Home Attualità Riforma del calcio italiano: alla FIGC il 2% degli introiti delle scommesse. La proposta nel disegno di legge di Marcheschi (FdI)

Riforma del calcio italiano: alla FIGC il 2% degli introiti delle scommesse. La proposta nel disegno di legge di Marcheschi (FdI)

​Il sistema calcio italiano si appresta a vivere una stagione di cambiamenti profondi. Il senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi — responsabile nazionale Sport del partito e relatore della risoluzione sulla riforma del calcio — sta ultimando un disegno di legge strategico per ristrutturare il settore.

​L’obiettivo dichiarato è chiaro: rendere il calcio italiano sostenibile in modo strutturale, eliminando la dipendenza da aiuti di Stato e puntando su giovani, infrastrutture e trasparenza finanziaria.

​Gli obiettivi della Riforma Marcheschi

Il senatore Marcheschi, membro della 7ª commissione permanente Cultura in Senato, ha sottolineato – riporta Calcio e Finanza – come la proposta miri a favorire l’interesse collettivo nazionale senza però invadere l’autonomia della Federazione.

​La strategia si articola su due binari paralleli: incrementare le entrate e abbattere i costi gestionali.

​I 6 punti chiave del disegno di legge

​Il DDL si sviluppa in sei articoli specifici che toccano i nervi scoperti del pallone italiano:

  1. Ritorno alla “Quota Totocalcio”: ​si punta al recupero dei diritti sui giochi sportivi legati alle scommesse calcistiche. L’idea è destinare alla FIGC il 2% di un volume d’affari di circa 16 miliardi di euro, ripristinando quel legame economico che storicamente garantiva introiti certi al sistema tramite la “Schedina”.
  2. Lotta alla pirateria per i settori giovanili: il contrasto alla pirateria audiovisiva non sarà solo una questione di legalità, ma di reinvestimento. Una quota dei proventi delle sanzioni AGCOM sarà destinata a un fondo per il potenziamento dei vivai e dell’impiantistica di base.
  3. Nuovi criteri per i Diritti TV: modifica della ripartizione delle risorse dei diritti audiovisivi. Verranno introdotti i PVS (Parametri di Valorizzazione e Sostenibilità): premi economici per i club che investono concretamente nei giovani e mantengono bilanci sani.
  4. Riforma del lavoro sportivo: per alleggerire il peso fiscale sulle società, la proposta prevede: ​contribuzione agevolata e sgravi fiscali; agevolazioni IVA e assicurazioni private obbligatorie per gli atleti; revisione del sistema previdenziale e superamento del “vincolo sportivo”.Senato della RepubblicaSenato della Repubblica
  5. Tetto alle commissioni dei procuratori: l’introduzione di un cap massimo alle percentuali dei procuratori sportivi. L’obiettivo è frenare l’emorragia di capitali verso le mediazioni, che gravano pesantemente sui bilanci delle società.
  6. Commissariamento straordinario della FIGC: Marcheschi propone di ampliare le motivazioni per il commissariamento della Federazione. L’obiettivo è superare lo stallo decisionale di un Consiglio Federale paragonato dal senatore all’ONU, dove il diritto di veto impedisce riforme strutturali.

​Analisi: perchè questa riforma è necessaria?

​Durante l’audizione del Ministro dello Sport Andrea Abodi, Marcheschi ha ribadito che il calcio non può più attendere. Il sistema attuale è considerato “ingessato”. cdn/AGIMEG

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