Ricerca gioco minorile Napoli, Lollobrigida (ADM): “Formazione fondamentale nel contrasto al gioco minorile”

Mario Lollobrigida, Direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, è intervenuto a Napoli alla presentazione dell’indagine su minori e gioco svolta nel capoluogo campano.

“Da questa indagine, molto importante e interessante, emerge un quadro che in parte già conoscevamo” – ha esordito – “ma con un livello di approfondimento diverso. Il gioco minorile nasce da una bassa consapevolezza del rischio da parte del minore. Conosce il divieto, così come succede per il settore del tabacco. Ma allora perchè lo fa? Perché è un’esperienza iniziatica, aiuta a far parte del gruppo e a sentirsi più grandi.

Poi c’è il ruolo della famiglia. Dobbiamo dire che anche la cultura dei videogames nasce dalla cultura del gioco d’azzardo. Con i giochi che non prevedono vincita si abituano a spendere denaro. Basti pensare alle loot box che consistono nell’acquisto di qualcosa che serve per il videogioco senza conoscere il contenuto della box. Quindi a sorpresa. E il passaggio all’azzardo diventa quasi normale. Se aggiungiamo gli elementi della famiglia e del gruppo, ecco che la percentuale si impenna. E questo avviene per tutte le classi sociali, per tutti i ceti. Anche il calcio è trasversale e, infatti, le scommesse sportive sono le più diffuse tra i giochi con vincita in denaro”.

Gioco legale: perché la formazione è fondamentale

“La formazione è fondamentale. Non possiamo appoggiarci alle famiglie ma dobbiamo puntare sulla scuola e sugli operatori. Stiamo cercando di innalzare il loro livello di formazione: nella nostra proposta di riordino del gioco fisico questo è un elemento fondante. Gli operatori devono conoscere gli elementi di rischio, che aumentano soprattutto per la partecipazione dei minori. Loro sono consapevoli anche delle misure pesanti per chi trasgredisce, ma è possibile che il collaboratore assunto da poco magari non lo sa o non mette l’attenzione dovuta.

Noi effettuiamo molti controlli sul territorio, che sono tuttavia legati ai nostri orari di lavoro. Abbiamo svolto in un anno oltre 14.000 controlli dedicati al gioco minorile. Con un indice di positività relativamente basso, che però è dovuto anche ai limiti operativi che abbiamo. Ma anche le altre forze dell’ordine che intervengono sul territorio, senza i nostri limiti, hanno un riscontro molto limitato sulla presenza di minori. C’è, poi, il problema della mancanza di controlli per soggetti che all’aspetto esteriore possono essere scambiati per un maggiorenne. Ma si verificano anche i casi in cui gli operatori lasciano passare giovani palesemente minorenni”, ha sottolineato.

Rischi e mancanza di controlli nel mercato illegale

“Altro aspetto importante è quello del gioco illegale. L’accesso al gioco online è molto complicato, ma sappiamo che ci sono anche genitori che danno ai figli minorenni la propria carta di credito. A quel punto, non possiamo fare nulla. Nel gioco illegale, però non c’è questa barriera e noi abbiamo le armi spuntate: per uno che ne chiudiamo altri dieci ne nascono. Si tratta di un problema che nessuno ha trovato il modo di risolvere, anche all’estero. Convegno Napoli gioco minorile

In Italia abbiamo creato un sistema avanzatissimo per controllo e intervento per le forme di gioco a rischio, prima che diventi patologico. I concessionari sono tenuti a valutare il loro comportamento per individuare i soggetti a rischio, ma nell’illegale tutte queste misure di prevenzione non esistono. E quindi la cosa diventa grave soprattutto per i minori; che peraltro sono anche abituati a confrontarsi con il digitale.

Noi siamo disponibili, e lo sono sicuramente anche i concessionari che hanno un compito formativo dato dalle norme che impongono anche un investimento economico in questo senso, per operare in un’attività formativa che faccia conoscere i rischi di un gioco non consapevole“, ha concluso. gpm/AGIMEG