La prospettiva dei Mondiali di calcio, con il loro carico di partite e di pubblicità, ha spinto il regolatore francese del gioco a muoversi sul terreno della prevenzione. L’Autorité nationale des jeux (ANJ) ha presentato in Francia la campagna “Zona a rischio”, dedicata alla dipendenza da scommesse sportive e rivolta soprattutto a un pubblico giovane.
A motivare l’intervento è un’indagine Toluna-Harris Interactive, secondo cui quattro francesi su dieci tra quanti seguiranno il torneo dichiarano di voler scommettere, mentre più di un giocatore abituale su tre racconta di aver già perso almeno una volta il controllo.
Scommesse e grandi eventi sportivi: i numeri del mercato francese
Sul mercato francese il pallone domina largamente: nel 2025 le puntate online sul calcio hanno superato i 6 miliardi di euro, il 55% del totale, una quota che lascia tennis e basket a distanza. Per misurare il peso di un Mondiale basta tornare al 2022, quando tra agenzie e canali digitali si raccolsero oltre 900 milioni di euro; da sola, la finale tra Francia e Argentina generò circa 54 milioni di euro di giocate online, tuttora il primato per un singolo match.
Le previsioni per l’edizione in arrivo parlano di una raccolta che potrebbe sfiorare quota 1,2 miliardi di euro, spinta da un mercato in espansione e da un tabellone più ampio, sulla scia dei volumi già visti nelle ultime competizioni. Molto, però, dipenderà da quanto a lungo resterà in corsa la nazionale di casa. Chi scommette, intanto, è in larga parte giovane: i 18-34enni valgono il 64% del totale, a fronte di oltre 5 milioni di conti attivi nel 2025 e di una spesa media annua di 2.186 euro ciascuno.
Le intenzioni di gioco dei francesi durante i Mondiali
Il torneo iridato troverà comunque un pubblico ampio, visto che il 57% degli intervistati conta di seguirlo. Una parte si fermerà alle puntate “goliardiche” con amici e parenti, mentre il 41% mette in conto di affidare del denaro a un operatore, cinque punti in più rispetto al 2022 e sei rispetto a Euro 2024; tra gli under 35 si arriva addirittura al 54%.
Cambia anche l’atteggiamento verso il portafoglio, dato che il 30% di chi punterà prevede di spendere più che in passato, quando nel 2022 a dichiararlo era il 19%. A calamitare le giocate restano le partite della Francia, davanti perfino agli incontri dalla posta più alta.
La percezione dei rischi di dipendenza
Il rovescio della medaglia è noto da tempo. Già nel 2023 l’OFDT calcolava al 15,3% la quota di scommettitori con un rapporto problematico con il gioco. Il segnale d’allarme più frequente è il bisogno di rigiocare per rincorrere una perdita. Compaiono poi l’aver puntato oltre le proprie possibilità e il rimorso che ne deriva.
La consapevolezza del pericolo, va detto, è cresciuta: l’83% dei francesi associa le scommesse sportive a un possibile rischio di dipendenza, percezione che tocca il 91% tra chi giocherà ai Mondiali e che nel complesso guadagna 14 punti rispetto a quattro anni fa. Resta però elevata la fetta di chi ammette di aver perso le redini almeno una volta: il 37% tra i giocatori abituali, addirittura il 67% sotto i 25 anni. Il fenomeno viene avvertito anche di riflesso, perché un francese su cinque conosce una persona vicina finita nella stessa situazione, con punte del 48% tra i più giovani.
La campagna “Zona a rischio” dell’ANJ
L’idea creativa, sviluppata dall’agenzia LIBRE, prende il riquadro giallo che ospita le avvertenze di legge nelle pubblicità sul gioco e lo converte nel nastro da cantiere usato per recintare le aree pericolose. La scelta di partire da questo simbolo non è casuale: l’ANJ vuole rendere tangibile un avvertimento che di norma scorre via inosservato, trasformandolo nel nastro che recinta i luoghi interdetti. Oltrepassata quella linea immaginaria comincia la spirale che il regolatore mette in scena per intero: alle prime perdite segue la rincorsa al recupero, con puntate sempre più alte, finché subentrano il nervosismo e l’isolamento e la partita finisce per passare in secondo piano. La firma scelta è “Giocare in modo eccessivo significa entrare in una zona a rischio“.
Per renderla concreta, l’ANJ ha portato la “zona a rischio” in strada. In una città, dietro al consueto nastro giallo, è stato ricostruito un salotto domestico dove un attore ha interpretato, per l’intera durata di una partita, il copione di un giocatore in difficoltà, che vede le perdite accumularsi e insegue invano il recupero, perdendo via via la calma.
L’allestimento ha richiamato numerosi passanti, fermatisi a guardare e a confrontarsi con il personale presente, con l’intento di dare un volto riconoscibile a comportamenti che spesso passano sotto silenzio. Da qui il rimando al portale Evalujeu, pensato per misurare il proprio rapporto con il gioco e ricavarne consigli su come mantenere il controllo; lo stesso sito segnala i punti di ascolto a disposizione dei giocatori e di chi sta loro accanto.
Sul senso dell’operazione è intervenuta la presidente dell’ANJ, Isabelle Falque-Pierrotin: “Alla vigilia di questi Mondiali entriamo in una zona a rischio, con più di un segnale che si accende per il regolatore: un calendario fitto di partite porta con sé un aumento delle pubblicità e delle occasioni di scommessa, mentre cresce il numero dei giocatori eccessivi e il loro peso sui ricavi degli operatori. L’indagine Toluna-Harris conferma queste preoccupazioni, perché indica intenzioni di gioco in aumento sia per volume sia per valore e una vulnerabilità marcata tra i più giovani. Ecco perché l’ANJ ha scelto di prendere la parola con una campagna che converte il riquadro giallo delle avvertenze legali in una zona di pericoli concreti e ben visibili“. fp/AGIMEG










