissato dalla convenzione di concessione sottoscritta con le società che, secondo le disposizioni in essa contenute, è attualmente pari al 25% del numero complessivo di nulla osta riferibili agli apparecchi AWP e al 25% del totale degli apparecchi videoterminali per cui sia stata rilasciata apposita autorizzazione. Attualmente, la soglia più alta registrata da taluni concessionari con riferimento agli apparecchi AWP si attesta pari al 15 e il 16% e fra il 15 e il 20% con riferimento agli apparecchi videoterminali.
Va peraltro precisato che il limite del 25% indicato dalla vigente convenzione di concessione è riferito al singolo concessionario e non tiene conto dell’evoluzione nel tempo del settore, soprattutto dell’articolazione della società in gruppi societari dovuta a finalità di organizzazione e razionalizzazione delle risorse.
Ad oggi, il possesso di una quota di mercato complessiva da parte di un gruppo societario pari a circa il 31% è stato considerato dall’Agenzia non distorsivo della concorrenza. Anche l’AGCM, nelle analisi svolte in occasione di talune operazioni societarie fra concessionari, ha ritenuto di non avvisare criticità concorrenziali, confermando la piena compatibilità delle concentrazioni esistenti con la contendibilità del mercato”, ha detto.
Gestione diretta e indiretta degli apparecchi
“Infine, con riguardo alla ripartizione fra gestione diretta e indiretta degli apparecchi, occorre evidenziare la natura fiduciaria del rapporto fra l’Agenzia e le società affidatarie della relativa concessione che le vede quali interlocutrici esclusive dello Stato e soggetti passivi d’imposta in ordine all’imposizione tributaria, con piena responsabilità rispetto alle attività e funzioni svolte anche mediante l’ausilio di soggetti terzi.
In tale prospettiva, si comprende come i soggetti dei quali le società concessionarie si avvalgono nello svolgimento delle attività e funzioni affidate in concessione non rappresentano, per l’Agenzia, un elemento di rilevanza amministrativa tale da necessitare di apposita rilevazione specificamente mirata all’individuazione di quali siano le società indirettamente gestite. Pertanto, l’Agenzia delle Dogane dei Monopoli non dispone del relativo dato“, ha concluso.
La replica 
“Non sono affatto soddisfatto perché la Sottosegretaria, non ci ha fornito elementi utili a capire quale è l’impostazione che si vuole seguire rispetto alla riforma del gioco fisico.
Una delle questioni dirimenti riguarda la riduzione complessiva dell’offerta di gioco, legata anche al tema delle distanze delle sale giochi e scommesse dai luoghi sensibili. Se si riducono il numero delle sale e delle macchinette, questo ha un riflesso anche sulle entrate dello Stato. Il Parlamento ha il dovere di sapere qual è l’impostazione che si vuole dare a questa riforma, visto che la delega fiscale conteneva degli indirizzi molto chiari, tra cui quelli che ho citato”. Ha replicato il deputato dem e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
Gioco, la riforma accende il confronto su gettito fiscale e nulla osta
“Vorremmo trovare corrispondenza nella riforma in questi indirizzi e, soprattutto, capire come ci si comporterà rispetto al riparto del gettito fiscale, visto che dalla Conferenza Stato-Regioni è venuta una richiesta molto precisa di condividere il gettito fiscale su questo aspetto. Questo ha un’incidenza anche su come poi sarà costruito il bando. La distribuzione dei nulla osta rappresenta l’indicatore della quota di mercato dei concessionari nella filiera. Sapere quale è questa quota di mercato e quale, soprattutto, la soglia massima dei diritti a cui ogni concessionario è legato per poter partecipare a questo bando è un altro elemento dirimente.
Quindi, ovviamente, andremo a leggere quando sarà pubblicato il bando e, di conseguenza, prenderemo la nostra posizione. Abbiamo presentato una mozione su questo tema che ci auguriamo possa essere discussa per fare un dibattito vero su questo tema dell’azzardo nel nostro Paese, soprattutto dell’ultimo pezzo della delega fiscale che è la riforma del gioco fisico”, ha concluso. cdn/AGIMEG










