C’è molta preoccupazione tra gli operatori, ma anche tra i lavoratori delle attività di gioco, per il secondo documento presentato dal Gruppo Tecnico delle Regioni e Province Autonome Sub Area Dipendenze al MEF. Oltre ad un giro di vite per quanto riguarda il distanziometro, aumentato a 500 metri dai 250 del primo documento ed alla chiusura delle attività non più per 6 ma bensì per 11 ore al giorno, il documento presenta delle vere e proprie “accuse” relativamente ad alcune negozi dove si effettua la raccolta di gioco.
In particolate, nella parte “Razionalizzazione territoriale e numerica dei luoghi fisici di offerta di gioco”, si specifica che: “La razionalizzazione territoriale e numerica dei luoghi fisici di offerta di gioco rappresenta la base di una presenza sostenibile dei punti gioco nel territorio. La pianificazione e programmazione dell’offerta costituisce la prima fase di un sistema di gestione virtuoso che contemperi i bisogni di tutela della salute e le necessità inerenti la libertà di iniziativa economica. Il numero massimo di luoghi fisici di offerta di gioco dovrebbe quindi essere definito secondo criteri che contemplino i seguenti aspetti…”
Tra questi aspetti c’è la densità abitativa, la disponibilità di alternative al gioco, analisi ed evidenze scientifiche ed un punto dedicato alla “tipologia di punti vendita”. Ed è proprio in quest’ultimo passaggio che c’è una forte accusa verso un tipo di attività che sarebbe pericolsa per lo sviluppo di patologie legate al gioco.
Ecco il testo in questione: “secondo i dati forniti da Sogei Società Generale di Informatica S.p.A. il numero più elevato di punti vendita in Italia (e nelle diverse realtà regionali) è relativo ad esercizi AWP generalisti con un numero pari a 36.298 punti vendita. In ambito
Invece che considerare i negozi generalisti una prima linea di contrasto al gioco illegale, di tutela e controllo dei minori, di importante risorsa per l’Erario, gli stessi sono accusati di essere un importante veicolo per la diffusione della ludopatia. Usando gli stessi termini del documento, questa accusa è una evidente distorsione della realtà. lp/AGIMEG









